Art. 1705 c.c. Mandato senza rappresentanza.

Ultimo aggiornamento: 25 March 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 Jul 2012, n. 11135

La locazione della cosa comune da parte di uno dei comproprietari rientra nell'ambito della gestione di affari ed è soggetta alle regole di tale istituto, tra le quali quella di cuiall'art. 2032 cod. civ., sicché, nel caso di gestione non rappresentativa, il comproprietario non locatore può ratificare l'operato del gestore e, ai sensidell'art. 1705, secondo comma, cod. civ., applicabile per effetto del richiamo al mandato contenuto nel citatoart. 2032 cod. civ., esigere dal conduttore, nel contraddittorio con il comproprietario locatore, la quota dei canoni corrispondente alla rispettiva quota di proprietà indivisa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 Jun 2012, n. 9589

Il rapporto intercorrente tra l'Amministrazione statale e la Federazione Italiana Consorzi Agrari (Federconsorzi) per gli approvvigionamenti di prodotti agricoli, quale risultante dalla normativa vigente (in particolare, dalla legge n. 1294 del 1957), va inquadrato nella categoria del mandato senza rappresentanza. Ne consegue che non è configurabile una responsabilità contrattuale dell'Amministrazione, in relazione ad inadempimenti riconducibili all'esecuzione dei contratti di finanziamento stipulati da istituti di credito con la Federconsorzi, in attuazione del rapporto di mandato da questa instaurato con l'Amministrazione, risultando quest'ultima terza rispetto al contratto di finanziamento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il credito della Federconsorzi verso l'Amministrazione, corrispondente all'entità del suo debito verso le banche relativo alla mancata restituzione dei finanziamenti ricevuti per gli approvigionamenti di prodotti agricoli, trovava titolo nell'impegno dallo Stato ai sensi della legge n. 1294 del 1957, ma il diritto ad essere tenuta indenne di quanto corrisposto agli istituti di credito presupponeva la prova della relativa erogazione, e la sua esigibilità era condizionata all'eventuale richiesta di adempimento del contratto di finanziamento formulata dall'altro contraente, ovvero al pagamento eventualmente effettuato in favore di quest'ultimo).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 08 Oct 2008, n. 24772

In tema di azioni esercitabili dal mandante nell'ipotesi di mandato senza rappresentanza, il sistema normativo è imperniato sul rapporto regola-eccezione, nel senso che, secondo la regola generale (art. 1705, primo comma cod. civ.), il mandatario acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, che non hanno alcun rapporto con il mandante, mentre costituiscono eccezioni le disposizioni, tanto sostanziali quanto processuali, che prevedono l'immediata reclamabilità del diritto (di credito o reale) da parte del mandante, con conseguente necessità di stretta interpretazione di queste ultime e dell'esclusione di qualunque integrazione di tipo analogico o estensivo, nell'ottica della tutela della posizione del terzo contraente. Ne deriva che l'espressione "diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato" (art. 1705, secondo comma, cod. civ.), che accorda al mandante pretese dirette nei confronti del terzo contraente, va circoscritta all'esercizio dei diritti sostanziali acquistati dal mandatario, rimanendo escluse le azioni poste a loro tutela (annullamento, risoluzione, rescissione, risarcimento del danno).