Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 giu 2017, n. 14552

L'irrogazione della sanzione disciplinare della rimozione del magistrato, che determina la cessazione del rapporto di servizio, deve essere attuata, ai sensi dell'art. 11 del d.lgs. n. 109 del 2006, tramite decreto del Presidente della Repubblica, alla cui adozione, pertanto, è subordinata la cessazione della materia del contendere e, per l'effetto, l'inammissibilità, per sopravvenuta carenza di interesse, del ricorso per cassazione proposto contro altra decisione della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura nei confronti dello stesso magistrato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 feb 2017, n. 4090

Le domande aventi ad oggetto diversi e distinti diritti di credito, benchè relativi ad un medesimo rapporto di durata tra le parti, possono essere proposte in separati processi, ma, ove le suddette pretese creditorie, oltre a far capo ad un medesimo rapporto tra le stesse parti, siano anche, in proiezione, inscrivibili nel medesimo ambito oggettivo di un possibile giudicato o, comunque, fondate sullo stesso fatto costitutivo, - sì da non poter essere accertate separatamente se non a costo di una duplicazione di attività istruttoria e di una conseguente dispersione della conoscenza dell'identica vicenda sostanziale - le relative domande possono essere formulate in autonomi giudizi solo se risulti in capo al creditore un interesse oggettivamente valutabile alla tutela processuale frazionata, e, laddove ne manchi la corrispondente deduzione, il giudice che intenda farne oggetto di rilievo dovrà indicare la relativa questione ex art. 183, c.p.c., riservando, se del caso, la decisione con termine alle parti per il deposito di memorie ex art. 101, comma 2, c.p.c.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 10 feb 2017, n. 3557

Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile, per carenza di interesse ad agire, quando non sussista alcun elemento, di fatto o di diritto, che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione. (Nella specie, la ricorrente, in difetto di contestazione sulla giurisdizione del giudice ordinario, adito per il riconoscimento di "compensazioni per obblighi di servizio" nell'ambito di un contratto di affidamento provvisorio dei servizi extraurbani di trasporto pubblico locale, aveva motivato il proposto regolamento ex art. 41 c.p.c. sulla base della diversa qualificazione, in termini di concessione anziché di appalto, data dalla controparte al rapporto, per giustificare la propria facoltà di riduzione "ex post" delle somme dovute per dette compensazioni, e che avrebbe potuto ingenerare un dubbio nel giudice di merito sulla giurisdizione, nonostante questa, pur accedendo a tale ricostruzione, avrebbe dovuto essere comunque radicata in capo al giudice ordinario, ex art. 133, comma 1, lett. c], del d.lgs. n. 104 del 2010).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 apr 2017, n. 10553

La revoca della sentenza d'appello impugnata con ricorso per cassazione determina la cessazione della materia del contendere, che dà luogo all'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, in quanto l'interesse ad agire, e quindi anche l'interesse ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l'azione (o l'impugnazione), ma anche al momento della decisione, perché è in relazione quest'ultimo - e alla domanda originariamente formulata - che l'interesse va valutato, a nulla rilevando che la sentenza di revocazione possa essere a sua volta impugnata per cassazione, giacché la suddetta revocazione costituisce una mera possibilità mentre la carenza di interesse del ricorrente a coltivare il ricorso è attuale, per essere venuta meno la pronuncia che ne costituiva l'oggetto.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 giu 2017, n. 14645

Gli alvei dei fiumi e dei torrenti, costituiti da quei tratti di terreno sui quali l'acqua scorre fino al limite delle piene normali, rientrano nell'ambito del demanio idrico, per cui le sponde o rive interne - ossia quelle zone soggette ad essere sommerse dalle piene ordinarie - sono comprese nel concetto di alveo, e costituiscono quindi beni demaniali, a differenza delle sponde e rive esterne che, essendo soggette alle sole piene straordinarie, appartengono, invece, ai proprietari dei fondi rivieraschi, e sulle quali può pertanto insistere un manufatto occupato da persone.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 24 mar 2016, n. 5944

Qualora il creditore ammesso al passivo ricorra per cassazione in ordine all'impugnazione degli atti di liquidazione dei beni della società in amministrazione straordinaria e successivamente ceda il credito a terzi, il ricorso è inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ad agire; è inammissibile, altresì, l'intervento in giudizio del cessionario del credito, giacché questo non è l'oggetto dell'accertamento, ma solo il presupposto della legittimazione attiva in ordine alla domanda di accertamento dell'invalidità degli atti dispositivi posti in essere dal commissario straordinario.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 feb 2016, n. 2951

