Storico delle modifiche apportate all'articolo 597 Codice Penale aggiornato al 2018

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 597 c.p. ( Querela della persona offesa ed estinzione del reato.) da ultimo modificato con D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7 (GU Serie Generale n.17 del 22-1-2016), aggiornato al 2018.
Tramite la barra temporale è possibile mettere a confronto le modifiche apportate nel tempo.

  1. Art. 597 c.p. Querela della persona offesa ed estinzione del reato.

    Atto di modifica: D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7 (GU Serie Generale n.17 del 22-1-2016) Entrata in vigore: 06/02/2016
    Testo precedente
    I delitti preveduti dagli articoli 594 e 595 sono punibili a querela della persona offesa.
    Se la persona offesa e l'offensore hanno esercitato la facoltà indicata nel capoverso dell'articolo precedente, la querela si considera tacitamente rinunciata o rimessa.
    Se la persona offesa muore prima che sia decorso il termine per proporre la querela, o se si tratta di offesa alla memoria di un defunto, possono proporre querela i prossimi congiunti, l'adottante e l'adottato. In tali casi, e altresì in quello in cui la persona offesa muoia dopo avere proposta la querela, la facoltà indicata nel capoverso dell'articolo precedente spetta ai prossimi congiunti, all'adottante e all'adottato.
    Testo modificato
    Il delitto previsto dall'articolo 595 è punibile a querela della persona offesa.
    Se la persona offesa e l'offensore hanno esercitato la facoltà indicata nel capoverso dell'articolo precedente, la querela si considera tacitamente rinunciata o rimessa.
    Se la persona offesa muore prima che sia decorso il termine per proporre la querela, o se si tratta di offesa alla memoria di un defunto, possono proporre querela i prossimi congiunti, l'adottante e l'adottato. In tali casi, e altresì in quello in cui la persona offesa muoia dopo avere proposta la querela, la facoltà indicata nel capoverso dell'articolo precedente spetta ai prossimi congiunti, all'adottante e all'adottato.

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 26 mag 2015, n. 10796

L'offesa recata dal magistrato all'onore e al decoro altrui ha rilevanza disciplinare perché idonea ad incidere sulla credibilità e sull'immagine dell'autore, anche qualora la diffamazione non sia penalmente perseguibile per il difetto della querela o per l'esimente della provocazione, dovendosi esigere da un rappresentante dell'ordine giudiziario un livello di correttezza più alto rispetto al comune cittadino. La condotta ha rilevanza disciplinare anche se posta in essere tramite messaggi telematici nel dominio informatico dell'Associazione nazionale magistrati, in quanto l'offesa è destinata ad essere percepita da una pluralità indefinita di utenti della rete.