Art. 2729 c.c. Presunzioni semplici.

Ultimo aggiornamento: 08 febbraio 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 dic 2015, n. 25767

In tema di responsabilità medica da nascita indesiderata, il nato disabile non può agire per il risarcimento del danno, neppure sotto il profilo dell'interesse ad avere un ambiente familiare preparato ad accoglierlo, giacché l'ordinamento non conosce il "diritto a non nascere se non sano", né la vita del bambino può integrare un danno-conseguenza dell'illecito omissivo del medico.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 24 feb 2014, n. 4323

In tema di procedimento disciplinare a carico di magistrato, ai fini dell'individuazione del momento di decorrenza del termine annuale per l'esercizio dell'azione, assumono rilievo le indicazioni risultanti dall'adesivo apposto sulla raccomandata pervenuta alla P.G. presso la Corte di cassazione (contenente la notizia circostanziata dell'illecito disciplinare), il quale, in applicazione del principio di legalità dell'azione amministrativa, attesta la veridicità, con valore di presunzione semplice, della data e ora di ricezione dell'atto da parte della Procura Generale, restando onere di colui che ne contesta le risultanze fornire, anche in via presuntiva, la prova contraria.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 mar 2008, n. 5786

In tema di ILOR, ai fini del riconoscimento della deduzione prevista dall'art.120, comma quarto, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n.917, in favore delle società di persone, con riferimento alle quote di reddito spettanti ai soci che prestino la propria opera nell'impresa come occupazione prevalente, il concetto di prevalenza deve essere riferito al solo reddito del socio in quanto tale e non anche al costo eventualmente affrontato dalla società per compensare il lavoro prestato dal socio in qualità di amministratore o in base ad un rapporto di dipendenza, con la conseguenza che la deduzione non trova applicazione nel caso in cui l'attività svolta in qualità di amministratore risulti prevalente rispetto a quella svolta in qualità di socio. Tale prevalenza deve essere intesa in senso sia qualitativo che quantitativo, e quindi rapportata all'impegno di tempo e di energie fisiche e mentali che l'attività richiede in concreto per essere espletata, rispetto ai quali il corrispettivo economico rappresenta soltanto uno degli elementi di valutazione: pertanto, pur potendosi presumere, secondo l'"id quod plerumque accidit", che ad una maggiore remunerazione corrisponda un maggior impegno lavorativo, deve ritenersi sempre ammessa da parte del contribuente la prova contraria che alla prevalenza del corrispettivo riconosciutogli per l'attività di amministratore non corrisponde una sostanziale prevalenza d'impegno, in quanto ai fini della spettanza della deduzione assume rilievo decisivo l'effettiva prevalenza dell'attività di socio e non già la valutazione economica che ad esso viene attribuita.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 gen 2008, n. 582

In tema di responsabilità extracontrattuale per danno causato da attività pericolosa da emostrasfusione, la prova del nesso causale, che grava sull'attore danneggiato, tra la specifica trasfusione ed il contagio da virus HCV, ove risulti provata l'idoneità di tale condotta a provocarla, può essere fornita anche con il ricorso alle presunzioni (art. 2729 cod. civ.), allorché la prova non possa essere data per non avere la struttura sanitaria predisposto, o in ogni caso prodotto, la documentazione obbligatoria sulla tracciabilità del sangue trasfuso al singolo paziente, e cioè per un comportamento ascrivibile alla stessa parte contro la quale il fatto da provare avrebbe potuto essere invocato.