Il diritto al risarcimento dei danni subiti da un bene spetta a chi ne sia proprietario al momento del verificarsi dell'evento dannoso, e, configurandosi come un diritto autonomo rispetto a quello di proprietà, non segue quest'ultimo nell'ipotesi di alienazione, salvo che non sia pattuito il contrario.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 gen 2016, n. 1520

Il ricorso per cassazione proposto contro la sentenza che ha rigettato la richiesta di revocazione è inammissibile, per carenza di interesse ad una ulteriore pronuncia di legittimità, qualora la sentenza revocanda sia stata già annullata in accoglimento di un precedente ricorso per cassazione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 20 lug 2015, n. 15155

È ammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione proposto nel corso del procedimento possessorio, ancorché, nella fase sommaria o in sede di reclamo, sia stata risolta, in senso affermativo o negativo, una questione attinente alla giurisdizione, trattandosi di provvedimento che mantiene carattere di provvisorietà ed essendo comunque possibile richiedere la prosecuzione del giudizio, ai sensi dell'art 703, comma 4, c. p.c., per la rivalutazione della stessa questione. In difetto, tuttavia, di istanza di parte per la fissazione del giudizio di merito, non è proponibile il ricorso ex art. 41 c.p.c., in quanto l'interesse a promuovere l'accertamento sulla giurisdizione postula necessariamente la pendenza di un processo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 15 mag 2015, n. 9934

L'interesse ad agire ex art. 100 cod. proc. civ. deve valutarsi alla stregua della prospettazione operata dalla parte, sicché non può negarsene la sussistenza nell'impugnazione proposta contro il decreto reiettivo del reclamo avverso la pronuncia risolutiva di un concordato preventivo ex art. 186legge fall.(nel testo, utilizzabile "ratione temporis", anteriore alla modifica apportatagli dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169), di cui si censuri l'omessa, contestuale ed asseritamente automatica dichiarazione di fallimento del debitore, sul solo presupposto che le conseguenze da trarsi dai fatti allegati siano diverse da quelle sostenute dall'istante, ciò riguardando la fondatezza nel merito della domanda.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 29 dic 2014, n. 27396

L'impugnazione proposta dal dipendente di un gruppo parlamentare del Senato della Repubblica contro una delibera del Consiglio di Presidenza incidente sul rapporto di lavoro non appartiene all'autodichia del Senato, né alla giurisdizione del giudice amministrativo, ma alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto il rapporto di lavoro fa capo esclusivamente al gruppo parlamentare, che, nei confronti del proprio dipendente, non si atteggia ad organo dell'istituzione, ma ad associazione non riconosciuta; fermo che il giudice ordinario può conoscere soltanto degli effetti dell'atto di macro-organizzazione del Senato, per riguardo allo statuto di garanzia che a questo compete.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 gen 2015, n. 1238

Il terzo legittimato all'opposizione ordinaria ai sensi dell'art. 404, primo comma, cod. proc. civ., non può, ancorché litisconsorte necessario pretermesso, proporre opposizione all'esecuzione promossa sulla base di un titolo giudiziale formatosi "inter alios", salvo che sostenga che quanto stabilito dal predetto titolo sia stato soddisfatto oppure sia stato modificato da vicende successive, sicché non vi è più nulla da eseguire, nel qual caso deve ritenersi legittimato ai sensi dell'art. 615 cod. proc. civ. Ove, inoltre, l'esecuzione del titolo formatosi "inter alios" si estenda al di fuori dell'oggetto previsto nella statuizione giudiziale, sicché l'esecuzione non è sorretta dal titolo, il terzo può opporsi, nelle forme dell'art. 619 cod. proc. civ., quale soggetto la cui posizione è effettivamente incisa dalla esecuzione, ancorché formalmente terzo rispetto ad essa.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 25 feb 2014, n. 4432

Nel caso in cui una delle parti eccepisca il difetto di giurisdizione del giudice adito, proponendo il regolamento ex art. 41 cod. proc. civ., il giudice del merito deve disporre la sospensione del processo (salvo il caso di contestazione manifestamente infondata), che impedisce qualsiasi ulteriore pronuncia, anche declinatoria della giurisdizione. Né rileva l'eventuale sopravvenuto accordo tra le parti sull'avvenuto difetto di giurisdizione, che non determina l'inammissibilità del regolamento per carenza di interesse, prospettabile solo quando non sia mai sorto contrasto sulla sussistenza della giurisdizione del giudice adito.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 ott 2013, n. 24470

