Art. 362 c.p.c. Altri casi di ricorso.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 15 mag 2017, n. 11985

La controversia tra il fornitore, che chiede il pagamento integrale delle forniture di latte effettuate, e l'acquirente, che, non contestando queste ultime, oppone la sussistenza del diritto di prelievo supplementare di latte di vaccino e suoi derivati e, dunque, il necessario accantonamento delle somme pretese, dovendo trattenere detta quota in qualità di delegata "ex lege" della P.A., appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. Invero, la circostanza che la disciplina delle quote latte sia connotata da molteplici profili pubblicistici, in rapporto ai quali è previsto il compimento di controlli amministrativi e di adempimenti pubblicitari ad opera dell'AIMA (ora AGEA), non incide sul diritto di credito fatto valere in giudizio dal fornitore, non coinvolgendo in alcun modo l'esercizio di poteri autoritativi ad opera della P.A.: non è, infatti, in questione una qualsivoglia valutazione discrezionale da cui possa essere condizionata la pretesa restitutoria, trattandosi unicamente di procedere all'accertamento del soggetto creditore della somma accantonata, allorché non più vincolata al prelievo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 mar 2017, n. 8246

È ammissibile il ricorso per conflitto negativo di giurisdizione nell'ipotesi in cui il giudice ordinario ed il giudice amministrativo abbiano entrambi negato con sentenza la propria giurisdizione sulla medesima controversia, pur senza sollevare essi stessi d'ufficio il conflitto, essendosi in presenza non di un conflitto virtuale di giurisdizione, risolvibile con istanza di regolamento preventivo ex art. 41 c.p.c., ma di un conflitto reale negativo di giurisdizione, denunciabile alle sezioni unite della Corte di cassazione, ai sensi dell'art. 362, comma 2, n. 1, c.p.c., in ogni tempo e, quindi, indipendentemente dalla circostanza che una delle due pronunce in contrasto sia passata in giudicato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 mar 2017, n. 8245

La censura che, deducendo il difetto di giurisdizione del Consiglio di Stato, attenga, invece, all'interpretazione del giudicato, interno ed esterno, sotto tutti i possibili profili - dalla sua omessa interpretazione, alla valutazione del suo contenuto, nonché dei suoi presupposti, ed alla sua efficacia, con i conseguenti limiti - riguarda la correttezza dell'esercizio del potere giurisdizionale del giudice amministrativo, prospettandosi, sostanzialmente, una violazione di legge commessa da quest'ultimo, sicché resta estranea al controllo ed al superamento dei limiti esterni della giurisdizione, con conseguente inammissibilità dei relativi motivi.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mar 2017, n. 8112

Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, per invasione della sfera riservata al potere discrezionale della P.A., nel caso in cui il giudice dell'ottemperanza, rilevata la violazione od elusione del giudicato amministrativo, adotti provvedimenti in luogo dell'Amministrazione inadempiente, sostituendosi al soggetto obbligato ad adempiere, in quanto, in ossequio al principio dell'effettività della tutela giuridica, il giudizio di ottemperanza, al fine di soddisfare pienamente l'interesse sostanziale del ricorrente, non può arrestarsi di fronte ad adempimenti parziali, incompleti od addirittura elusivi del contenuto della decisione. (Così statuendo, la S.C. ha confermato l'impugnata decisione del Consiglio di Stato che, in sede di giudizio di ottemperanza, aveva dichiarato l'inefficacia, con il conseguente subentro della parte vittoriosa, della convenzione stipulata dall'Amministrazione, all'esito della riapertura del procedimento di gara e della sanatoria dei vizi riscontrati, con il soggetto risultato aggiudicatario in virtù del provvedimento annullato).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mar 2017, n. 8117

Le decisioni del Consiglio di Stato possono essere cassate o per motivi inerenti alla esistenza stessa della giurisdizione, ovvero quando il giudice amministrativo ne oltrepassi, in concreto, i limiti esterni, realizzandosi la prima ipotesi qualora il Consiglio di Stato eserciti la propria giurisdizione nella sfera riservata al legislatore o alla discrezionalità amministrativa (oppure, al contrario, la neghi sull'erroneo presupposto che la materia non può formare oggetto, in via assoluta, di cognizione giurisdizionale), verificandosi, invece, la seconda ove l'organo di giustizia amministrativa giudichi su materie attribuite alla giurisdizione ordinaria o ad altra e diversa giurisdizione speciale (oppure neghi la propria giurisdizione sull'erroneo presupposto che essa appartenga ad altri), ovvero quando, per materie attribuita alla propria giurisdizione, compia un sindacato di merito pur essendo la propria cognizione rigorosamente limitata alla indagine di legittimità degli atti amministrativi. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno cassato la sentenza del giudice amministrativo che, omettendo di pronunciarsi in ordine all'accertamento della regolarità del cd. DURC, certificazione attestante la regolarità contributiva delle imprese partecipanti alla gara di appalto nell'ambito di una procedura di affidamento di lavori, servizi o forniture a soggetti tenuti al rispetto delle regole di evidenza pubblica, aveva erroneamente negato la propria giurisdizione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 mar 2017, n. 7295

Non configura eccesso di potere giurisdizionale, per esercizio di attività riservata alla P.A., la declaratoria, ad opera del G.A., di inefficacia del contratto conseguente all'annullamento di una gara di appalto, ex art. 122 del d.lgs. n. 104 del 2010, giacché a tale potere non corrisponde, tanto nella disciplina del d.lgs. n. 163 del 2006, quanto in quella introdotta dal d.lgs. n. 50 del 2016, analoga figura di provvedimento amministrativo di uguale contenuto - sicché difetta, sotto il profilo formale, l'oggetto della pretesa usurpazione - mentre, per altro aspetto, l'art. 122 disciplina un istituto di applicazione generalizzata, con esclusione dei soli casi regolati dagli artt. 121, comma 1, e 123 del d.lgs. n. 104 cit., affidata ad un potere di valutazione del giudice amministrativo, rispetto alla quale è indifferente che la gara debba essere rinnovata o meno salvo, in tale ultima ipotesi, l'obbligo di valutare, tra l'altro, la possibilità del ricorrente di subentrare nel contratto nonché l'avvenuta proposizione della domanda di subentro.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 giu 2017, n. 13976

In materia di ricorso per cassazione avverso le sentenze del giudice speciale, integra il vizio di rifiuto dell'esercizio della giurisdizione l'affermazione - contro la "regola iuris" che attribuisce a quel giudice il potere di "dicere ius" sulla domanda - che la situazione soggettiva fatta valere in giudizio è, in astratto, priva di tutela, allorché essa sia corredata dal rilievo della estraneità di tale situazione non solo alla propria giurisdizione ma anche a quella di ogni altro giudice, atteso che, ove tale affermazione fosse, invece, accompagnata dal riconoscimento dell'esistenza dell'altrui giurisdizione, ricorrerebbe un'ipotesi di diniego della propria giurisdizione, l'uno e l'altro vizio, peraltro, risultando i soli sindacabili dalla Corte di cassazione ex art 111, ultimo comma, Cost, diversamente dall'erronea negazione, in concreto, della tutela alla situazione soggettiva azionata.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 feb 2017, n. 4879

In sede di ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte dei conti pronunciata su impugnazione per revocazione, può sorgere questione di giurisdizione solo con riferimento al potere giurisdizionale in ordine alla statuizione sulla revocazione medesima, restando esclusa la possibilità di mettere in discussione detto potere sulla precedente decisione di merito.(Nella specie, il ricorso è stato ritenuto inammissibile, in quanto il giudice contabile non aveva affermato l'estraneità alla propria giurisdizione della domanda di revocazione ex art. 395, comma 1, n. 1, c.p.c., ma si era limitato ad osservare che non ricorreva detta ipotesi).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 mag 2017, n. 11804

Non costituisce rifiuto di giurisdizione la valutazione, da parte del giudice amministrativo, di sufficienza e congruità degli accertamenti, connotati da un elevato tasso di discrezionalità tecnica, svolti dall'Amministrazione, atteso che la natura impugnatoria della giurisdizione generale amministrativa di legittimità non consente un'indagine diretta sulla materia controversa, prescindendo dal tramite dell'attività denunciata, sicché la necessità di nominare un consulente tecnico, come previsto dall'art. 67 del d.lgs. n. 104 del 2010, all. 1, è funzionale al solo scrutinio di legittimità dell'atto impugnato e non anche alla ricerca dell'esatta soluzione tecnica della questione di merito. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la decisione con cui il Consiglio di Stato aveva escluso dalla procedura di evidenza pubblica il ricorrente, la cui offerta tecnica aveva stravolto le scelte progettuali fondamentali già effettuate dall'Amministrazione, non essendo stati denunciati una fallace rappresentazione della realtà fattuale né una delibazione del tutto illogica o arbitraria).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 gen 2017, n. 953

In materia di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato, il controllo del limite esterno della giurisdizione - che l'art. 111, comma 8, Cost., affida alla Corte di cassazione - non include il sindacato sulle scelte ermeneutiche del giudice amministrativo, suscettibili di comportare errori "in iudicando" o "in procedendo" per contrasto con il diritto dell'Unione europea, salva l'ipotesi "estrema" in cui l'errore si sia tradotto in una interpretazione delle norme europee di riferimento in contrasto con quelle fornite dalla Corte di Giustizia Europea, sì da precludere, rendendola non effettiva, la difesa giudiziale. (Nella specie, si è escluso che il Consiglio di Stato avesse ecceduto il limite suddetto nel verificare la compatibilità della disciplina nazionale in tema di finanziamento dell'AGCOM, prevista dall'art. 1, commi 65 e 66, della l. n. 266 del 2005, con l'art. 12 della Direttiva 2002/20/CE, quale interpretato dalla sentenza della CGUE del 18 luglio 2013, nelle cause riunite da C-228/12 a C-232/12 e da C-254/12 a C-258/12, e nel ritenere che il prelievo tributario previsto dalla normativa nazionale, con un imponibile esteso anche a ricavi derivanti da attività non soggette alla regolazione di mercato dell'AGCOM e con un gettito non limitato ai costi complessivi sostenuti dall'Autorità per le sole attività di regolazione, fosse incompatibile con la Direttiva citata).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 dic 2016, n. 26274

La decisione di rigetto della domanda proposta per ottenere l'ottemperanza di un giudicato amministrativo non è sindacabile dalla Corte di cassazione per motivi inerenti all'interpretazione del giudicato e delle norme oggetto di quel giudizio, atteso che gli errori nei quali il giudice amministrativo sia eventualmente incorso, essendo inerenti al giudizio di ottemperanza, restano interni alla giurisdizione stessa. (Nella specie, in sede di ottemperanza ad un giudicato amministrativo che, previo annullamento per difetto di istruttoria e di motivazione di un decreto di diniego dei contributi ex lege n. 44 del 1999, obbligava il Commissario antiracket ad emetterne uno nuovo, il Consiglio di Stato aveva rigettato l'istanza di nomina di un commissario "ad acta" per provvedere in sostituzione dell'Amministrazione, atteso che, nelle more del procedimento, era intervenuto un ulteriore decreto, anch'esso negativo, ma sufficientemente istruito e motivato; la S.C. ha, quindi, ritenuto inammissibile il ricorso con il quale si lamentava l'omessa considerazione, da parte del giudice dell'ottemperanza, dell'asserita preclusione derivante dal giudicato in punto debenza dell'accesso al beneficio richiesto, trattandosi di censure attinenti all'intepretazione del giudicato stesso).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 dic 2016, n. 25628

In tema di estradizione passiva, a fronte dell'impugnazione del decreto del Ministro della Giustizia dinanzi al giudice amministrativo, la statuizione di quest'ultimo secondo cui è riservata all'Autorità Giudiziaria ordinaria la verifica sulla sussistenza dei presupposti per la concessione dell'estradizione non comporta un diniego di giustizia, nè una violazione dei limiti esterni della sua giurisdizione, entrambi non configurabili quando il rigetto della domanda discenda dalla valutazione, nel merito, dell'insussistenza dei fatti costitutivi del diritto vantato, atteso che il merito riguarda i limiti interni della giurisdizione, perfino ove la decisione dipenda da pretesi "errores in procedendo" o "in iudicando".

