Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 24 Feb 2014, n. 4323

In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrato, ai fini dell'individuazione del momento di decorrenza del termine annuale per l'esercizio dell'azione, assumono rilievo le indicazioni risultanti dall'adesivo apposto sulla raccomandata pervenuta alla P.G. presso la Corte di cassazione (contenente la notizia circostanziata dell'illecito disciplinare), il quale, in applicazione del principio di legalità dell'azione amministrativa, attesta la veridicità, con valore di presunzione semplice, della data e ora di ricezione dell'atto da parte della Procura Generale, restando onere di colui che ne contesta le risultanze fornire, anche in via presuntiva, la prova contraria.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 Nov 2011, n. 24079

In tema di abusiva captazione di acque pubbliche, posto che la sottrazione di acqua a monte di una centrale idroelettrica comporta una diminuzione di quella che arriva a valle per l'alimentazione degli impianti, essa è, per ciò solo, potenzialmente idonea a provocare una riduzione dell'energia elettrica, così da integrare una presunzione semplice di danno, tale che i responsabili della captazione non possano sottrarsi agli obblighi risarcitori senza una prova contraria sufficientemente specifica e rigorosa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 Jun 2010, n. 14699

La parcella dell'avvocato costituisce una dichiarazione unilaterale assistita da una presunzione di veridicità, in quanto l'iscrizione all'albo del professionista è una garanzia della sua personalità; pertanto, le "poste" o "voci" in essa elencate, in mancanza di specifiche contestazioni del cliente, non possono essere disconosciute dal giudice.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 Mar 2010, n. 6538

La costituzione di parte civile del curatore fallimentare nel procedimento penale per bancarotta fraudolenta a carico del fallito (nella specie, a carico degli amministratori della società fallita) non determina l'estinzione del giudizio civile precedentemente introdotto ai sensi dell'art. 64 della legge fall., né la sospensione di quello introdotto successivamente, neppure nel caso in cui il curatore sia stato autorizzato ad estendere la domanda risarcitoria, fondata sui medesimi fatti, al terzo convenuto nel giudizio civile, in qualità di responsabile civile, in quanto si tratta di domande diverse ed, anzi, aventi "causae petendi" opposte, dato che la domanda risarcitoria si fonda su di un fatto illecito-reato e l'altra riguarda un atto lecito, che può essere dichiarato inefficacie anche qualora al disponente ed al beneficiario non si possa rimproverare alcunché; inoltre, il "petitum" dell'azione risarcitoria è rivolto a conseguire la reintegrazione del patrimonio del soggetto depauperato dall'illecito mediante la corresponsione dell'equivalente pecuniario del pregiudizio subito, mentre, nella fattispecie di cui all'art. 64 della legge fall., l'azione ha per oggetto la sanzione di inefficacia del pagamento eseguito dal "solvens" e la restituzione della somma pagata assume carattere strumentale al fine della ricostituzione della massa fallimentare nella consistenza originaria.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 Jan 2010, n. 356

In tema di sanzioni amministrative per impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture obbligatorie, l'art. 3, terzo comma, del d.l. 22 febbraio 2002, n. 12, conv. nella legge 23 aprile 2002, n. 73 - il quale prevede l'applicazione della sanzione amministrativa dal 200 al 400 per cento dell'importo, per ciascun lavoratore irregolare, del costo del lavoro calcolato sulla base dei vigenti contratti collettivi nazionali, per il periodo compreso dall'inizio dell'anno e la data della contestazione della violazione - è stato introdotto per inasprire ulteriormente il trattamento sanzionatorio per coloro che continuino ad impiegare lavoratori irregolarmente, nonostante le agevolazioni di varia natura colte ad incentivare l'emersione del lavoro sommerso. Il predetto meccanismo presuntivo esclude qualsiasi obbligo dell'ente, che irroga la sanzione, di provare l'effettiva prestazione di attività lavorativa subordinata per il periodo intermedio compreso tra il giorno di accertamento dell'infrazione ed il primo gennaio dello stesso anno e prescrive al medesimo ente di commisurare la sanzione a quella durata, fino a prova contraria, facente carico all'autore della violazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 Jul 2008, n. 19499

Nel caso di ritardato adempimento di una obbligazione di valuta, il maggior danno di cui all'art. 1224, secondo comma, cod. civ. può ritenersi esistente in via presuntiva in tutti i casi in cui, durante la mora, il saggio medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi sia stato superiore al saggio degli interessi legali. Ricorrendo tale ipotesi, il risarcimento del maggior danno spetta a qualunque creditore, quale che ne sia la qualità soggettiva o l'attività svolta (e quindi tanto nel caso di imprenditore, quanto nel caso di pensionato, impiegato, ecc.), fermo restando che se il creditore domanda, a titolo di risarcimento del maggior danno, una somma superiore a quella risultante dal suddetto saggio di rendimento dei titoli di Stato, avrà l'onere di provare l'esistenza e l'ammontare di tale pregiudizio, anche per via presuntiva; in particolare, ove il creditore abbia la qualità di imprenditore, avrà l'onere di dimostrare o di avere fatto ricorso al credito bancario sostenendone i relativi interessi passivi; ovvero - attraverso la produzione dei bilanci - quale fosse la produttività della propria impresa, per le somme in essa investite; il debitore, dal canto suo, avrà invece l'onere di dimostrare, anche attraverso presunzioni semplici, che il creditore, in caso di tempestivo adempimento, non avrebbe potuto impiegare il denaro dovutogli in forme di investimento che gli avrebbero garantito un rendimento superiore al saggio legale.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 Apr 2008, n. 10827

I documenti formati dalla stessa parte che li produce (nella specie avvisi di pagamento per la sosta in un parcheggio, con indicazione delle date e delle ore), se caratterizzati da un apprezzabile grado di specificità, possono assumere valenza indiziaria e costituire una risultanza di riferimento sufficiente a consentire al giudice di ritenere per ammessi, ai sensidell'art. 232, primo comma, cod. proc. civ., i fatti dedotti nell'interrogatorio cui la parte non abbia risposto (fattispecie relativa a domanda di pagamento di corrispettivo per la sosta di veicolo in area pubblica gestita da società privata).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 Jan 2008, n. 582

In tema di responsabilità extracontrattuale per danno causato da attività pericolosa da emostrasfusione, la prova del nesso causale, che grava sull'attore danneggiato, tra la specifica trasfusione ed il contagio da virus HCV, ove risulti provata l'idoneità di tale condotta a provocarla, può essere fornita anche con il ricorso alle presunzioni (art. 2729 cod. civ.), allorché la prova non possa essere data per non avere la struttura sanitaria predisposto, o in ogni caso prodotto, la documentazione obbligatoria sulla tracciabilità del sangue trasfuso al singolo paziente, e cioè per un comportamento ascrivibile alla stessa parte contro la quale il fatto da provare avrebbe potuto essere invocato.