Art. 1182 c.c. Luogo dell'adempimento.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 set 2016, n. 17989

Le obbligazioni pecuniarie da adempiere al domicilio del creditore a norma dell'art. 1182, comma 3, c.c. sono - agli effetti sia della mora "ex re", sia del "forum destinatae solutionis" - esclusivamente quelle liquide, delle quali cioè il titolo determini l'ammontare o indichi criteri determinativi non discrezionali; ai fini della competenza territoriale, i presupposti della liquidità sono accertati dal giudice in base allo stato degli atti, ai sensi dell'art. 38, comma 4, c.p.c.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 giu 2013, n. 13900

Sussiste la giurisdizione del giudice italiano del luogo dove ha sede la società, che agisca per l'escussione di una garanzia a prima richiesta, prestata in suo favore da una banca austriaca, discutendosi dell'obbligazione derivante da un contratto autonomo di garanzia, in cui, assente il requisito dell'accessorietà, la prestazione del garante, qualitativamente diversa da quella del debitore principale, ha una funzione riparatoria del pregiudizio subito dal creditore a causa dell'inadempimento di quest'ultimo, attuandosi attraverso il pagamento di una somma di danaro sostitutiva della sua mancata o inesatta prestazione. Pertanto, alla stregua dell'art. 57 della legge n. 218 del 1995, nonché degli artt. 4 e 5 della Convenzione di Roma del 19 giugno 1980, resa esecutiva in Italia con la legge 18 dicembre 1984, n. 975, il collegamento più stretto della descritta obbligazione è con l'Italia, ivi avendo sede la società beneficiaria della garanzia, con conseguente sua regolamentazione, ai fini dell'individuazione del luogo della sua esecuzione, ai sensi dell'art. 1182, terzo comma, cod. civ., che lo indica nel domicilio del creditore.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 apr 2010, n. 9965

Ai fini dell'individuazione del giudice avente giurisdizione nei confronti dello straniero nelle controversie relative a rapporti obbligatori contrattuali, il foro speciale del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita, previsto dall'art. 5, n. 1, del Regolamento CE n. 44/01 del Consiglio, del 22 dicembre 2000 (c.d. "forum destinatae solutionis") in via alternativa rispetto al foro generale del domicilio del convenuto, previsto dall'art. 2, è applicabile anche se il convenuto sollevi contestazioni in ordine alla stessa esistenza del contratto ovvero alla sua efficacia (nella specie, in quanto concluso da persona non munita di poteri di rappresentanza), poiché tale disposizione opera anche nel caso in cui sia controversa la pretesa azionata in giudizio (cfr. Corte di giustizia CE, sentenza 4 marzo 1982, in causa 38-1981).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 ott 2009, n. 21661

Nel giudizio promosso per il risarcimento dei danni conseguenti al contenuto diffamatorio di una trasmissione televisiva e, più in generale, di quelli derivanti dal pregiudizio dei diritti della personalità recati da mezzi di comunicazione di massa, la competenza per territorio si radica, in riferimento al "forum commissi delicti" di cui all'art. 20 cod. proc. civ., nel luogo del domicilio (o della sede della persona giuridica) o, in caso di diversità, anche della residenza del soggetto danneggiato. Tale individuazione - che corrisponde al luogo in cui si realizzano le ricadute negative della lesione della reputazione - consente, da un lato, di evitare un criterio "ambulatorio" della competenza, potenzialmente lesivo del principio costituzionale della precostituzione del giudice, e, dall'altro, si presenta aderente alla concezione del danno risarcibile inteso non come danno-evento, bensì come danno-conseguenza, permettendo, infine, di individuare il giudice competente in modo da favorire il danneggiato che, in simili controversie, è solitamente il soggetto più debole.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 10 set 2009, n. 19445

In tema di obbligazioni contrattuali, il criterio di collegamento previsto dall'art. 5 n. 1 della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, richiamato dall'art. 3, secondo comma, della legge 31 maggio 1995, n. 218, ai sensi del quale il convenuto domiciliato in uno Stato contraente può essere citato dinanzi al giudice del luogo in cui dev'essere eseguita l'obbligazione dedotta in giudizio, trova applicazione anche nel caso in cui il pagamento di una somma di denaro certa, liquida ed esigibile sia chiesto dall'assuntore del concordato di una società in amministrazione straordinaria o dal cessionario del credito, configurandosi, in entrambi i casi, una successione a titolo particolare nel credito, non riconducibile ad iniziative unilaterali volte ad incidere surrettiziamente sulle regole della giurisdizione, che lascia inalterato il rapporto obbligatorio in tutte le sue componenti oggettive, con la conseguenza che il debitore, avvertito dello spostamento del luogo di pagamento, deve adempiere al domicilio del cessionario, ancorchè diverso da quello del cedente, purchè non ne derivi un eccessivo aggravio, e non potendosi invocare in contrario l'anteriorità della scadenza del credito, avuto riguardoall'art. 1221 cod. civ., che addossa al debitore in mora le conseguenze dell'inadempimento.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 09 feb 2009, n. 3059