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 dic 2016, n. 24742

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, dinanzi alle quali siano impugnate decisioni di un giudice speciale per motivi attinenti alla giurisdizione, possono rilevare unicamente l'eventuale superamento dei limiti esterni della giurisdizione medesima, non essendo loro consentito di estendere il proprio sindacato anche al modo in cui la giurisdizione è stata esercitata. Ne consegue che il ricorso avverso la sentenza del Consiglio di Stato, con il quale si deduca l'omesso rinvio all'Adunanza Plenaria e l'erronea decisione del medesimo in quanto contrastante con gli orientamenti precedentemente assunti dal medesimo giudice, è inammissibile, prospettando un "error in iudicando", estraneo al sindacato consentito alle Sezioni Unite della Suprema Corte sulle suddette decisioni.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 dic 2016, n. 24740

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione, dinanzi alle quali siano impugnate decisioni di un giudice speciale per motivi attinenti alla giurisdizione, possono rilevare unicamente l'eventuale superamento dei limiti esterni della giurisdizione medesima, non essendo loro consentito di estendere il proprio sindacato anche al modo in cui tale giurisdizione è stata esercitata. Ne consegue che, con riguardo all'interpretazione, da parte del Consiglio di Stato, di norme di un regolamento comunale, non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale, sotto il profilo dello sconfinamento nella sfera della potestà amministrativa del comune, tenuto conto che gli errori eventualmente commessi nell'interpretare - e, prima ancora, individuare - dette norme non investono la sussistenza ed i limiti esterni del potere giurisdizionale del giudice amministrativo ma solo la legittimità dell'esercizio del potere medesimo. (Nel caso di specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto nei confronti della sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha qualificato come regolamento un Protocollo di Intesa stipulato tra il Comune di Roma ed i gestori dei concessionari di telefonia mobile per disciplinare la collocazione degli impianti nel territorio comunale).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 dic 2016, n. 25975

L'accertamento, da parte del giudice amministrativo, riguardante il se una sentenza penale irrevocabile spieghi efficacia ex artt. 652 o 654 c.p.p., ovvero il se all'esito residui un'area di rilevanza, quanto alla propria cognizione, dei fatti di cui il giudice penale abbia pur escluso la sussistenza, non esorbita i limiti esterni della sua giurisdizione, costituendo null'altro che un'attività di giudizio, sicché, anche se errata, non può dar luogo ad un motivo di giurisdizione rilevante ai sensi degli artt. 110 c.p.a. e 362 c.p.c.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 nov 2016, n. 22718

L'impugnazione, per motivi attinenti alla giurisdizione, di un provvedimento reso dalla Corte di cassazione è inammissibile, atteso che avverso le sentenze e le ordinanze adottate da quest'ultima, anche ai sensidell'art. 375 comma 1, c.p.c., è ammesso il solo rimedio del ricorso per revocazione ex artt. 391-bis e 395, n. 4, c.p.c..

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 dic 2016, n. 26900

E' devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto l'impugnazione di un provvedimento che abbia disposto il cambio della intestazione catastale di un terreno da privato a demanio pubblico, atteso che un tale giudizio non pone in discussione errori formali relativi alla intestazione (i quali rientrano nella giurisdizione tributaria ex art. 2, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992), bensì il mutamento della medesima, e, quindi, l'individuazione del soggetto titolare di diritti sulla particella in questione, a nulla rilevando che i vizi denunciati derivino da un'incompleta attività istruttoria ovvero da errori di valutazione e difetti di motivazione, in quanto si tratta di vizi pur sempre ridonanti sull'esattezza della individuazione del titolare di un diritto soggettivo, qual è il diritto di proprietà.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 dic 2016, n. 25625

Il potere interpretativo del giudicato da eseguire, che è insito nella struttura stessa del giudizio di ottemperanza in quanto giudizio di esecuzione, allorché attenga ad un giudicato formatosi davanti ad un giudice diverso da quello amministrativo, non può che esercitarsi sulla base di elementi interni al giudicato da ottemperare e non su elementi esterni, la cui valutazione rientra in ogni caso nella giurisdizione propria del giudice che ha emesso la sentenza. Pertanto, ove il Consiglio di Stato, in sede di ottemperanza di una sentenza definitiva del giudice ordinario (nella specie, di accertamento del diritto di taluni pubblici dipendenti di godere di un congedo ordinario aggiuntivo di 15 giorni lavorativi, ai sensi dell'art. 5 CCNL Comparto sanità), abbia effettuato un sindacato integrativo - individuando, in tal modo, un diverso contenuto precettivo del giudicato (nella specie, conformandosi ad una sentenza della Corte di cassazione che aveva stabilito un diverso criterio per il computo delle ferie aggiuntive), con una pronuncia sostanzialmente autoesecutiva - ciò si traduce in un eccesso di potere giurisdizionale sindacabile ai sensi dell'art. 111, comma 8, Cost., inteso quale esorbitanza dai limiti esterni che segnano l'ambito della sua giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 15 giu 2017, n. 14859

In tema di appalti pubblici, l'annullamento in autotutela di un atto amministrativo prodromico alla stipulazione del contratto ha natura autoritativa e discrezionale, sicché il relativo vaglio di legittimità spetta al giudice amministrativo, la cui giurisdizione esclusiva si estende - con necessità di trattazione unitaria - alla conseguente domanda per la dichiarazione di inefficacia o nullità del contratto. Sussiste, invece, la giurisdizione del giudice ordinario quando, conclusosi il giudizio amministrativo sull'atto presupposto, con passaggio in giudicato della relativa sentenza, alla domanda di nullità del contratto si aggiunga quella di accertamento negativo del credito, vertendosi in tema di diritti soggettivi vantati in posizione di parità dal privato nei confronti dell'ente pubblico, non riservati, in via esclusiva, alla giurisdizione del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 ott 2016, n. 21260

L'attore che abbia incardinato la causa dinanzi ad un giudice e sia rimasto soccombente nel merito non è legittimato ad interporre appello contro la sentenza per denunciare il difetto di giurisdizione del giudice da lui prescelto in quanto non soccombente su tale, autonomo capo della decisione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 mag 2017, n. 12497

Il ricorso per cassazione contro la decisione della Corte dei conti è consentito soltanto per motivi inerenti alla giurisdizione, sicché il controllo della S.C. è circoscritto all'osservanza dei meri limiti esterni della giurisdizione, non estendendosi ad asserite violazioni di legge sostanziale o processuale concernenti il modo d'esercizio della giurisdizione speciale. Ne consegue che, anche a seguito dell'inserimento della garanzia del giusto processo nella nuova formulazione dell'art. 111 Cost., l'accertamento in ordine ad "errores in procedendo" o ad "errores in iudicando" rientra nell'ambito del sindacato afferente i limiti interni della giurisdizione, trattandosi di violazioni endoprocessuali rilevabili in ogni tipo di giudizio e non inerenti all'essenza della giurisdizione o allo sconfinamento dai limiti esterni di essa, ma solo al modo in cui è stata esercitata. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno ritenuto inammissibile il ricorso incidentale per cassazione prospettante una questione concernente l'interesse ad intervenire nel giudizio "a quo").

