Art. 660 c.p. Molestia o disturbo alle persone.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 lug 2013, n. 17777

Non incorre nel vizio di cui all'art. 606, comma 1, lettera e), cod. proc. pen., la sentenza della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura che irroghi la sanzione della perdita dell'anzianità a carico di un magistrato resosi responsabile di comportamenti riconducibili alla previsione di cuiall'art. 660 cod. pen., allorché la severità del trattamento sanzionatorio sia giustificata dalle modalità con cui è stato perpetrato il reato contravvenzionale suddetto, nonché dalla qualità della persona offesa e dai motivi per i quali il giudice penale aveva denegato il riconoscimento delle circostanze attenuante generiche. Non osta, infatti, al riguardo la previsione di cui all'art. 12, comma 2, lettera c), del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, in base al quale si applica la sanzione non inferiore alla perdita dell'anzianità al magistrato che ponga in essere i comportamenti previsti dall'articolo 3, comma 1, lettera b), del medesimo d.lgs. (ovvero, che abbia subito condanna per delitti non colposi alla pena della reclusione superiore a tre anni), atteso che tale previsione si limita a fissare il minimo edittale stabilito per i comportamenti suddetti, senza invece precludere l'applicazione della sanzione "de qua" anche in presenza di altre fattispecie di illecito disciplinare.