Qualora, in presenza di richieste di annullamento di atti amministrativi per una molteplicità di vizi di legittimità ad essi imputati, il giudice abbia accolto tali domande ed annullato quegli atti, spiegando in motivazione di avere riscontrato solo alcuni dei vizi denunciati, peraltro sufficienti a provocare la pronuncia di annullamento, non è ravvisabile una soccombenza parziale di chi proprio l'annullamento aveva richiesto, rivelandosi, quindi, inammissibile, per carenza di un elemento essenziale dell'interesse dal quale deve essere sorretta, l'impugnazione della sentenza dallo stesso proposta. (Così statuendo, la S.C. ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto da alcune società esercenti il trasporto turistico in Roma avverso la sentenza del Consiglio di Stato reiettiva, sebbene con motivazione parzialmente diversa da quella adottata in primo grado, della impugnazione proposta dal sindaco della stessa città, nella duplice indicata qualità, contro la sentenza del TAR Lazio che, su istanza delle menzionate società, aveva annullato sia le misure di contingentamento degli automezzi ammessi a circolare nell'area urbana, sia l'indizione della gara per il rilascio di nuove autorizzazioni all'esercizio del servizio di trasporto turistico con decadenza di quelle già concesse).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 ott 2013, n. 24469

Qualora il giudice che abbia ritenuto inammissibile una domanda, o un capo di essa, o un singolo motivo di gravame, così spogliandosi della "potestas iudicandi" sul relativo merito, proceda poi comunque all'esame di quest'ultimo, è inammissibile, per difetto di interesse, il motivo di impugnazione della sentenza da lui pronunciata che ne contesti solo la motivazione, da considerarsi svolta "ad abundantiam", su tale ultimo aspetto.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 25 ott 2013, n. 24155

Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile, per carenza di interesse ad agire, quando non sussista alcun elemento, di fatto o di diritto, che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 dic 2013, n. 27990

Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile, per carenza di interesse ad agire, quando non sussista alcun elemento, di fatto o di diritto, che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione. (Nella specie, la ricorrente, in difetto di qualsivoglia contestazione delle controparti sulla giurisdizione del giudice amministrativo, da lei adito per il riconoscimento del proprio diritto all'inquadramento nella qualifica superiore, in forza del principio del cd. scorrimento della graduatoria approvata all'esito di precedente concorso interno, aveva giustificato il proposto regolamento ex art. 41 cod. proc. civ. con i dubbi sulla propria giurisdizione espressi verbalmente dal Presidente del tribunale amministrativo regionale procedente, nel corso dell'udienza camerale).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 ago 2013, n. 18752

L'appello incidentale tardivo proposto dal coobbligato solidale al risarcimento del danno è inammissibile, perché privo di reale utilità per la parte, qualora il gravame principale sia stato instaurato dalla sola compagnia assicuratrice di altro coobbligato al fine di escludere l'operatività della garanzia prestata in favore di quest'ultimo, dovendo in tal caso negarsi che il suddetto gravame abbia messo in discussione l'assetto di interessi derivante dalla sentenza alla quale il primo aveva prestato acquiescenza.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 giu 2013, n. 15122

Qualora il Consiglio Nazionale Forense, dopo una statuizione di inammissibilità con la quale si sia spogliato della "potestas iudicandi" in relazione al merito della controversia, abbia impropriamente inserito nella sentenza anche argomentazioni sul merito del ricorso, affermandone l'infondatezza, tali enunciazioni sono da considerare prive di ogni giuridica rilevanza, ed i relativi motivi, proposti in via subordinata dalla parte soccombente nella sua impugnazione, vanno ritenuti assorbiti nell'accoglimento del motivo proposto in via principale.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 apr 2013, n. 9687

L'acquiescenza alla sentenza impugnata, con conseguente sopravvenuta carenza d'interesse della parte all'impugnazione proposta, consiste nell'accettazione della decisione, e quindi nella manifestazione di volontà del soccombente di rinunciare a tale impugnazione, la quale può avvenire in forma espressa o tacita, potendo, tuttavia, in quest'ultimo caso ritenersi sussistente solo qualora l'interessato abbia posto in essere atti dai quali emerga, in maniera precisa ed univoca, il suo proposito di non contrastare gli effetti giuridici della pronuncia, e cioè quando gli atti stessi siano assolutamente incompatibili con la volontà di avvalersi dell'impugnazione. (Nella specie, la S.C., disattendendo la corrispondente eccezione, ha ritenuto che non costituisse manifestazione univoca della volontà di rinunciare alla proposta impugnazione di una sentenza del Consiglio di Stato - che aveva annullato un decreto di stato di emergenza - un comportamento meramente negativo consistito nell'omessa emanazione, ad opera delle autorità ricorrenti, di atti diretti a prolungare lo stato medesimo).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mar 2013, n. 7931

