Storico delle modifiche apportate all'articolo 649 Codice Penale aggiornato al 2018

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 649 c.p. ( Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti.) da ultimo modificato con D.lgs. 19 gennaio 2017, n. 6, aggiornato al 2018.
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  1. Art. 649 c.p. Non punibilità e querela della persona offesa, per fatti commessi a danno di congiunti.

    Atto di modifica: D.lgs. 19 gennaio 2017, n. 6 Entrata in vigore: 11/02/2017
    Testo precedente
    Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti da questo titolo in danno:
    1. del coniuge non legalmente separato;
    2. di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta, ovvero dell'adottante o dell'adottato;
    3. di un fratello o di una sorella che con lui convivano.
    I fatti preveduti da questo titolo sono punibili a querela della persona offesa, se commessi a danno del coniuge legalmente separato, ovvero del fratello o della sorella che non convivano coll'autore del fatto, ovvero dello zio o del nipote o dell'affine in secondo grado con lui conviventi.
    Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai delitti preveduti dagli artt. 628, 629 e 630 e ad ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone.
    Testo modificato
    Non è punibile chi ha commesso alcuno dei fatti preveduti da questo titolo in danno:
    1. del coniuge non legalmente separato;
    1-bis. della parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso;
    2. di un ascendente o discendente o di un affine in linea retta, ovvero dell'adottante o dell'adottato;
    3. di un fratello o di una sorella che con lui convivano.
    I fatti preveduti da questo titolo sono punibili a querela della persona offesa, se commessi a danno del coniuge legalmente separato o della parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, nel caso in cui sia stata manifestata la volontà di scioglimento dinanzi all'ufficiale dello stato civile e non sia intervenuto lo scioglimento della stessa, ovvero del fratello o della sorella che non convivano coll'autore del fatto, ovvero dello zio o del nipote o dell'affine in secondo grado con lui conviventi.
    Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai delitti preveduti dagli artt. 628, 629 e 630 e ad ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone.