Art. 727 c.c. Norme per la formazione delle porzioni.

Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 15 mar 2016, n. 5068

La donazione di una quota di un bene ereditario indiviso (c.d. quotina), facente parte di una massa ereditaria di cui il donatario dispone di una quota (c.d. quotona), è nulla perché in sede di divisione quel determinato bene potrebbe non essergli attribuito. Trattasi dunque di donazione di cosa altrui che, anche se non espressamente vietata dall'ordinamento, deve ritenersi nulla per difetto di causa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 nov 2007, n. 24657

I crediti del "de cuius", a differenza dei debiti, non si ripartiscono tra i coeredi in modo automatico in ragione delle rispettive quote, ma entrano a far parte della comunione ereditaria, essendo la regola della ripartizione automaticadell'art. 752 cod. civ.prevista solo per i debiti, mentre la diversa disciplina per i crediti risulta dal precedente art. 727, il quale, stabilendo che le porzioni debbano essere formate comprendendo anche i crediti, presuppone che gli stessi facciano parte della comunione, nonché dal successivo art. 757, il quale, prevedendo che il coerede al quale siano stati assegnati tutti o l'unico credito succede nel credito al momento dell'apertura della successione, rivela che i crediti ricadono nella comunione, ed è, inoltre, confermata dall'art. 760, che escludendo la garanzia per insolvenza del debitore di un credito assegnato a un coerede, necessariamente presuppone che i crediti siano inclusi nella comunione; né, in contrario, può argomentarsi dagli artt. 1295 e 1314 dello stesso codice, concernendo il primo la diversa ipotesi del credito solidale tra il "de cuius" ed altri soggetti e il secondo la divisibilità del credito in generale. Conseguentemente, ciascuno dei partecipanti alla comunione ereditaria può agire singolarmente per far valere l'intero credito comune, o la sola parte proporzionale alla quota ereditaria, senza necessità di integrare il contraddittorio nei confronti di tutti gli altri coeredi, ferma la possibilità che il convenuto debitore chieda l'intervento di questi ultimi in presenza dell'interesse all'accertamento nei confronti di tutti della sussistenza o meno del credito.

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