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 15 giu 2017, n. 14858

In tema di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il decreto presidenziale adottato in difformità al parere del Consiglio di Stato, previa delibera del Consiglio dei ministri - come consentito anteriormente all'abolizione di tale facoltà disposta con l'art. 69 della l. n. 69 del 2009 - non è suscettibile di tutela mediante il giudizio di ottemperanza, senza che tale esclusione, avuto riguardo alla natura dell'atto, possa configurare un'ipotesi di diniego di giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 08 lug 2016, n. 14042

Il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia, omesso dal Consiglio di Stato, non può essere disposto, sulla medesima questione, dalle Sezioni Unite della Suprema Corte innanzi alle quali sia stata impugnata la corrispondente decisione, spettando ad esse solo di vagliare il rispetto, da parte del primo, dei limiti esterni della giurisdizione amministrativa, senza che, su tale attribuzione di controllo, siano evidenziabili norme dell'Unione Europea su cui possano ipotizzarsi quesiti interpretativi.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 31 mag 2016, n. 11380

(Dichiara inammissibile, Cons. Giust. Reg. Sicilia, 29/05/201 L'interpretazione della legge o la sua disapplicazione non costituiscono un'attività riservata all'autorità amministrativa, ma rappresentano il "proprium" della funzione giurisdizionale e non possono, dunque, integrare la violazione dei limiti esterni della giurisdizione da parte del giudice amministrativo, così da giustificare il ricorso previsto dall'art. 111, comma 8, Cost., fatti salvi i casi del radicale stravolgimento delle norme o dell'applicazione di una norma creata "ad hoc" dal giudice speciale.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 02 mag 2016, n. 8586

La sentenza del Consiglio di Stato che valuta se il certificato di studio prodotto dalla parte sia idoneo ad attestare una determinata conoscenza della lingua inglese secondo le fasce CEFR (Common European Framework of Reference for Languages) implica un'attività ermeneutica interna al raggio d'azione che la legge assegna al giudice amministrativo, senza alcuna invasione della sfera riservata al legislatore nazionale e comunitario in materia di titoli di studio, sicché detta sentenza non può essere impugnata in cassazione per superamento dei limiti esterni della giurisdizione speciale.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 21 apr 2016, n. 8060

Quando il ricorso per cassazione è proposto per denunciare un conflitto negativo di giurisdizione, non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma l quater, deld.P.R. n. 115 del 2002.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 apr 2016, n. 7292

In tema di sindacato delle Sezioni Unite sulle decisioni del Consiglio di Stato, la violazione dei limiti della cognizione incidentale stabiliti dall'art. 8 c.p.a. non configura un eccesso di potere giurisdizionale, ma solo un "error in procedendo", commesso dal giudice amministrativo all'interno della sua giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 feb 2016, n. 3915

In tema di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato, il controllo della Corte di cassazione sul rispetto del limite esterno della giurisdizione non include la verifica di conformità della decisione al diritto dell'Unione europea, fatta salva l'ipotesi "estrema" in cui la decisione contrasti con quelle della Corte di giustizia sì da precludere l'accesso alla tutela giurisdizionale; questa ipotesi non ricorre nella decisione del Consiglio di Stato che, giudicando sull'esclusione amministrativa degli ingegneri dalla direzione dei lavori su immobili di pregio storico e artistico riservata agli architetti, abbia negato la sussistenza di una "discriminazione alla rovescia" in danno degli ingegneri italiani, giacché tale decisione non contiene un aprioristico diniego di giurisdizione ed è assunta alla luce delle pronunce della Corte di giustizia (ordinanza 5 aprile 2004, C-3/02, e sentenza 21 febbraio 2013, C-111/12).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 03 feb 2016, n. 2052

In materia urbanistica ed edilizia, la domanda di risarcimento del danno del proprietario di area contigua a quella in cui è realizzata l'opera pubblica (nella specie, la linea ferroviaria dell'alta velocità) appartiene alla giurisdizione ordinaria ove, nella prospettazione dell'attore, fonte del danno non siano né il "se" né il "come" dell'opera progettata, ma le sue concrete modalità esecutive, atteso che la giurisdizione esclusiva amministrativa si fonda su un comportamento della P.A. (o del suo concessionario) che non sia semplicemente occasionato dall'esercizio del potere, ma si traduca, in base alla norma attributiva, in una sua manifestazione e, cioè, risulti necessario, considerate le sue caratteristiche in relazione all'oggetto del potere, al raggiungimento del risultato da perseguire.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 feb 2016, n. 1839

In tema di spese processuali, l'ampio dibattito in dottrina circa la ricorribilità per cassazione delle sentenze del giudice amministrativo su diritti, invocata al fine di assicurare l'uniforme interpretazione ed applicazione della legge alla luce dell'ampliamento delle ipotesi di giurisdizione esclusiva, costituisce giusto motivo di compensazione nonostante la soccombenza del ricorrente che abbia impugnato una sentenza del Consiglio di Stato per motivi non concernenti la giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 feb 2016, n. 1836

La sentenza del Consiglio di Stato che ordini alla P.A. in sede di ottemperanza di provvedere "ora per allora" malgrado l'impossibilità di svolgere un'istruttoria retroattiva deve essere cassata per violazione dei limiti esterni della giurisdizione amministrativa, attesa la totale carenza dei presupposti di emanazione di un legittimo provvedimento di ottemperanza. (Fattispecie relativa al piano di numerazione automatica dei canali televisivi, del quale si era ordinata la rinnovazione "ora per allora" nonostante l'ultimazione "medio tempore" del passaggio dal sistema analogico al digitale).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 gen 2016, n. 1520

Il ricorso per cassazione proposto contro la sentenza che ha rigettato la richiesta di revocazione è inammissibile, per carenza di interesse ad una ulteriore pronuncia di legittimità, qualora la sentenza revocanda sia stata già annullata in accoglimento di un precedente ricorso per cassazione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 15 nov 2016, n. 23224

In tema di conflitti di giurisdizione, per potersi ravvisare un conflitto negativo denunciabile ai sensi dell'art. 362, comma 2, n. 1, c.p.c., occorre che vi sia una doppia declinatoria di giurisdizione - l'una del giudice ordinario e l'altra del giudice amministrativo - emessa con decisioni di piena cognizione, sicchè il conflitto è inammissibile ove anche una sola di esse sia stata pronunciata in sede cautelare. (Nella specie, si è ritenuto inammissibile il regolamento di giurisdizione, sollevato d'ufficio dal TAR, in un giudizio ivi riassunto dopo che il giudice ordinario, si era dichiarato carente di giurisdizione a conoscere un ricorso ex art. 700 c.p.c. avverso l'inerzia del comune su alcune richieste di emissione di ordinanza ex art. 50, comma 7, del d.lgs n. 267 del 2000).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 nov 2015, n. 24247

L'ordinanza con la quale il Consiglio di Stato si sia pronunciato, in sede di gravame, sulla sospensione dell'esecuzione dell'atto amministrativo impugnato non è impugnabile con il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 della Costituzione, rimedio, quest'ultimo, consentito soltanto avverso pronunce di contenuto decisorio (idonee, cioè, a incidere in via definitiva sulle posizioni dedotte in giudizio), mentre il predetto provvedimento investe una misura di tipo cautelare e provvisorio, senza pregiudizio alcuno per la risoluzione della controversia.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 nov 2016, n. 23395

Il ricorso avverso la sentenza del Consiglio di Stato, con il quale si deduce l'omessa pronuncia su una domanda, può integrare motivo inerente alla giurisdizione, denunciabile ai sensi dell'art. 362 c.p.c., solo se l'omissione è giustificata dalla ritenuta estraneità della domanda alle attribuzioni giurisdizionali del giudice amministrativo, non quando si prospetti come errore "in iudicando" o "in procedendo". (Così statuendo, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso con il quale si lamentava il mancato esame, da parte del Consiglio di Stato, di una questione procedurale, proposta avverso il decreto ministeriale impugnato e concernente la mancanza di impulso da parte degli interessati, la quale era stata dichiarata assorbita dal TAR, che aveva accolto il ricorso per profili di merito, ma poi non vagliata dal Consiglio di Stato che pure, accogliendo l'impugnazione, aveva rigettato il ricorso e confermato il decreto ministeriale opposto).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 ott 2015, n. 19787

Ai sensi dell'art. 382 c.p.c., ed a seguito dell'entrata in vigore delle norme che attuano il principio della "translatio iudicii" - segnatamente l'art. 59 della legge n. 69 del 2009, e l'art. 11 del c.p.a. - la cassazione senza rinvio deve essere disposta esclusivamente quando non solo il giudice adito, ma qualsiasi altro giudice sia privo di giurisdizione sulla domanda, sicché non può farsi luogo a tale tipo di pronuncia tutte le volte in cui il giudice che ha emesso la sentenza cassata sia dotato di "potestas iudicandi" e la motivazione della cassazione sia soltanto l'errata estensione dell'esercizio della giurisdizione stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 nov 2015, n. 23539

La parte che decida di proseguire il processo innanzi al giudice ritenuto (da quello originariamente adito) munito di giurisdizione, con salvezza degli effetti sostanziali e processuali della domanda già proposta, mostra, inequivocamente, di preferire una pronuncia nel merito, con conseguente implicita rinuncia all'impugnazione della declinatoria ancora astrattamente ammissibile (o implicito abbandono di quella eventualmente già intrapresa), senza che possa dolersi del mancato esercizio, ad opera del secondo giudice, della facoltà discrezionale, allo stesso riservata, di sollevare conflitto, mirando la "traslatio iudicii" ex art. 59 della l. n. 69 del 2009 a tutelare l'ordinato svolgimento del processo, unitariamente considerato dalla domanda fino alla sua decisione finale, al fine di garantirne la sua ragionevole durata e di evitarne l'abuso.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 lug 2015, n. 15476

Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale, sindacabile dalle sezioni unite della Corte di cassazione, ove sia censurata l'indebita valutazione dello "ius superveniens" in sede di giudizio di ottemperanza da parte del giudice amministrativo, dovendo quest'ultimo valutare, in vista dell'esatta realizzazione dello scopo del procedimento, le sopravvenienze di diritto e di fatto posteriori al giudicato che ricadono su di esso e ne rendono impossibile la concreta attuazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 mag 2015, n. 9099

La carenza di giurisdizione per illegittima composizione del giudice speciale (nella specie, Sezione del Consiglio di Stato) è ravvisabile solo in caso di alterazione strutturale dell'organo giudicante, per vizio di numero o qualità dei suoi membri, che ne precluda l'identificazione con l'organo delineato dalla legge, mentre la semplice violazione di norme processuali (nella specie, per dedotta incompatibilità dei magistrati) esorbita dai limiti del sindacato delle Sezioni Unite.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 ott 2015, n. 20413

Non incorre in eccesso di potere giurisdizionale, sotto il duplice profilo del radicale stravolgimento delle norme di rito e del diniego di giustizia, la sentenza del Consiglio di Stato che, in una controversia relativa alla tutela di un determinato bene culturale, abbia dichiarato il difetto di legittimazione attiva di un'associazione ambientalista, atteso che l'interpretazione della corrispondente disciplina svolta al riguardo dal giudice speciale rientra "tout court" nell'orbita dei limiti interni della giurisdizione amministrativa, né essendo consentito invocare, sotto le spoglie del denunciato diniego, una diversa interpretazione del tessuto normativo applicabile, così impingendo nel merito della decisione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 apr 2015, n. 8568

(Dichiara inammissibile, Cons. Giust. Reg. Sicilia, 11/03/2013 Il dimezzamento dei termini processuali nelle controversie relative all'affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture, previsto dagli artt. 119 e 120 cod. proc. amm., non riguarda il giudizio in cassazione per motivi di giurisdizione sulle sentenze di secondo grado del giudice amministrativo, in quanto tali norme non vi fanno riferimento, né sussiste una ragione di celerità del rito che consenta di derogare ai fondamentali principi di uguaglianza e difesa nel processo di cassazione

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 31 mar 2015, n. 6493

L'accertamento della responsabilità per danno erariale operato nei confronti del funzionario addetto al servizio finanziario del comune - il quale ha consentito l'inserimento, in taluni capitoli dei bilanci di previsione approvati dal comune di appartenenza, di appostazioni previsionali di entrate sovrastimate o non giustificate da realistici presupposti della loro riscossione, nonché iscritto spese di importo equivalente che l'ente non ha potuto sopportare, con conseguente anticipazione di tesoreria per la parte corrispondente - non integra una violazione dei limiti esterni della giurisdizione della Corte dei conti, non implicando un sindacato nel merito delle scelte discrezionali del funzionario, ma unicamente un controllo sulla legittimità del suo operato in relazione ai compiti a lui specificamente attribuiti dall'art. 153, comma 4, del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 mar 2015, n. 4682

In tema di ricorso per cassazione per motivi di giurisdizione, la prospettata violazione da parte del Consiglio di Stato di una norma procedimentale incidente sul rilievo di giurisdizione (nella specie, con affermazione del giudicato interno implicito sulla giurisdizione) non è violazione di una norma meramente processuale, interna ai limiti della giurisdizione, ma violazione che si sostanzia in una decisione sulla giurisdizione, sindacabile dalle Sezioni Unite.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 feb 2015, n. 2242

In materia di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato, il controllo del limite esterno della giurisdizione - che l'art. 111, ottavo comma, Cost., affida alla Corte di cassazione - non include il sindacato sulle scelte ermeneutiche del giudice amministrativo, suscettibili di comportare errori "in iudicando" o "in procedendo" per contrasto con il diritto dell'Unione europea, salva l'ipotesi, "estrema", in cui l'errore si sia tradotto in una interpretazione delle norme europee di riferimento in contrasto con quelle fornite dalla Corte di Giustizia Europea, sì da precludere l'accesso alla tutela giurisdizionale dinanzi al giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 gen 2015, n. 476

La norma sulla definizione agevolata dei giudizi di responsabilità erariale, di cui all'art. 1, comma 231, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, non è una norma sulla giurisdizione, riguardando una modalità procedimentale interna al giudizio contabile, sicché è inammissibile il ricorso in cassazione per erronea applicazione di quella norma da parte della Corte dei conti, né esso può sollevare questione di legittimità costituzionale della norma stessa, da sollevarsi, invece, nel medesimo giudizio contabile.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 gen 2015, n. 475

La mancanza di una condizione dell'azione (legittimazione o interesse ad agire), rilevata dal giudice amministrativo e posta a fondamento della pronuncia di rigetto, attiene ai vizi dei requisiti intrinseci alla domanda e rientra, pertanto, nell'ambito dei limiti interni della giurisdizione, sicché è inammissibile il ricorso per cassazione che prospetti tale vizio sotto il diverso profilo del difetto di giurisdizione, non trattandosi di una questione di superamento dei limiti esterni della giurisdizione, né potendosi configurare un rifiuto della stessa da parte del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 ott 2014, n. 23072

La decisione della Corte dei conti sulla parificazione del rendiconto generale della regione non è soggetta a ricorso per cassazione, ai sensidell'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., quando i motivi di ricorso non attengano alla giurisdizione, ma alla correttezza del rito applicato dalla Sezione regionale di controllo; ciò a prescindere dalla natura giurisdizionale della funzione di parificazione, affermata nel diritto vivente della giurisprudenza costituzionale, ai sensi dell'art. 40 del r.d. 12 luglio 1934, n. 1214 (richiamato, per le regioni, dall'art. 1 del d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, conv. in legge 7 dicembre 2012, n. 213), secondo il quale la Corte dei conti decide sulla parificazione "con le formalità della sua giurisdizione contenziosa".

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 ott 2014, n. 22951

Non è viziata da eccesso di potere giurisdizionale, censurabile dalle Sezioni Unite, la decisione con la quale la Corte dei conti abbia respinto l'istanza di discarico automatico delle somme iscritte a ruolo, ai sensi dell'art. 19, comma 3, del d.lgs. 13 aprile 1999, n. 112, per aver ritenuto inidonea la comunicazione di inesigibilità trasmessa dal concessionario del servizio di riscossione, atteso che l'interpretazione svolta al riguardo dal giudice speciale, condivisibile o meno, esclude che egli abbia travalicato i limiti esterni della giurisdizione ed invaso la sfera di attribuzioni del legislatore.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 lug 2014, n. 16754

In sede di ricorso per cassazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato pronunciata su impugnazione per revocazione, può sorgere questione di giurisdizione solo con riferimento al potere giurisdizionale in ordine alla statuizione sulla revocazione medesima, restando esclusa la possibilità di mettere in discussione detto potere sulla precedente decisione di merito.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 dic 2014, n. 27341

Non incorre in eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera di attribuzioni riservata al legislatore, la decisione del Consiglio di Stato che, con riguardo alla procedura per la nomina del Presidente dell'Autorità portuale di Cagliari, abbia ritenuto valutabile, insieme con altri titoli e in relazione ai profili dei candidati in comparazione, il possesso del diploma di laurea, ancorché detto titolo non sia espressamente indicato dalla legge, risolvendosi l'intervento giurisdizionale in una attività interpretativa della disciplina applicabile (art. 8 della legge 28 gennaio 1994, n. 54, che si riferisce ad "esperti di massima e qualificata esperienza professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale") quanto ai titoli suscettibili di valutazione, in uno con l'imprescindibile esperienza e pratica professionale, e non in una inammissibile introduzione di un requisito di accesso alla selezione non previsto dalla legge.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 apr 2014, n. 8993

La decisione con cui il Consiglio di Stato - nell'ambito della propria giurisdizione sul contenzioso elettorale, a norma dell'art. 126 del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 - abbia ritenuto di identificare la pronuncia definitiva in ordine alla falsità documentale dell'autenticazione delle firme di accettazione della candidatura alla carica di consigliere regionale in quella resa dal giudice penale a normadell'art. 537, comma 1, cod. proc. pen., piuttosto che in quella adottata dal giudice civile all'esito del procedimento di querela di falso, non risulta affetta da vizio di eccesso di potere giurisdizionale, atteso che, in ipotesi, ricorrerebbe, eventualmente, un errore inerente il modo di esercizio in concreto della giurisdizione, come tale non sindacabile a norma degliartt. 362, primo comma, cod. proc. civ.e 111, ottavo comma, Cost.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 apr 2014, n. 8056

La decisione con cui il Consiglio di Stato non conceda, sull'istanza della parte, un termine per la presentazione della querela di falso innanzi al tribunale ordinario competente, ritenendo - ai sensi dell'art. 77, comma 2, del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 - che la controversia devoluta al proprio esame possa essere decisa indipendentemente dal documento del quale sia stata dedotta la falsità, non integra una ipotesi di rifiuto di giurisdizione ma, eventualmente, un mero "error in procedendo", come tale non sindacabile sotto il profilo dell'eccesso di potere giurisdizionale

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 apr 2014, n. 7847

Non incorre in eccesso di potere giurisdizionale, sindacabile dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione, la decisione della Corte dei conti che, lungi dall'escludere l'astratta proponibilità dell'impugnazione incidentale ove un possibile diverso esito della controversia possa dipendere dall'accoglimento del gravame principale, abbia dichiarato tardivo l'appello incidentale, qualificandolo come autonomo, sull'assunto che l'interesse ad impugnare la decisione non possa essere fatto discendere dall'impugnazione principale essendo state le parti condannate, in primo grado, a pagare solo una quota parte del danno da risarcire, trattandosi di soluzione che può integrare un "error in procedendo", non inerente all'essenza della giurisdizione o allo sconfinamento dei suoi limiti esterni, ma solo al modo in cui è stata esercitata.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 10 mar 2014, n. 5490

