Storico delle modifiche apportate all'articolo 46 Codice Fallimentare aggiornato al 2021

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 46 (Beni non compresi nel fallimento).
Tramite la barra temporale è possibile mettere a confronto le modifiche apportate nel tempo.
Fonte: Normattiva.it (testo non ufficiale a carattere non autentico e gratuito)

  1. Art. 46 Beni non compresi nel fallimento

    Vigente dal: 17/07/2006 Vigente al:
    Testo precedente
    Beni non compresi nel fallimento
    1. Non sono compresi nel fallimento:
    1) i beni ed i diritti di natura strettamente personale;
    2) gli assegni aventi carattere alimentare, gli stipendi, pensioni, salari e ciò che il fallito guadagna con la sua attività, entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia;
    3) i frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli ed i redditi dei beni costituiti in patrimonio familiare, salvo quanto è disposto dagli articoli 170 e 326 del codice civile;
    4) i frutti dei beni costituiti in dote e i crediti dotati, salvo quanto è disposto dall'art. 188 del codice civile;
    5) le cose che non possono essere pignorate per disposizione di legge.
    2. I limiti previsti nel n. 2 di questo articolo sono fissati con decreto del giudice delegato.
    Testo modificato
    Beni non compresi nel fallimento
    1. Non sono compresi nel fallimento:
    1) i beni ed i diritti di natura strettamente personale;
    2) gli assegni aventi carattere alimentare, gli stipendi, pensioni, salari e ciò che il fallito guadagna con la sua attività, entro i limiti di quanto occorre per il mantenimento suo e della famiglia;
    3) i frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di essi, salvo quanto è disposto dall'articolo 170 del codice civile;
    4) abrogato (d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5)
    5) le cose che non possono essere pignorate per disposizione di legge.
    2. I limiti previsti nel primo comma, n. 2), sono fissati con decreto motivato del giudice delegato che deve tener conto della condizione personale del fallito e di quella della sua famiglia.