Art. 2901 c.c. Condizioni.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile Sez. III Sentenza 03 ago 2017, n. 19376

I beneficiari di un trust, che non sono anche titolari di diritti attuali sui beni, non sono legittimati passivi dell'azione revocatoria e perciò non sono litisconsorti necessari. Oltre al debitore, unico legittimato passivo è il trustee.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 26 apr 2017, n. 10233

L'azione revocatoria ordinaria promossa da una curatela fallimentare nei confronti di un convenuto non residente in Italia appartiene alla giurisdizione del giudice italiano, trattandosi di azione direttamente derivante dalla procedura e ad essa strettamente connessa. Invero, sebbene l'azione ex art. 66 l.fall. sia pur sempre la medesima prevista dall'art. 2901 c.c., la stessa presenta talune peculiarità che la differenziano da quest'ultima - giova a tutti i creditori, e non solo a colui che agisce, con effetto sostanzialmente recuperatorio; va proposta innanzi al tribunale fallimentare nel termine di decadenza triennale di cui all'art. 69-bis l.fall., oltre che a quello di prescrizione quinquennale; il suo esercizio impedisce analoghe iniziative degli altri creditori - e si fonda, pertanto, su di una disposizione che, in quanto costituente deroga alle comuni regole del diritto civile e commerciale, rileva ai fini dell'applicazione delle disposizioni sulla competenza internazionale previste dagli artt. 3 e 25 del reg. CE n. 1346 del 2000 (con conseguente esclusione dell'applicazione del reg. CE n. 44 del 2001).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 lug 2016, n. 14792

In tema di tutela del credito da danno erariale, la spettanza al P.M. contabile dell'esercizio dell'azione revocatoria innanzi alla Corte di conti, ex art. 1, comma 174, della l. n. 266 del 2005, non esclude la sussistenza della legittimazione dell'amministrazione danneggiata, come per qualsiasi altro creditore, ad esperire l'omologa azione davanti al giudice ordinario, ancorchè sulla base della stessa situazione creditoria legittimante l'azione del P.M. contabile, ed i problemi di coordinamento nascenti da tale fenomeno di colegittimazione all'esercizio di quell'azione a due soggetti diversi e davanti a distinte giurisdizioni vanno esaminati e risolti, da ciascuna delle giurisdizioni eventualmente investite, nell'ambito dei poteri interni ad ognuna di esse, non riguardando una questione di individuazione della giurisdizione stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 09 set 2013, n. 20597

L'azione revocatoria direttamente promossa - in esito alla sentenza di condanna per responsabilità contabile pronunziata dalla Corte dei Conti - dalla P.A. danneggiata appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario in quanto volta a tutelare le ragioni creditorie dell'amministrazione, in ciò differenziandosi dall'omologa azione attribuita, con disposizione interpretativa, al P.M. contabile dall'art. 1, comma 174, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che trova fondamento nel rapporto di strumentalità rispetto all'azione di responsabilità per danno erariale, con conseguente devoluzione alla giurisdizione contabile.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 lug 2012, n. 11073

L'azione revocatoria esercitata dal Procuratore regionale della Corte dei conti, ai sensi dell'art. 1, comma 174, della legge n. 266 del 2005, non appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, ma alla giurisdizione esclusiva della Corte dei conti, poiché tale norma: interpreta l'art. 26 del regolamento di procedura dei giudizi innanzi alla Corte dei conti di cui al r.d. n. 1038 del 1933 ed è inserita, quindi, nel corpo della disciplina dei giudizi di pertinenza della Corte dei conti; conferisce la legittimazione attiva al Procuratore regionale contabile, organo abilitato a svolgere le proprie funzioni unicamente davanti al giudice presso il quale è istituito; mira a "realizzare una più efficace tutela dei crediti erariali", tutela accessoria e strumentale a quella fornita dalle azioni di responsabilità erariale; trova "copertura"nell'art. 103, secondo comma, Cost., in quanto, nonostante l'eventuale coinvolgimento di diritti di terzi, estranei al rapporto di servizio con la P.A., attiene comunque alle "materie di contabilità pubblica", riservate alla giurisdizione della Corte dei conti.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 30 dic 2011, n. 30786