L'insindacabilità "nel merito" delle scelte discrezionali compiute dai soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti non comporta che esse siano sottratte ad ogni possibilità di controllo, e segnatamente a quello della conformità alla legge che regola l'attività amministrativa, con la conseguenza che il giudice contabile non viola i limiti esterni della propria giurisdizione quando accerta la mancanza di tale conformità. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha escluso che fosse affetta dal vizio di eccesso di potere giurisdizionale la decisione con cui la Corte dei conti aveva ravvisato un'ipotesi di responsabilità per danno erariale a carico di un Rettore universitario per avere pattuito - nello stipulare un contratto di diritto privato per il conferimento dell'incarico di direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria - un compenso annuo e una indennità di risultato in violazione del limite stabilito - ai sensi dell'art. 3, comma 6, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 - dall'art. 1 del d.p.c.m. 19 luglio 1995 n. 502, come modificato dall'art. 1 del d.p.c.m. 31 maggio 2001, n. 319).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 feb 2014, n. 3200

E inammissibile il ricorso per cassazione per motivi inerenti la giurisdizione ai sensidell'art. 111, ultimo comma, Cost., avverso la sentenza resa dal Consiglio di Stato in relazione alla richiesta di revocazione di una decisione dallo stesso pronunciata, in quanto il ricorso straordinario exart. 111, ottavo comma, Cost., e il ricorso per revocazione costituiscono rimedi concorrenti, esperibili solo contro la decisione di merito, traducendosi, una diversa soluzione, in una indebita protrazione dei termini per l'impugnazione straordinaria.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 mag 2014, n. 10414

In tema di ricorso straordinario al Capo dello Stato, la parte ricorrente che abbia allegato, come indefettibile presupposto della sua domanda, la giurisdizione del giudice amministrativo, senza che l'intimato abbia esercitato l'opposizione ex art. 48 cod. proc. amm., né abbia contestato la sussistenza di tale presupposto, eventualmente proponendo regolamento preventivo di giurisdizione, non può proporre ricorso per cassazione ex art. 111, comma 8, Cost. e art. 362 cod. proc. civ. avverso il decreto del Presidente della Repubblica che abbia deciso il ricorso su conforme parere del Consiglio di Stato reso sull'implicito - o esplicito - presupposto della sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo allegato dalla parte stessa, sul punto non soccombente.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 lug 2014, n. 16239

In tema di appalto di opere pubbliche, il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni della commissione di gara in sede di verifica dell'anomalia di un'offerta non configura eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento, non attenendo tale controllo al merito dell'azione amministrativa, ma all'esercizio di discrezionalità tecnica (cfr. Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, sentenza n. 8 del 2014).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 10 feb 2014, n. 2910

Le norme che disciplinano il risarcimento del danno da atti illegittimi della P.A. non si applicano, né possono venire in applicazione, in via immediata, in sede di sindacato sulla giurisdizione e sulla effettività della tutela giurisdizionale, esercitato dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione ai sensi dell'art. 111, ottavo comma, Cost. Ne consegue che difetta di rilevanza la richiesta, avanzata in tale sede, di sollevare rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione europea (ai sensi dell'art. 267, comma 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea), relativamente al mancato assoggettamento al sindacato della Corte di cassazione delle decisioni rese dal giudice amministrativo in applicazione delle norme suddette.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 feb 2014, n. 2397

Appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e costituisce controversia individuale di lavoro, ex art. 409 cod. proc. civ., la domanda proposta da un dipendente pubblico - il cui rapporto risulti, "ratione temporis", contrattualizzato - diretta a far valere, nei confronti del proprio datore di lavoro, il diritto di accedere a taluni documenti del proprio fascicolo personale, poiché mira a tutelare una situazione soggettiva che trova la sua fonte nel rapporto di lavoro e non la pretesa, spettante a qualsiasi interessato, di conseguire l'accesso a documenti amministrativi che lo riguardino, con la conseguenza che la stessa resta sottratta all'operatività sia dell'art. 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (che devolve al giudice amministrativo la cognizione delle controversie relative alla tutela del diritto di accesso da parte di chiunque vi abbia interesse), sia dell'art. 152, comma 13, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, secondo cui le controversie in materia di trattamento di dati personali sono definite dall'autorità giudiziaria ordinaria con sentenza ricorribile solo per cassazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 feb 2014, n. 2403

In materia di impugnazione delle sentenze del Consiglio di Stato, il controllo del rispetto del limite esterno della giurisdizione - che l'art. 111, ultimo comma, Cost. affida alla Corte di cassazione - non include anche una funzione di verifica finale della conformità di quelle decisioni al diritto dell'Unione europea, neppure sotto il profilo dell'osservanza dell'obbligo di rinvio pregiudiziale ex art. 267, terzo comma, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dovendosi tener conto, da un lato, che nel plesso della giurisdizione amministrativa spetta al Consiglio di Stato - quale giudice di ultima istanza - garantire, nello specifico ordinamento di settore, la conformità del diritto interno a quello dell'Unione, se del caso avvalendosi dello strumento del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione europea, mentre, per contro, l'ordinamento nazionale contempla - per reagire ad una lesione del principio di effettività della tutela, conseguente ad una decisione del giudice amministrativo assunta in pregiudizio di situazioni giuridiche soggettive protette dal diritto dell'Unione - altri strumenti di tutela, attivabili a fronte di una violazione del diritto comunitario che sia grave e manifesta.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 feb 2014, n. 2289

Non incorre in un rifiuto di giurisdizione o diniego di giustizia, sindacabile dalla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., la decisione con cui il Consiglio di Stato, in sede di giudizio di ottemperanza, a conferma della pronuncia di primo grado, rigetti la pretesa del ricorrente relativa alla mancata attribuzione, nella graduatoria relativa al conferimento di un incarico di direzione e coordinamento, di un punteggio aggiuntivo in relazione a titoli non contemplati nella sentenza in esecuzione, nonché al mancato ulteriore riconoscimento della partecipazione a commissioni istituzionali, essendosi in tal modo il giudice amministrativo correttamente limitato ad interpretare il giudicato sulla base degli elementi interni allo stesso, senza effettuarne alcuna integrazione e senza, perciò, esorbitare dalla cognizione propria del giudizio di ottemperanza.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 gen 2014, n. 1013

