Art. 873 c.c. Distanze nelle costruzioni.

Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 mag 2016, n. 10318

Il principio della prevenzione si applica anche nell'ipotesi in cui il regolamento edilizio locale preveda una distanza tra fabbricati maggiore di quella ex art. 873 c.c. e tuttavia non imponga una distanza minima delle costruzioni dal confine, atteso che la portata integrativa della disposizione regolamentare si estende all'intero impianto codicistico, inclusivo del meccanismo della prevenzione, sicché il preveniente conserva la facoltà di costruire sul confine o a distanza dal confine inferiore alla metà di quella prescritta tra le costruzioni e il prevenuto la facoltà di costruire in appoggio o in aderenza ai sensi degli artt. 874, 875 e 877 c.c.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 24 set 2014, n. 20107

In tema di distanze legali, le norme degli strumenti urbanistici integrano la disciplina dettata dal codice civile nelle materie regolate dagli artt. 873 e ss. cod. civ., ove tendano ad armonizzare l'interesse pubblico ad un ordinato assetto urbanistico del territorio con l'interesse privato relativo ai rapporti intersoggettivi di vicinato sicché vanno incluse in tale novero le disposizioni del piano regolatore generale dell'ente territoriale che stabiliscano la distanza minima delle costruzioni dal confine del fondo e non tra contrapposti edifici. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che condannava il convenuto ad arretrare il proprio edificio dal fabbricato attoreo, sino al rispetto della distanza prevista quale minima dal confine dal piano regolatore generale del Comune).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 giu 2014, n. 13673

Le controversie tra proprietari di fabbricati vicini relative all'osservanza di norme che prescrivono distanze tra le costruzioni o rispetto ai confini appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, senza che rilevi l'avvenuto rilascio del titolo abilitativo all'attività costruttiva, la cui legittimità potrà essere valutata "incidenter tantum" dal giudice ordinario attraverso l'esercizio del potere di disapplicazione del provvedimento amministrativo, salvo che la domanda risarcitoria non sia diretta anche nei confronti della P.A. (nella specie, il Comune) per far valere l'illegittimità dell'attività provvedimentale, sussistendo in questo caso la giurisdizione del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 15 mar 2012, n. 4128

È devoluta alla cognizione del giudice ordinario l'azione possessoria nei confronti della P.A. (nella specie concernente l'inosservanza delle distanze legali nelle costruzioni), quando l'oggetto della tutela invocata, sulla base del "petitum" sostanziale, sia riconducibile ad un semplice comportamento di questa che abbia inciso sulla situazione possessoria e non consista, viceversa, nel sollecitato controllo di legittimità dell'esercizio del potere che, per effetto di atti o provvedimenti amministrativi formali, abbia dato causa all'iniziativa di cui si assume l'illegittimità.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 21 nov 2011, n. 24410

La controversia, instaurata dal proprietario di un fondo nei confronti di una società privata concessionaria dell'Amministrazione comunale per la costruzione di una pala eolica, la quale abbia ad oggetto la pretesa di ripristino delle distanze legali tra il fondo ed il manufatto sito nell'area confinante, oltre al risarcimento dei danni, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, giacché detta società è convenuta in giudizio non già come Amministrazione o concessionaria che svolge il pubblico servizio di pubblica utilità di produzione di energia e suo trasporto nella rete elettrica nazionale, ma in quanto impresa costruttrice e proprietaria del manufatto, come tale responsabile del pregiudizio che il manufatto stesso, "staticamente", venga ad arrecare al terzo confinante. Tuttavia, l'esecuzione dell'opera di pubblica utilità anzidetta, rappresentante elemento di esercizio di un servizio pubblico (quale la rete elettrica nazionale), non può essere ricondotta ad attività realizzata "iure privatorum", così da poter essere suscettibile di riduzione in pristino, con la conseguenza che la pretesa del privato deve essere circoscritta alla sola indennità prevista dall'art. 46 della legge 25 giugno 1865, n. 2359 (e successivamente dall'art. 44 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 ott 2011, n. 21578

Le controversie tra proprietari, relative alla violazione delle distanze legali tra le costruzioni o rispetto ai confini, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, trattandosi di cause tra privati, anche quando la violazione denunciata riguardi una costruzione realizzata in conformità ad una concessione edilizia (eventualmente) illegittima, potendo il giudice ordinario, cui spetta la giurisdizione vertendosi in tema di violazione di diritti soggettivi, accertare incidentamente tale illegittimità e disapplicare l'atto.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 08 ago 2011, n. 17065

La controversia instaurata tra un privato e l'Amministrazione comunale avente ad oggetto l'osservanza da parte del Comune, in occasione della costruzione di un terrazzamento destinato a spazi attrezzati, delle norme in materia di distanza tra le costruzioni non dà luogo ad una controversia in materia urbanistica od edilizia, devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell'art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, e succ. mod., ma ad una controversia di spettanza del giudice ordinario, atteso che l'attività di edificazione posta in essere dal Comune non modifica l'assetto giuridico della corrispondente parte del territorio comunale, né il Comune - nel compimento di tali attività - si presenta in una posizione diversa da quella del privato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 lug 2011, n. 14953

In tema di distanze tra costruzioni, l'art. 9, secondo comma, del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444, essendo stato emanato su delega dell'art. 41-quinquies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (c.d. legge urbanistica), aggiunto dall'art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, ha efficacia di legge dello Stato, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica. Ne consegue che l'art. 52 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G. del Comune di Viareggio - che impone il rispetto della distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate soltanto per i tratti dotati di finestre, con esonero di quelli ciechi - è in contrasto con le previsioni del citato art. 9 e deve, pertanto, essere disapplicato.

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