Art. 598 c.p. Offese in scritti e discorsi pronunciati dinanzi alle autorità giudiziarie o amministrative.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 gen 2013, n. 1794

In tema di responsabilità disciplinare dei magistrati, le "manifestazioni espressive" poste in essere nell'esercizio del diritto di difesa nell'ambito di un processo si sottraggono all'area delle condotte sanzionabili, stante il tenoredell'art. 598, primo comma, cod. pen., che esclude la punibilità per le offese contenute in scritti presentati davanti all'autorità giudiziaria, né si pone in contrasto con la riconducibilità dell'attività di P.M. all'esercizio di una pubblica funzione. (Nella specie, si trattava di ricorso per cassazione, proposto da due P.M. avverso un'ordinanza del tribunale del riesame, contenente espressioni lesive della onorabilità e della professionalità del collegio giudicante).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 15 mag 2008, n. 12167

Nel procedimento disciplinare a carico di magistrati, non sono applicabili le esimenti per offese contenute in scritti difensivi e discorsi, previstedall'art. 598 cod. pen.e dall'art. 4 della legge 24 novembre 1981 n. 689, rispettivamente in materia di procedimento penale e procedimento relativo all'irrogazione di sanzioni amministrative, atteso che, anche alla luce del principio affermato dalla Corte costituzionale (sentenza 7 ottobre 1999, n. 380), secondo il quale l'esimente di cuiall'art. 598 cod. pen.non preclude l'intervento disciplinare nei confronti del professionista che, con tali comportamenti, abbia violato i doveri di correttezza, dignità e decoro professionale, la funzione del procedimento disciplinare, rivolto ad accertare se con il proprio comportamento il magistrato sia venuto meno alle regole deontologiche connesse all'esercizio delle proprie funzioni, è diversa da quella dei due procedimenti evocati.