Il ricorso per cassazione non introduce un terzo grado di giudizio tramite il quale far valere la mera ingiustizia della sentenza impugnata, caratterizzandosi, invece, come un rimedio impugnatorio, a critica vincolata ed a cognizione determinata dall'ambito della denuncia attraverso il vizio o i vizi dedotti. Ne consegue che, qualora la decisione impugnata si fondi su di una pluralità di ragioni, tra loro distinte ed autonome, ciascuna delle quali logicamente e giuridicamente sufficiente a sorreggerla, è inammissibile il ricorso che non formuli specifiche doglianze avverso una di tali "rationes decidendi", neppure sotto il profilo del vizio di motivazione. (Nella specie, la S.C. era stata investita con un ricorso rimasto carente di specifiche censure avverso la ritenuta fittizietà della sede di una società risultante da una fusione trasfrontaliera - costituente solo una delle tre, autonome ragioni poste a sostegno della impugnata decisione di fallimento - di cui si era, invece, lasciata la valutazione al "prudente apprezzamento della Corte).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 mar 2013, n. 7381

Una dichiarazione è qualificabile come confessione ove sussistano un elemento soggettivo, consistente nella consapevolezza e volontà di ammettere e riconoscere la verità di un fatto a sé sfavorevole e favorevole all'altra parte, ed un elemento oggettivo, che si ha qualora dall'ammissione del fatto obiettivo, il quale forma oggetto della confessione escludente qualsiasi contestazione sul punto, derivi un concreto pregiudizio all'interesse del dichiarante e, al contempo, un corrispondente vantaggio nei confronti del destinatario della dichiarazione. Ne consegue che non riveste valenza confessoria, in ordine al protrarsi del possesso per il tempo utile al verificarsi dell'usucapione, la scrittura con cui una parte si impegni a far acquisire all'altra un determinato immobile, o a seguito di sentenza dichiarativa di usucapione in suo favore o per contratto, rivelando tale accordo aspetti di incompatibilità logica tra il pattuito trasferimento a titolo derivativo ed il pregresso acquisto a titolo originario e collocandosi sul piano volitivo, anziché su quello ricognitivo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 feb 2012, n. 1912

A normadell'art. 382, ultimo comma, cod. proc. civ., va disposta la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata ove si accerti il difetto di legittimazione dell'attore, che toglie in radice ogni possibilità di prosecuzione dell'azione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 nov 2011, n. 23299

Il terzo avente causa da colui che è stato convenuto in giudizio dal promissario acquirente di un immobile con domanda proposta ai sensidell'art. 2932 cod. civ.qualora intervenga in tale giudizio acquista la veste di interventore adesivo dipendente e, come tale, non può dedurre eccezioni non sollevate dal convenuto né proporre una impugnazione autonoma.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 nov 2011, n. 22728

Nei giudizi per la determinazione delle indennità dovute per l'asservimento o il diminuito godimento della proprietà privata, l'accertamento giudiziale non si estende ai proprietari di aree diverse da quelle dei proprietari in causa, che non siano in comunione tra gli stessi ed altri soggetti. (Nella fattispecie, la sentenza impugnata, cassata, aveva liquidato l'indennità di asservimento anche in relazione ad una porzione della superficie asservita di proprietà esclusiva di altro soggetto).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 nov 2011, n. 22727

In caso di successione a titolo particolare nel diritto controverso, il processo prosegue fra le parti originarie e, anche quando non vi sia estromissione del convenuto ai sensi dell'art. 111, terzo comma, cod. proc. civ., la sentenza ha comunque effetto contro il successore a titolo particolare, il quale può intervenire o essere chiamato nel giudizio, divenendone parte a tutti gli effetti; nè peraltro la circostanza per cui, contro tale successore, detta sentenza, pur se pronunciata in confronto del solo originario convenuto, abbia efficacia anche come titolo esecutivo, elimina l'attualità dell'interesse dell'attore ad agire contro l'originario convenuto.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 lug 2011, n. 16632

In tema di lavoro pubblico privatizzato, la domanda di mero accertamento della cosiddetta supervalutazione dell'anzianità di servizio all'estero proposta da un dipendente ancora in servizio alla data, successiva al 30 giugno 1998, dell'esercizio dell'azione, è diretta ad ottenere l'esatta determinazione del trattamento retributivo nel momento, attuale, del perdurante rapporto di impiego ed appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario senza che occorra adottare il criterio del frazionamento della competenza giurisdizionale tra giudice amministrativo in sede esclusiva e giudice ordinario in relazione ai periodi interessati attesa la mancanza di una domanda di condanna della P.A. al pagamento delle differenze retributive pregresse. Né, ai fini del radicamento della giurisdizione, assume rilievo che i provvedimenti dell'Amministrazione di diniego del carattere permanente della supervalutazione dell'anzianità siano stati emanati anteriormente al 30 giugno 1998, atteso che, trattandosi di diritto alla retribuzione, la posizione del dipendente non è mai degradata in interesse legittimo e il giudice ordinario ha il potere di disapplicare gli atti adottati.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mar 2011, n. 7097

