Art. 2752 c.c. Crediti per tributi diretti dello Stato, per imposta sul valore aggiunto e per tributi degli enti locali.

Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2017

Giurisprudenza

Corte Costituzionale Sentenza 13 lug 2017, n. 176

Illegittimità costituzionale dell’art. 23, comma 39, ultimo periodo, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111) che prevede la preferenza, rispetto ai creditori chirografari, dei crediti dello Stato per le imposte e le sanzioni dovute secondo le norme in materia di imposta sul reddito delle persone fisiche, imposta sul reddito delle persone giuridiche, imposta sul reddito delle società, imposta regionale sulle attività produttive ed imposta locale sui redditi anche per i crediti sorti anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso (6 luglio 2011).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 mag 2010, n. 11930

Il privilegio generale sui mobili, istituitodall'art. 2752, ultimo comma, cod. civ.a favore dei crediti per le imposte, tasse e tributi dei Comuni previsti dalla legge per la finanza locale, deve essere riconosciuto anche per i crediti relativi all'imposta comunale sugli immobili (I.C.I.), anche se non compresa, tra i tributi contemplati dal r.d. n. 1175 del 1931, perchè introdotta successivamente con il d.lgs. n. 504 del 1992, posto che le norme del codice civile che stabiliscono i privilegi possono essere oggetto di un'interpretazione estensiva che sia diretta ad individuarne il reale significato e la portata effettiva in modo da delimitare il loro esatto ambito di operatività, anche oltre il limite apparentemente segnato dalla formulazione testuale, tenendo in considerazione l'intenzione del legislatore e la causa del credito che, ai sensidell'art. 2745 cod. civ., rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio.