Art. 1362 c.c. Intenzione dei contraenti.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 nov 2016, n. 23463

Alla stregua dell'art. 827, comma 3, c.p.c., è immediatamente impugnabile, perché parzialmente decisorio del merito della controversia, il lodo recante una condanna generica, ex art. 278 c.p.c., o che decida una o alcune domande proposte senza definire l'intero giudizio, ma non quello che decida questioni pregiudiziali (nella specie la validità della convenzione arbitrale) o preliminari.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 apr 2012, n. 5702

Qualora una clausola apposta ad una donazione sia prevista dalle parti non come "modus", che costituisce per il donatario una vera e propria obbligazione, ma come condizione risolutiva del contratto, questa produce effetti indipendentemente da ogni indagine sul comportamento, colposo o meno, dei contraenti in ordine al verificarsi dell'evento stesso, tenuto conto che nella disciplina delle condizioni nel contratto non possono trovare applicazione i principi che regolano l'imputabilità in materia di obbligazioni.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 08 ago 2011, n. 17079

In tema di incentivi per l'esodo anticipato dal lavoro, l'accordo collettivo che, mediante la previsione della misura "al netto" di trattamenti incentivanti la risoluzione anticipata dei rapporti di lavoro (destinati a sopperire per un certo periodo alla mancanza della normale retribuzione o della pensione), compensi la diversità di disciplina fiscale correlata all'età del lavoratore al momento dell'esodo non si pone in contrasto con l'art. 3 Cost. atteso che, nell'ambito dei rapporti di lavoro di diritto privato, la disciplina contrattuale non è vincolata dal principio di parità di trattamento. Tale pattuizione, inoltre, è ammissibile, trovando giustificazione, nell'interesse alla funzionalità ed economicità dell'impresa, nell'intento di favorire un più consistente esodo di lavoratori e, nell'interesse generale dei lavoratori, in quello di assicurare un trattamento economico adeguato per tutti gli interessati, senza che si ponga in contraddizione - implicando il suddetto accordo la determinazione "per relationem" dell'ammontare effettivo o lordo della prestazione - con la disciplina sulla misura degli oneri fiscali a carico dei lavoratori e sulle modalità della loro riscossione mediante ritenute alla fonte da parte del datore di lavoro.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 giu 2010, n. 14611

Nell'ambito delle categorie professionali individuate dall'allegato A) al CCNL Regioni Autonomie Locali del 31 marzo 1999, la figura prevista alla lett. D) di "segretario autonomo delle istituzioni scolastiche della provincia" deve intendersi riferita soltanto a coloro che agiscono in ambito provinciale, curando una pluralità di istituzioni scolastiche nel loro complesso, e non a coloro che svolgano la loro attività nel più ristretto ambito di un comune e si occupino, all'interno di esso, soltanto del servizio scolastico di refezione. (Fattispecie relativa al rigetto dell'impugnazione avverso la sentenza della corte di appello che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda proposta dal ricorrente per l'inquadramento nella suddetta categoria professionale).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 apr 2009, n. 9146

L'art. 65 del c.n.n.l. 5 dicembre 1996, area dirigenza medica e veterinaria, nel prevedere la corresponsione di una retribuzione di risultato compensativa anche dell'eventuale superamento dell'orario lavorativo per il raggiungimento dell'obiettivo assegnato, esclude in generale il diritto del dirigente, incaricato della direzione di struttura, ad essere compensato per lavoro straordinario, senza che, dunque, sia possibile la distinzione tra il superamento dell'orario di lavoro preordinato al raggiungimento dei risultati assegnati e quello imposto da esigenze del servizio ordinario, poiché la complessiva prestazione del dirigente deve essere svolta al fine di conseguire gli obiettivi propri ed immancabili dell'incarico affidatogli.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 ott 2008, n. 26013

In base al disposto dell'art. 17 della legge 30 dicembre 1986 n. 936 è istituito presso il Cnel l'archivio dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, ma la responsabilità circa la genuinità degli accordi depositati è demandata ai soggetti stipulanti, nessun obbligo essendo previsto a carico del Cnel, di istruttoria, verifica o attribuzione di fede privilegiata agli accordi ad esso consegnati. Ne deriva che, qualora vi siano testi non coincidenti del medesimo accordo - nella specie entrambi presenti nell'archivio del Cnel - è obbligo del giudice impiegare tutti gli strumenti investigativi, di ricognizione delle fonti extradocumentali e di analisi critica immanente, previsti dalla norme civistiche e processuali, per l'esatta ricostruzione della volontà delle parti.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 giu 2008, n. 16540

Anche per il ricorso contenente una denuncia di conflitto di giurisdizione, l'onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi su cui il ricorso si fonda - imposto a pena di improcedibilitàdall'art. 369, secondo comma n. 4, cod. proc. civ., nella nuova formulazione di cui al d.lgs. n. 40 del 2006 -, può dirsi assolto mediante il deposito di un estratto del contratto contenente le norme della cui violazione il ricorrente si duole, allorchè non sia stata invocata una lettura sistematica dell'atto o di norme-parametro.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 mag 2008, n. 11656

In tema di contratto misto (nella specie, di vendita e di appalto), la relativa disciplina giuridica va individuata in quella risultante dalle norme del contratto tipico nel cui schema sono riconducibili gli elementi prevalenti (cosiddetta teoria dell'assorbimento o della prevalenza), senza escludere ogni rilevanza giuridica degli altri elementi, che sono voluti dalle parti e concorrono a fissare il contenuto e l'ampiezza del vincolo contrattuale, ai quali si applicano le norme proprie del contratto cui essi appartengono, in quanto compatibili con quelle del contratto prevalente.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 mag 2008, n. 11501

Ai fini dell'interpretazione di provvedimenti giurisdizionali - nella specie del decreto di liquidazione dei compensi al C.T.U. - si deve fare applicazione, in via analogica, dei canoni ermeneutici prescritti dagli artt.12 e seguenti disp. prel. cod. civ., in ragione dell'assimilabilità per natura ed effetti agli atti normativi, secondo l'esegesi delle norme (e non già degli atti e dei negozi giuridici), al pari del giudicato interno ed esterno e della sentenza rescindente, in quanto dotati di "vis imperativa" e indisponibilità per le parti; ne consegue che la predetta interpretazione si risolve nella ricerca del significato oggettivo della regola o del comando di cui il provvedimento è portatore.