Art. 624 c.p. Furto

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Penale Sez. IV Sentenza 02 nov 2018, n. 49896

Nei reati contro il patrimonio, la circostanza attenuante comune del danno di speciale tenuità è applicabile anche al delitto tentato quando sia possibile desumere con certezza, dalle modalità del fatto e in base ad un preciso giudizio ipotetico che, se il reato fosse stato riportato al compimento, il danno patrimoniale per la persona offesa sarebbe stato di minima rilevanza (Cass. pen., Sez. Un., 28 marzo 2013, n. 28243; Cass. pen., Sez. V, 19 giugno 2014, n. 42819).

Cassazione Penale Sez. II Sentenza 20 mar 2018, n. 12845

Nel caso di appropriazione di cose che, come gli assegni o le carte di credito, conservino chiari ed intatti i segni esteriori di un legittimo possesso altrui, il venir meno della relazione materiale fra la cosa ed il suo titolare non implica la cessazione del potere di fatto di quest’ultimo sul bene smarrito, con la conseguenza che colui che se ne appropria senza provvedere alla sua restituzione commette il reato di furto e non quello di appropriazione di cose smarrite.