Spetta alla giurisdizione della Corte dei conti la cognizione dell'azione revocatoria promossa dalla Procura della stessa corte avente ad oggetto gli atti di disposizione del patrimonio posti in essere da un professionista nominato consulente del P.M. ai sensidell'art. 359 cod. proc. pen.e condannato penalmente per reati commessi nella qualità suddetta, atteso che la figura del consulente del P.M. deve considerarsi legata all'Amministrazione dello Stato da un rapporto di servizio pubblico in quanto investita del compito di porre in essere un'attività dell'Amministrazione medesima.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 apr 2009, n. 9660

Qualora uno dei coniugi, in regime di comunione legale dei beni, abbia da solo acquistato o venduto un bene immobile da ritenersi oggetto della comunione, il coniuge rimasto estraneo alla formazione dell'atto è litisconsorte necessario in tutte le controversie in cui si chieda al giudice una pronuncia che incida direttamente e immediatamente sul diritto, mentre non può ritenersi tale in quelle controversie in cui si chieda una decisione che incide direttamente e immediatamente sulla validità ed efficacia del contratto. Pertanto, in riferimento all'azione revocatoria esperita, ai sensi sia dell'art. 66 che dell'art. 67 legge fall., in favore del disponente fallito, non sussiste un ipotesi di litisconsorzio necessario, poiché detta azione non determina alcun effetto restitutorio né traslativo, ma comporta l'inefficacia relativa dell'atto rispetto alla massa, senza caducare, ad ogni altro effetto, l'atto di alienazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 dic 2008, n. 29420

Qualora sia stata proposta un'azione revocatoria ordinaria per fare dichiarare inopponibile ad un singolo creditore un atto di disposizione patrimoniale compiuto dal debitore e, in pendenza del relativo giudizio, a seguito del sopravvenuto fallimento del debitore, il curatore subentri nell'azione in forza della legittimazione accordatagli dall'art. 66 legge fallimentare, accettando la causa nello stato in cui si trova, la legittimazione e l'interesse ad agire dell'attore originario vengono meno, onde la domanda da lui individualmente proposta diviene improcedibile ed egli non ha altro titolo per partecipare ulteriormente al giudizio.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 14 apr 2008, n. 9745

Con riferimento alle domande volte a far dichiarare in via principale la nullità di un contratto e a far valere la garanzia per vizi di un contratto di appalto - non rilevando ai fini della giurisdizione la domanda di revocatoria ordinaria proposta in via subordinata - proposte dal curatore di un fallimento dichiarato in Italia nei confronti di una società francese, la giurisdizione è del giudice francese sulla base delle clausole di attribuzione esclusiva della competenza in favore delle corti francesi contenute nei contratti ai quali le domande si riferiscono (art. 23 Regolamento CE n. 44 del 2000); clausole opponibili alla curatela, trattandosi di azioni facenti capo alla società fallita nella cui posizione la curatela subentra (art. 42 legge fall.) e non di azioni derivanti dal fallimento per le quali avrebbe operato il criterio di collegamento della Convenzione di Bruxelles del 1968 (resa esecutiva con legge n. 804 del 1971, ora sostituita con il suddetto Regolamento); né rileva la contestuale citazione in giudizio di una società avente sede in Italia, non presentando le domande avanzate nei confronti di questa elementi di connessione (art. 6 del Regolamento cit.) con quelle avanzate nei confronti della società francese.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 22 ott 2007, n. 22059

L'azione revocatoria promossa dal Procuratore regionale della Corte dei conti davanti alla relativa Sezione giurisdizionale per la declaratoria di inefficacia, ai sensidell'art. 2901 cod. civ., dell'atto di donazione compiuto da un pubblico dipendente nei confronti del quale sono stati eseguiti accertamenti sfociati nell'esercizio dell'azione di responsabilità amministrativo-contabile, spetta - ai sensi dell'art. 1, comma 174, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, che in tal senso ha interpretato l'art. 26 del regolamento di procedura di cui al R.D. 13 agosto 1933, n. 1038 - alla giurisdizione esclusiva della Corte dei conti. La natura strumentale ed accessoria dell'azione revocatoria consente, del resto, di non ritenerla estranea alla materia della contabilità pubblica chel'art. 103, secondo comma, Cost.riserva, come giudice naturale, alla cognizione della Corte dei conti.