Art. 2126 c.c. Prestazione di fatto con violazione di legge.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mag 2012, n. 8519

In tema di pubblico impiego privatizzato, la disciplina transitoria ex art. 69, comma 7, del d.lgs. n. 165 del 2001 si applica anche nel caso in cui la domanda si fondi sullo svolgimento di prestazioni di fatto in regime di subordinazione a favore dell'ente pubblico, in quanto l'esecuzione delle prestazioni lavorative integra il fatto costitutivo dei diritti del lavoratore di cuiall'art. 2126 cod. civ., disposizione che viceversa non tutela l'aspettativa del lavoratore per la prosecuzione del rapporto. Ne consegue che sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo per i diritti - anche di natura contributiva e assicurativa - maturati dal prestatore d'opera sulla base dell'esecuzione del rapporto fino al 30 giugno 1998.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 dic 2011, n. 29094

In tema di controversie relative ai rapporti d'impiego pubblico con enti pubblici non economici, riferiti al periodo anteriore al 30 giugno 1998, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo quando la pretesa fatta valere in giudizio comunque si ricolleghi al rapporto di lavoro subordinato, sia che risulti in atto sia che risulti estinto o solo da costituirsi, comprese le ipotesi di domande relative a vantati diritti di assunzione o ad altri diritti nascenti dalla mancata assunzione in violazione di obblighi contrattuali o di legge, non ostando la mancanza o nullità dell'atto formale di nomina, risultando invece sufficiente l'inserimento anche fattuale del lavoratore subordinato nell'organizzazione pubblicistica dell'ente.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 26 mag 2011, n. 11559

In ipotesi di rapporto di lavoro subordinato avente ad oggetto l'insegnamento presso scuole private legalmente riconosciute, il possesso del titolo legale di abilitazione all'insegnamento da parte degli insegnanti rappresenta un requisito di validità dello stesso contratto di lavoro, il quale - ove l'insegnante risulti sprovvisto del titolo suddetto - deve considerarsi nullo per violazione delle citate norme di carattere imperativo, con conseguente impedimento alla prosecuzione ulteriore del rapporto e possibilità per il datore di lavoro di intimare il licenziamento per giusta causa, pur restando fermi, ai sensidell'art. 2126 cod. civ., gli effetti del rapporto per il periodo in cui esso abbia avuto esecuzione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 ago 2009, n. 18506

La richiesta di regolarizzazione contributiva e assicurativa rivolta nei confronti del datore di lavoro pubblico in relazione a prestazioni lavorative rese presso la P.A. in periodo anteriore al 30 giugno 1998 è devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo, trattandosi di controversia tra il lavoratore e la P.A. che ne ha utilizzato le prestazioni, concernente uno degli obblighi facenti capo all'ente pubblico utilizzatore, di denunciare il rapporto medesimo all'ente previdenziale e di pagare i relativi contributi, sia attraverso una regolare assunzione, sia con un rapporto affetto da nullità che, però, non produce effetti, exart. 2126 cod. civ., per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 apr 2008, n. 10819

Ai fini dell'applicazione della disciplina transitoria relativa alla devoluzione del contenzioso del pubblico impiego contrattualizzato al giudice ordinario, con riferimento alle controversie "relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro successivo al 30 giugno 1998", ciò che rileva è il dato storico costituito dall'avverarsi dei fatti materiali e delle circostanze poste a base della pretesa avanzata. Ne consegue che, nel caso di domanda retributiva relativa a rapporto di fatto alle dipendenze della P.A., con riguardo a periodi precedenti e successivi alla suddetta data, opera il criterio del frazionamento della giurisdizione, restando escluso che l'inadempimento datoriale possa costituire un illecito permanente (con conseguente rilevanza dell'epoca della sua cessazione), non essendo unitario il fatto costitutivo dei diritti vantati, ma traendo gli stessi fondamento in ciascun periodo del rapporto nel quale sono maturati.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 02 apr 2008, n. 8453

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, in ordine alla controversia concernente differenze retributive pretese, ai sensi dell'art. 2126 o 2041 cod. civ., per lo svolgimento, con continuità e vincolo di subordinazione, in epoca antecedente al 30 giugno 1998, di mansioni corrispondenti alle finalità istituzionali della P.A. datore di lavoro, non è esclusa né dalla mancanza dell'atto formale di nomina, non essendo questo un requisito essenziale per la sussistenza del rapporto di pubblico impiego, né dall'eventuale nullità del rapporto per violazione di norme imperative, atteso che, sia pure ai limitati fini della retribuzione,l'art. 2126 cod. civ.pone una "fictio iuris" di validità del rapporto nullo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 dic 2007, n. 25837

In materia di pubblico impiego contrattualizzato - come si evince anche dall'art. 56, comma 6, del d.lgs. n. 29 del 1993, nel testo, sostituito dall'art. 25 del d.lgs. n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 15 del d.lgs. n. 387 del 1998, ora riprodotto nell'art. 32 del d.lgs. n. 165 del 2001, l'impiegato cui sono state assegnate, al di fuori dei casi consentiti, mansioni superiori (anche corrispondenti ad una qualifica di due livelli superiori a quella di inquadramento) ha diritto, in conformità alla giurisprudenza della Corte costituzionale (tra le altre, sentenze n. 908 del 1988; n. 57 del 1989; n. 236 del 1992; n. 296 del 1990), ad una retribuzione proporzionata e sufficiente ai sensidell'art. 36 Cost.; che deve trovare integrale applicazione - senza sbarramenti temporali di alcun genere - pure nel pubblico impiego privatizzato, sempre che le mansioni superiori assegnate siano state svolte, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, nella loro pienezza, e sempre che, in relazione all'attività spiegata, siano stati esercitati i poteri ed assunte le responsabilità correlate a dette superiori mansioni. (Principio di diritto enunciato ai sensidell'art. 384, primo comma, cod. proc. civ., per la particolare importanza della questione di diritto risolta).