Art. 190 c.p.c. Comparse conclusionali e memorie.

Ultimo aggiornamento: 08 febbraio 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 gen 2014, n. 1516

Non integra l'illecito disciplinare previsto dagli artt. 1, comma primo, e 2, comma primo, lettere a) e g), del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, la fissazione da parte di un singolo giudice - monocratico o collegiale - di un'agenda del processo che non risulti basata esclusivamente sull'ordine cronologico di iscrizione a ruolo delle cause, ma scaglioni le stesse sulla base delle loro caratteristiche, delle loro difficoltà e dell'urgenza legata ad alcune vicende specifiche o alle peculiarità proprie di singoli procedimenti, purché la dilazione non appaia palesemente incongrua in relazione ai carichi di lavoro ed alla difficoltà dei processi. (Nella specie, taluni consiglieri di Corte di appello avevano dilazionato la decisione di numerose cause mediante rinvii a distanza anche di 4/7 anni; le S.U., nel ritenere censurabile il differimento al precipuo di alleggerire l'impegno più vicino al tempo, hanno anche considerato che - nel caso in cui il magistrato fissi per la decisione un numero di cause pari al limite delle sentenze che può redigere in un anno - non vi sarebbe più spazio per poter fissare a breve le cause con connotati d'urgenza; in mancanza della prova delle decisioni ragionevolmente programmabili, quindi, hanno escluso che potesse ritenersi violato, da parte degli incolpati, il dovere di laboriosità o che il mancato rispetto dei termini di cui agli artt. 81, 82 e 115 disp. att. cod. proc. civ. fosse dovuto a negligenza inescusabile).