Storico delle modifiche apportate all'articolo 582 Codice Penale aggiornato al 2018

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 582 c.p. ( Lesione personale.) da ultimo modificato con L. 23 marzo 2016, n. 41 (GU n.70 del 24-3-2016), aggiornato al 2018.
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  1. Art. 582 c.p. Lesione personale.

    Atto di modifica: L. 23 marzo 2016, n. 41 (GU n.70 del 24-3-2016) Entrata in vigore: 25/03/2016
    Testo precedente
    Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale , dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni.
    Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nell'ultima parte dell'articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa.
    Testo modificato
    Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale , dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
    Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste negli articoli 583 e 585, ad eccezione di quelle indicate nel numero 1 e nell'ultima parte dell'articolo 577, il delitto è punibile a querela della persona offesa.

Giurisprudenza

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 21 gen 2009, n. 2437

Non configura il reato di lesione personale o violenza privata la condotta del medico che sottopone il paziente ad un intervento, con esito fausto ed eseguito nel rispetto dei protocolli, diverso da quello a cui il paziente aveva espresso il proprio consenso informato.

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 18 dic 2008, n. 2437

Non integra il reato di lesione personale, né quello di violenza privata la condotta del medico che sottoponga il paziente ad un trattamento chirurgico diverso da quello in relazione al quale era stato prestato il consenso informato, nel caso in cui l'intervento, eseguito nel rispetto dei protocolli e delle "leges artis", si sia concluso con esito fausto, essendo da esso derivato un apprezzabile miglioramento delle condizioni di salute del paziente, in riferimento anche alle eventuali alternative ipotizzabili e senza che vi fossero indicazioni contrarie da parte dello stesso.

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 18 dic 2008, n. 337

Allorché siano contestate, in relazione al medesimo reato, le circostanze aggravanti di aver agito sia al fine di agevolare l'attività di un'associazione di tipo mafioso, sia per motivi abietti, le due circostanze concorrono se quella comune, nei termini fattuali della contestazione e dell'accertamento giudiziale, risulta autonomamente caratterizzata da un "quid pluris" rispetto alla finalità di consolidamento del prestigio e del predominio sul territorio del gruppo malavitoso. (Fattispecie in cui la circostanza del motivo abietto era consistita nell'intento punitivo dell'autore di un omicidio, dettato da spirito di mera sopraffazione, e quella dell'agevolazione mafiosa nella volontà di riaffermare, attraverso il delitto così connotato, la persistente supremazia del sodalizio criminale).