La questione di giurisdizione può essere sempre posta, anche nel giudizio di cassazione, purché almeno una delle parti l'abbia sollevata tempestivamente nel giudizio di appello, con ciò impedendo la formazione del giudicato sul punto. In presenza di tale condizione, la questione di giurisdizione può essere posta anche dalla stessa parte che ha adito un giudice e ne ha successivamente contestato la giurisdizione in base all'interesse che deriva dalla soccombenza nel merito; in questo caso, però, il giudice può condannare tale parte alla rifusione delle spese del giudizio di impugnazione anche se la stessa sia risultata vincitrice in punto di giurisdizione, potendo ravvisarsi in simile comportamento la violazione del dovere di lealtà e probità di cuiall'art. 88 del codice di procedura civile.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 mar 2011, n. 6597

La domanda giudiziale volta ad ottenere l'accertamento dell'esistenza di un patto di prelazione in caso di vendita di un bene immobile, in assenza di una specifica previsione normativa al riguardo, non è suscettibile di essere trascritta; il patto di prelazione, infatti, non può essere assimilato al contratto preliminare, in quanto in quest'ultimo è individuabile un'obbligazione già esistente, rispetto alla quale ha senso assicurare l'effetto di prenotazione della trascrizione, effetto che non è invece collegabile al patto di prelazione, che non prevede alcun obbligo di futuro trasferimento.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 dic 2010, n. 24304

La cessazione dell'appartenenza del magistrato all'ordine giudiziario intervenuta nelle more della definizione del ricorso per cassazione, e quindi prima del passaggio in giudicato della sentenza disciplinare di condanna, comporta la cessazione della materia del contendere, per il venir meno dell'interesse alla definizione del processo in capo all'incolpato, nonché la caducazione della sentenza stessa che diviene giuridicamente inesistente, per la carenza di potere disciplinare in capo al Consiglio superiore della magistratura, con la conseguenza che detta sentenza va cassata senza rinvio, ricorrendo un'ipotesi di carenza di potere, riconducibile alla previsionedell'art. 382, comma terzo, ultima parte, cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 22 nov 2010, n. 23596

In tema di "translatio iudicii", il processo che, dopo la pronuncia declinatoria della giurisdizione, si instaura, per effetto della tempestiva riassunzione, davanti al giudice indicato come munito di giurisdizione non è un nuovo ed autonomo procedimento, ma la naturale prosecuzione dell'unico giudizio; ne consegue che non può essere proposto regolamento preventivo di giurisdizione poiché la sentenza declinatoria emessa nella prima fase integra una decisione sulla giurisdizione assunta nell'unitario giudizio, in quanto tale impeditiva della proposizione del regolamento preventivo, potendo tale strumento essere usato nella prima fase del giudizio, mancando ancora una decisione nella giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 ago 2010, n. 18047

In tema di elezioni vige il generale principio del "favor voti", il quale impone che la manifestazione della volontà, per come emerge dal corpo della scheda elettorale, debba essere il più possibile conservata, a meno che non sia violato l'indispensabile requisito di segretezza del voto, oppure specifiche norme disciplinanti lo scrutinio prevedano la nullità del voto espresso in maniera difforme da quella prevista. Ne consegue che l'art. 2 del d.lgt. luog. 23 novembre 1944, n. 382 (norme sui consigli degli ordini e collegi e sulle commissioni centrali professionali), a norma del quale "i componenti del consiglio sono eletti dall'assemblea dagli iscritti nell'albo a maggioranza assoluta dei voti segreti per mezzo di schede contenenti un numero di nomi contenenti un numero di nomi uguale a quello dei componenti da eleggersi", deve essere interpretato nel senso che la scheda conserva la sua validità anche nel caso in cui contenga un numero di nomi inferiore a quello dei componenti da eleggere. (Principio di diritto enunciato nell'interesse della legge, ai sensi dell'art. 363, terzo comma, cod. proc.civ.). (Dich. inammissibile, Comm. Centr. Eserc. Prof. Sanitarie Roma, 19/01/2007)

