Art. 1988 c.c. Promessa di pagamento e ricognizione di debito.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 28 mag 2014, n. 11917

Appartiene alla giurisdizione del giudice amministravo, ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. a), n. 2), del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, in quanto controversia relativa ad accordi tra pubbliche amministrazioni, il giudizio instaurato dalla Fondazione Ordine Mauriziano per far valere l'inadempimento della Regione Piemonte agli obblighi di erogazione di assegnazioni economiche previste in forza di convenzioni intervenute tra i predetti enti pubblici, restando irrilevante il successivo riconoscimento di debito operato dall'Assessore regionale alla sanità, che è inidoneo a costituire una autonoma fonte di obbligazione, determinando unicamente - insieme con l'effetto confermativo del preesistente rapporto fondamentale - un'inversione dell'onere della prova in ordine alla pretesa azionata.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 22 mag 2012, n. 8073

In tema di pubblico impiego, il riconoscimento, da parte del datore di lavoro, del debito nei confronti del dipendente non incide sulla giurisdizione, atteso che il suddetto riconoscimento non comporta la novazione del titolo, bensì unicamente l'inversione dell'onere della prova e deve essere valutato, per quanto concerne la sua esistenza, estensione, validità ed efficacia, secondo la disciplina del rapporto in cui interviene, tenendo conto, in particolare, del fatto che, riguardo ai crediti dei pubblici dipendenti scaturenti direttamente dalla legge, da regolamenti, o da atti a questi assimilabili, la P.A. si trova in posizione paritaria rispetto a quella del lavoratore e non agisce con atti autoritativi aventi natura di provvedimenti.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 09 set 2010, n. 19252

In tema di rapporto di impiego pubblico assoggettabile "ratione temporis" alla giurisdizione del giudice amministrativo, il riconoscimento, da parte del datore di lavoro, del debito nei confronti del dipendente non incide sulla giurisdizione, atteso che il suddetto riconoscimento non comporta la novazione del titolo, bensì unicamente l'inversione dell'onere della prova da valutarsi, per quanto concerne la sua esistenza, estensione, validità ed efficacia, secondo la disciplina del rapporto in cui interviene, tenendo conto, in particolare, del fatto che, riguardo ai crediti dei pubblici dipendenti, scaturenti direttamente dalla legge, da Regolamenti o da atti a questi assimilabili, la P.A. si trova in posizione paritaria rispetto a quella del lavoratore e non agisce con atti autoritativi, aventi natura di provvedimenti.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 17 lug 2008, n. 19603

In base alla giurisprudenza comunitaria sull'art. 5 della Convenzione di Bruxelles, resa esecutiva con la legge 21 giugno 1971, n. 804, applicabile all'art. 5 del Regolamento CE n. 44 del 2001, il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente può essere citato in un altro Stato contraente, in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio è stata o deve essere eseguita, luogo che va determinato in conformità della legge che disciplina l'obbligazione controversa secondo le norme di conflitto del giudice adito (nella specie le S.U., in relazione alla domanda proposta da un cittadino italiano nei confronti di una società tedesca avente ad oggetto il pagamento di un assegno utilizzato come promessa di pagamento, hanno ritenuto che la controversia dovesse essere devoluta al giudice italiano, poiché tantol'art. 1182 cod. civ.quanto la corrispondente norma del codice civile tedesco dispongono che le obbligazioni pecuniarie di somma determinata si estinguono presso il domicilio del creditore).