Qualora sia chiesto in giudizio l'adempimento di un'obbligazione nascente da vendita internazionale di beni mobili (nella specie, il pagamento di una fornitura di pomodori) da parte di un venditore italiano nei confronti di un acquirente danese, trova applicazione da un lato la Convenzione di Bruxelles (e non il Regolamento CE n. 44/2001 al quale la Danimarca non ha aderito), l'art. 5 della quale consente che il convenuto sia chiamato in giudizio davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione è stata o deve essere eseguita, dall'altro la Convenzione di Vienna (che, dettando la disciplina sostanziale uniforme della vendita internazionale, si sostituisce alle legislazioni dei singoli Stati e prevale sulla Convenzione di Roma, secondo l'art. 21 di quest'ultima), la quale individua quale luogo di adempimento la sede degli affari del venditore, salvo che le parti abbiano specificamente pattuito il pagamento in altro luogo, ovvero il pagamento debba avvenire al momento della consegna dei beni o dei documenti: pertanto, qualora non operino le predette deroghe, la giurisdizione appartiene al giudice italiano, mentre nessun rilievo assume, ai fini della giurisdizione, la circostanza che il credito sia illiquido (dovendo il prezzo determinarsi sulla base dell'andamento delle vendite), né la distinzione tra credito di importo certo e incerto, ai sensidell'art. 1182 cod. civ., trattandosi di profili attinenti al merito.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 17 lug 2008, n. 19603

In base alla giurisprudenza comunitaria sull'art. 5 della Convenzione di Bruxelles, resa esecutiva con la legge 21 giugno 1971, n. 804, applicabile all'art. 5 del Regolamento CE n. 44 del 2001, il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente può essere citato in un altro Stato contraente, in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita, luogo che va determinato in conformità della legge che disciplina l'obbligazione controversa secondo le norme di conflitto del giudice adito (nella specie le S.U., in relazione alla domanda proposta da un cittadino italiano nei confronti di una società tedesca avente ad oggetto il pagamento di un assegno utilizzato come promessa di pagamento, hanno ritenuto che la controversia dovesse essere devoluta al giudice italiano, poiché tantol'art. 1182 cod. civ.quanto la corrispondente norma del codice civile tedesco dispongono che le obbligazioni pecuniarie di somma determinata si estinguono presso il domicilio del creditore).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 27 feb 2008, n. 5091

In base all'art. 5 della Convenzione di Bruxelles 27 settembre 1968, resa esecutiva con la legge 21 giugno 1971, n. 804 (alla quale norma è identica quella dell'art. 5.1 del Regolamento CE n. 44 del 2001), il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente può essere citato in un altro Stato contraente, in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita, luogo che va determinato in conformità della legge che disciplina l'obbligazione controversa secondo le norme di conflitto del giudice adito, nella specie italiano, e quindi in base all'art. 57 della legge 31 maggio 1995, n. 218; e poiché quest'ultimo fa rinvio alle norme della Convenzione di Roma del 19 giugno 1980, resa esecutiva con la legge 18 dicembre 1984, n. 975, ai sensi dell'art. 4, primo comma, della stessa il contratto è regolato dalla legge del Paese con il quale presenta il collegamento più stretto (nella specie, le S.U. hanno dichiarato che è devoluta alla giurisdizione del giudice italiano la controversia - promossa da una società italiana nei confronti di una società di diritto francese, a seguito dell'inadempimento di un'obbligazione contrattuale consistente nella presentazione di un'offerta per un appalto concorso, quale capogruppo di un'associazione temporanea di imprese - sul rilievo che, essendo il collegamento più stretto con l'Italia che con la Francia, il luogo dell'adempimento era da individuare secondo i principi di cui all'art. 1182 cod. civ., che consente di far riferimento al domicilio del debitore solo come criterio residuale, non operante in presenza di un'individuazione del luogo di adempimento risultante dalla natura stessa del contratto). (Regola giurisdizione)

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 dic 2007, n. 26617

Nelle obbligazioni pecuniarie, il cui importo sia inferiore a 12.500 euro o per le quali non sia imposta per legge una diversa modalità di pagamento, il debitore ha facoltà di pagare, a sua scelta, in moneta avente corso legale nello Stato o mediante consegna di assegno circolare; nel primo caso il creditore non può rifiutare il pagamento, come, invece, può nel secondo solo per giustificato motivo, da valutare secondo le regole della correttezza e della buona fede oggettiva; l'estinzione dell'obbligazione con l'effetto liberatorio per il debitore si verifica nel primo caso con la consegna della moneta e nel secondo quando il creditore acquista concretamente la disponibilità giuridica della somma di denaro, ricadendo sul debitore il rischio dell'inconvertibilità dell'assegno.