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 21 giu 2010, n. 14889

In tema di procedimento disciplinare nei confronti di magistrati, è inammissibile, per carenza d'interesse ad agire, il ricorso per cassazione proposto avverso la sentenza con cui il magistrato sia stato assolto dall'illecito disciplinare per scarsa rilevanza del fatto contestato, ai sensi dell'art. 3-bis del d.lgs. n. 109 del 2006, non potendo l'accoglimento del ricorso arrecare alcun vantaggio pratico al medesimo ricorrente.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 mag 2010, n. 12339

Quando la P.A. intenda dar vita ad una società mista a partecipazione pubblico-privata, l'accertata violazione delle regole da seguire nel procedimento (di evidenza pubblica) di scelta del socio privato non è tale da incidere sull'esistenza giuridica della società - nella specie, di capitali - ormai iscritta nel registro delle imprese: peraltro, l'indicato accertamento comporta l'impossibilità per detta società di operare secondo l'originario progetto statutario e, quindi, di conseguire il proprio oggetto, dovendo dunque essa, ancorché giuridicamente esistente, considerarsi in situazione di scioglimento e, per ciò stesso, non in condizione di perseguire utilmente lo scopo per cui era stata creata, con conseguente carenza di interesse ad agire o ad intervenire in giudizio per tutelare posizioni soggettive connesse a quello scopo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 mag 2010, n. 11087

Il preavviso di fermo amministrativo, introdotto nella prassi sulla base di istruzioni fornite dall'Agenzia delle Entrate alle società di riscossione al fine di superare il disposto dell'art. 86, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 - in forza del quale il concessionario deve dare comunicazione del provvedimento di fermo al soggetto nei cui confronti si procede, decorsi sessanta giorni dalla notificazione della cartella esattoriale - e consistente nell'ulteriore invito all'obbligato di effettuare il pagamento, con la contestuale comunicazione che, alla scadenza dell'ulteriore termine, si procederà all'iscrizione del fermo, rappresenta un atto autonomamente impugnabile anche se riguardante obbligazioni di natura extratributaria, trattandosi, in ogni caso, di atto funzionale a portare a conoscenza dell'obbligato una determinata pretesa dell'Amministrazione, rispetto alla quale sorge, ex art. 100 cod. proc. civ., l'interesse alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa, dovendo altrimenti l'obbligato attendere il decorso dell'ulteriore termine concessogli per impugnare l'iscrizione del fermo, direttamente in sede di esecuzione, con aggravio di spese ed ingiustificata perdita di tempo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 feb 2010, n. 3876

A normadell'art. 390, ultimo comma, cod. proc. civ., l'atto di rinuncia al ricorso per cassazione deve essere notificato alle parti costituite o comunicato agli avvocati delle stesse, che vi appongono il visto; ne consegue che, in difetto di tali requisiti, l'atto di rinuncia non è idoneo a determinare l'estinzione del processo, ma, poiché è indicativo del venir meno dell'interesse al ricorso, ne determina comunque l'inammissibilità.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 feb 2010, n. 3245

La cessazione dal servizio, per collocamento a riposo del magistrato sottoposto a procedimento disciplinare, sopravvenuta prima del passaggio in giudicato della pronunzia che applica la sanzione disciplinare, comporta la cessazione della materia del contendere e, quindi, l'inammissibilità, per sopravvenuto difetto di interesse, del ricorso per cassazione proposto contro la sentenza della Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, con conseguente caducazione della sentenza stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 22 dic 2009, n. 26967

E inammissibile il ricorso per cassazione contro la decisione del giudice amministrativo di secondo grado

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 dic 2009, n. 26811

La cessazione dal servizio per collocamento a riposo del magistrato sottoposto a procedimento disciplinare, sopravvenuta nelle more del giudizio di legittimità, e quindi prima del passaggio in giudicato della pronuncia che gli abbia irrogato una sanzione, comporta la cessazione della materia del contendere e, per l'effetto, l'inammissibilità, per sopravvenuta carenza di interesse, del ricorso per cassazione proposto contro la decisione della sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. (Nella specie, avendo insistito il magistrato sulla persistenza dell'interesse alla definizione del ricorso, sotto il profilo della permanenza di effetti negativi su una carriera intemerata, conseguente al passaggio in giudicato della decisione disciplinare, la Corte ha chiarito che quest'ultimo non ha luogo nel caso di cessazione dal servizio prima della pronuncia definitiva, in quanto la fine dell'appartenenza all'ordine giudiziario del magistrato determina l'estinzione del procedimento disciplinare, con la conseguente caducazione della sentenza disciplinare che, a sua volta, determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio di impugnazione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 set 2009, n. 20929

In tema di sanzioni amministrative per violazione delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, l'obbligatorietà dell'azione di regresso prevista dall'art. 195, comma nono, del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 nei confronti del responsabile, comporta, anche in ragione dell'efficacia che nel relativo giudizio è destinata a spiegare la sentenza emessa nei confronti della società o dell'ente cui appartiene, che, anche qualora l'ingiunzione di pagamento sia emessa soltanto nei confronti della persona giuridica, alla persona fisica autrice della violazione dev'essere riconosciuta un'autonoma legittimazione "ad opponendum", che le consenta tanto di proporre separatamente opposizione quanto di spiegare intervento adesivo autonomo nel giudizio di opposizione instaurato dalla società o dall'ente, configurandosi in quest'ultimo caso un litisconsorzio facoltativo, e potendosi nel primo caso evitare un contrasto di giudicati mediante l'applicazione delle ordinarie regole in tema di connessione e riunione di procedimenti.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 mag 2009, n. 11194

Il titolare di una concessione amministrativa di derivazione d'acqua per scopo idroelettrico, il quale alleghi di essere stato danneggiato dal provvedimento amministrativo col quale gli è stato imposto il rilascio di una parte delle acque raccolte in invaso, asseritamente trattenute in violazione dell'art. 19, primo comma, del r.d. 11 novembre 1933, n. 1775 e dell'art. 17, primo comma, del r.d. 14 agosto 1920, n. 1285, è per ciò solo legittimato ad impugnare dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche il suddetto provvedimento, senza che possa farsi questione, ai fini della sussistenza dell'interesse ad agire, della legittimità o meno di quest'ultimo, attenendo tale ultima questione al merito della domanda.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 11 mag 2009, n. 10672

Il preavviso di fermo amministrativo ex art. 86 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 che riguardi una pretesa creditoria dell'ente pubblico di natura tributaria è impugnabile innanzi al giudice tributario, in quanto atto funzionale a portare a conoscenza del contribuente una determinata pretesa tributaria, rispetto alla quale sorge ex art. 100 cod. proc. civ. l'interesse del contribuente alla tutela giurisdizionale per il controllo della legittimità sostanziale della pretesa impositiva, a nulla rilevando che detto preavviso non compaia esplicitamente nell'elenco degli atti impugnabili contenuto nell'art. 19 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, in quanto tale elencazione va interpretata in senso estensivo, sia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente e di buon andamento della P.A., che in conseguenza dell'allargamento della giurisdizione tributaria operato con la legge 28 dicembre 2001, n. 448.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 mar 2009, n. 6057

Il ricorso per regolamento di giurisdizione è inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, allorché, successivamente alla sua proposizione e nelle more del procedimento di cassazione, il giudice amministrativo abbia, nel relativo giudizio, pronunciato sentenza di primo grado. (Nel caso di specie il giudice aveva dichiarato il ricorso improcedibile ed inammissibile, anche respingendo nel merito).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 feb 2009, n. 4460

L'interesse e la legittimazione ad impugnare un provvedimento amministrativo non vengono meno qualora esso abbia già dispiegato i propri effetti, tenuto conto sia del vincolo conformativo prodotto dalla pronuncia di annullamento (con effetti "ex tunc") in ordine ai successivi provvedimenti e comportamenti dell'Amministrazione, sia dell'interesse della parte a chiedere successivamente con maggior forza la tutela risarcitoria, sebbene sia venuto meno l'istituto della cosiddetta pregiudizialità amministrativa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 feb 2009, n. 3758

In tema di responsabilità disciplinare dei magistrati, attesa la totale diversità dei beni tutelati dagli artt. 336, 337, 338, 339, 341, 342 e 343 cod. pen. rispetto a quello protetto dall'art. 18 del r.d. n. 511 del 1946, nel relativo procedimento disciplinare non è applicabile la speciale causa di giustificazione prevista dall'art. 4 del d. lgs. lgt. 14 settembre 1944, n. 288.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 gen 2009, n. 564

Le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità, ai sensi del secondo commadell'art. 113 cod. proc. civ., sono ricorribili in cassazione per violazione delle norme processuali, delle norme della Costituzione e di quelle comunitarie, nonché per violazione dei principi informatori della materia e per nullità attinente alla motivazione, che sia assolutamente mancante o apparente, o fondata su affermazioni in radicale ed insanabile contraddittorietà; ne consegue che la violazionedell'art. 2697 cod. civ.sull'onere della prova, che pone una regola di diritto sostanziale, dà luogo ad un "error in iudicando" non deducibile con il ricorso per cassazione avverso le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo equità.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 09 dic 2008, n. 28874

L'inammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, stante la sua improponibilità "ab origine", per avere il giudice di primo grado emesso, prima ancora della ricezione della notifica del ricorso per regolamento all'altra parte, una sentenza declinatoria di giurisdizione, va dichiarata in via preliminare rispetto sia all'inammissibilità per sopravvenuto difetto di interesse del ricorrente, sia alla pure sopravvenuta improcedibilità per essersi pronunciate le Sezioni Unite sul ricorso ordinario proposto ai sensidell'articolo 360, primo comma, n. 1, cod. proc. civ., avverso la suddetta sentenza del giudice di merito.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 02 dic 2008, n. 28537

La riunione d'ufficio di procedimenti pendenti dinanzi allo stesso giudice in ordine alla medesima causa (art. 273 c.p.c.),trova applicazione anche davanti alla Corte di cassazione nel caso di ricorsi per regolamento preventivo di giurisdizione, con la conseguenza che ove si prospettino, in entrambi i ricorsi, le medesime ragioni, il regolamento proposto con atto notificato in epoca successiva dev'essere dichiarato inammissibile, per carenza di interesse, atteso che, pur non applicandosi al regolamento preventivo il principio di consumazione del gravame, non trattandosi di un mezzo di impugnazione, ciò non ne esclude l'assoggettabilità alla disciplina di cuiall'art. 100 cod.proc.civ.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 30 giu 2008, n. 17776

Il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione è inammissibile per difetto dell'interesse ad agire quando non sussista alcun elemento di fatto e di diritto che possa far dubitare della giurisdizione del giudice adito e nessuna delle parti ne contesti la corretta individuazione. (Nel caso di specie, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla parte ricorrente davanti al giudice amministrativo, nonostante l'adesione della parte resistente sulla sussistenza della giurisdizione amministrativa e l'oggettiva mancanza d'incertezza sulla corretta instaurazione del giudizio).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 mag 2008, n. 12642

Mentre il passaggio in giudicato della sentenza di accoglimento relativa al "quantum debeatur", essendo obiettivamente condizionata al permanere della precedente sentenza non definitiva sull'"an", non fa venire meno l'interesse all'impugnazione già proposta contro quest'ultima sentenza, altrettanto non avviene ove sia passata in giudicato la pronuncia di rigetto della domanda di liquidazione dei danni, venendo in tal caso meno ogni interesse a proseguire nel giudizio sull'"an", con conseguente inammissibilità dell'impugnazione proposta contro quest'ultima sentenza.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 mag 2008, n. 12637

L'interesse all'impugnazione - inteso quale manifestazione del generale principio dell'interesse ad agire e la cui assenza è rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del processo - deve essere individuato in un interesse giuridicamente tutelabile, identificabile nella concreta utilità derivante dalla rimozione della pronuncia censurata, non essendo sufficiente l'esistenza di un mero interesse astratto ad una più corretta soluzione di una questione giuridica. (Nella specie la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la sentenza d'appello che - in relazione alla domanda, proposta dall'amministrazione, di inefficacia di un provvedimento d'urgenza col quale era stato ordinato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di procedere all'immatricolazione di alcune vetture - aveva riconosciuto l'inefficacia del provvedimento, in quanto non notificato alla controparte, e annullato l'ordine dato alla P.A. dal giudice di primo grado di procedere alla cancellazione delle iscrizioni, rilevando il difetto di interesse della parte privata che, con tale annullamento, aveva conseguito il risultato che si prefiggeva con il ricorso in sede cautelare, essendo nelle more le immatricolazioni avvenute per determinazione spontanea dell'amministrazione).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 dic 2007, n. 26734

La proposizione dell'istanza di regolamento di giurisdizione dà luogo ad un procedimento incidentale rispetto al procedimento (principale) in seno al quale l'istanza medesima è stata sollevata; per cui il venir meno di quest'ultimo travolge necessariamente il primo, non sussistendo più il presupposto necessario per il suo svolgimento, con conseguente inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse (nella specie, la S.C. ha dichiarato l'inammissibilità del regolamento preventivo di giurisdizione proposto in seno ad un giudizio amministrativo nel quale era sopravvenuta rinuncia all'impugnazione, atto che produce effetti indipendentemente dall'accettazione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 02 nov 2007, n. 23031

La circolare con la quale l'Agenzia delle entrate interpreti una norma tributaria, anche qualora contenga una direttiva agli uffici gerarchicamente subordinati, esprime esclusivamente un parere dell'amministrazione non vincolante per il contribuente (oltre che per gli uffici, per la stessa autorità che l'ha emanata e per il giudice); conseguentemente, la circolare non è impugnabile nè innanzi al giudice amministrativo, non essendo un atto generale di imposizione, nè innanzi al giudice tributario, non essendo atto di esercizio di potestà impositiva, e sussiste il difetto assoluto di giurisdizione in ordine ad essa.