Storico delle modifiche apportate all'articolo 276 Codice Civile aggiornato al 2020

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 276 c.c. (Legittimazione passiva.).
Tramite la barra temporale è possibile mettere a confronto le modifiche apportate nel tempo.
Fonte: Normattiva.it (testo non ufficiale a carattere non autentico e gratuito)

  1. Art. 276 c.c. Legittimazione passiva.

    Vigente dal: 01/01/2013 Vigente al: 06/02/2014
    Testo precedente
    Legittimazione passiva
    1. La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in mancanza di lui, nei confronti dei suoi eredi.
    2. Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse.
    Testo modificato
    Legittimazione passiva
    1. La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso.
    2. Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse.
  2. Art. 276 c.c. Legittimazione passiva.

    Vigente dal: 07/02/2014 Vigente al:
    Testo precedente
    Legittimazione passiva
    1. La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso.
    2. Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse.
    Testo modificato
    Legittimazione passiva
    1. La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso.
    2. Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse.