Art. 590 c.p. Lesioni personali colpose

Giurisprudenza

Cassazione Penale Sez. IV Sentenza 10 nov 2017, n. 51448

La posizione di garanzia assunta dal detentore di un cane impone l'obbligo di controllare e di custodire l'animale adottando ogni cautela per evitare e prevenire le possibili aggressioni a terzi anche all'interno dell'abitazione

Cassazione Penale Sez. IV Sentenza 07 giu 2017, n. 28187

Il nuovo art. 590-sexies c.p. per escludere la responsabilità richiede che le linee guida siano appropriate rispetto al caso concreto; e cioè che non vi siano ragioni, dovute solitamente alle comorbilità, che suggeriscono di discostarsene radicalmente. Chiara, in tal senso la formulazione dell'art. 5 L. 8 marzo 2017, n. 24 : "Gli esercenti le professioni sanitarie.... si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida....". Ancora, la novella trova applicazione quando le raccomandazioni generali siano pertinenti alla fattispecie concreta. Qui si tratterà di valutare se esse "risultino adeguate" e siano cioè state attualizzate in forme corrette, nello sviluppo della relazione terapeutica, avuto naturalmente riguardo alle contingenze del caso concreto. Il legislatore, con scelta sovrana, ma con espressione lessicalmente infelice, ha ritenuto di limitare l'innovazione alle sole situazioni astrattamente riconducibili alla sfera dell'imperizia, cioè al profilo di colpa che involge, in via ipotetica, la violazione delle leges artis.

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 21 gen 2009, n. 2437

Non configura il reato di lesione personale o violenza privata la condotta del medico che sottopone il paziente ad un intervento, con esito fausto ed eseguito nel rispetto dei protocolli, diverso da quello a cui il paziente aveva espresso il proprio consenso informato.

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 18 dic 2008, n. 2437

Non integra il reato di lesione personale, né quello di violenza privata la condotta del medico che sottoponga il paziente ad un trattamento chirurgico diverso da quello in relazione al quale era stato prestato il consenso informato, nel caso in cui l'intervento, eseguito nel rispetto dei protocolli e delle "leges artis", si sia concluso con esito fausto, essendo da esso derivato un apprezzabile miglioramento delle condizioni di salute del paziente, in riferimento anche alle eventuali alternative ipotizzabili e senza che vi fossero indicazioni contrarie da parte dello stesso.