Il sindacato di legittimità del giudice amministrativo sui provvedimenti dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato comporta la verifica diretta dei fatti posti a fondamento del provvedimento impugnato e si estende anche ai profili tecnici, il cui esame sia necessario per giudicarne della legittimità, salvo non includano valutazioni ed apprezzamenti che presentano un oggettivo margine di opinabilità (come nel caso della definizione di mercato rilevante nell'accertamento di intese restrittive della concorrenza), nel qual caso il sindacato, oltre che in un controllo di ragionevolezza, logicità e coerenza della motivazione del provvedimento impugnato, è limitato alla verifica della non esorbitanza dai suddetti margini di opinabilità, non potendo il giudice sostituire il proprio apprezzamento a quello dell' Autorità Garante.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 gen 2014, n. 774

Non è affetta dal vizio di eccesso di potere giurisdizionale la decisione con cui il giudice amministrativo interpreti le clausole di una convenzione urbanistica alla luce delle regole di buona fede e correttezza che soprassiedono alle fasi di formazione, conclusione ed esecuzione della convenzione, essendo alla stessa applicabili i comuni principi dell'ermeneutica contrattuale, sebbene si tratti un accordo destinato a disciplinare gli obblighi e le facoltà incombenti alla parte pubblica e privata in connessione con l'esercizio di potestà autoritative da parte della prima. (Nel caso di specie, il Consiglio di Stato, nel rilevare che la convenzione, intervenuta tra un Comune ed una società concessionaria di opere viarie, limitava la scelta del primo a tre differenti opzioni di allacciamento e collegamento alla viabilità generale, senza prevedere obblighi aggiuntivi eccedenti i collegamenti con la viabilità generale già esistente, ha ritenuto non conforme a buona fede la successiva imposizione, da parte dell'ente comunale, dell'obbligo di allestire un tronco di un nuovo asse di viabilità sovracomunale, "extra-comparto", non previsto nella convenzione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 ott 2013, n. 24470

Qualora, in presenza di richieste di annullamento di atti amministrativi per una molteplicità di vizi di legittimità ad essi imputati, il giudice abbia accolto tali domande ed annullato quegli atti, spiegando in motivazione di avere riscontrato solo alcuni dei vizi denunciati, peraltro sufficienti a provocare la pronuncia di annullamento, non è ravvisabile una soccombenza parziale di chi proprio l'annullamento aveva richiesto, rivelandosi, quindi, inammissibile, per carenza di un elemento essenziale dell'interesse dal quale deve essere sorretta, l'impugnazione della sentenza dallo stesso proposta. (Così statuendo, la S.C. ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto da alcune società esercenti il trasporto turistico in Roma avverso la sentenza del Consiglio di Stato reiettiva, sebbene con motivazione parzialmente diversa da quella adottata in primo grado, della impugnazione proposta dal sindaco della stessa città, nella duplice indicata qualità, contro la sentenza del TAR Lazio che, su istanza delle menzionate società, aveva annullato sia le misure di contingentamento degli automezzi ammessi a circolare nell'area urbana, sia l'indizione della gara per il rilascio di nuove autorizzazioni all'esercizio del servizio di trasporto turistico con decadenza di quelle già concesse).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 nov 2013, n. 25037

Non è configurabile l'eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento nella sfera del merito riservata alla P.A., sindacabile dalla Corte di cassazione e ravvisabile qualora il giudice contabile, eccedendo i limiti del riscontro di legittimità dell'azione amministrativa sotto il profilo della compatibilità delle scelte effettuate con i fini, da ispirarsi a criteri di economicità ed efficacia, dell'ente pubblico, ne compia una valutazione di opportunità o di mera non condivisione, nella decisione della Corte dei Conti che, nel verificare se il conferimento di un incarico dirigenziale rispondesse a quanto dettagliatamente previsto dall'art. 19, sesto comma, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, si sia limitata a negare che il soggetto incaricato fosse in possesso dei titoli richiesti, così doverosamente accertando fatti rilevanti ai fini dell'applicazione dell'anzidetta norma di legge.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 ott 2013, n. 24150

La mera prospettazione della questione di giurisdizione, contenuta nel ricorso avverso la decisione della Corte dei Conti che, in grado di appello, abbia inammissibilmente rilevato di ufficio il difetto della giurisdizione implicitamente affermata dalla sentenza di primo grado, consente alle Sezioni Unite della Corte di cassazione di determinare il giudice munito di "potestas iudicandi" anche accertando il solo consolidamento in capo a quel giudice di un tale potere per effetto della formazione a suo beneficio di un giudicato implicito sulla relativa attribuzione, e quindi senza che venga statuita la cogenza di quest'ultima alla stregua del quadro normativo, trovando, così, la conseguente pronuncia rescindente di quella indebita declinatoria fondamento nella violazione non già delle regole del riparto dei poteri giurisdizionali, ma di quelle processuali dirette a disciplinare l'adozione delle statuizioni sulla spettanza dei poteri stessi.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 lug 2013, n. 17660

Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni della Corte dei conti in sede giurisdizionale non investe un eventuale "error in iudicando", essendo circoscritto al controllo dell'eventuale violazione dei limiti esterni della giurisdizione del giudice contabile, ovvero all'esistenza dei vizi che attengono all'essenza della funzione giurisdizionale, senza estendersi al modo del suo esercizio. (Fattispecie relativa ad omesso rilievo della prescrizione dell'azione erariale).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 set 2013, n. 20358

Le controversie fra enti locali e loro dipendenti relative a trattamenti supplementari di fine servizio, dovuti da tali enti in virtù di un'obbligazione autonomamente assunta (nell'ambito di una previdenza interna di carattere aziendale) e fatti salvi - per il personale in servizio alla data del 1 marzo 1966 - dall'art. 17 della legge 8 marzo 1968, n. 152, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, attenendo a prestazioni, di contenuto genericamente previdenziale, che ineriscono strettamente al rapporto di pubblico impiego e che non hanno la medesima natura del trattamento di fine servizio corrisposto dall'I.N.A.D.E.L., tenuto anche conto che la riduzione dei predetti trattamenti supplementari prevista dallo stesso art. 17 della citata legge (in misura pari all'ammontare dell'aumento da questa apportato al trattamento corrisposto dall'I.N.A.D.E.L.) deriva dal carattere integrativo proprio di tali trattamenti. (Fattispecie relativa a rapporti di lavoro cessati anteriormente al 30 giugno 1998).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 dic 2013, n. 27847

In ipotesi di ricusazione del giudice amministrativo, l'applicazione dell'art. 18, comma 4, del codice del processo amministrativo - che consente che il collegio investito della controversia possa disporre la prosecuzione del giudizio se ad un sommario esame ritenga l'istanza inammissibile o manifestamente infondata - appartiene alle regole del processo amministrativo, sicché sono configurabili solo eventuali "errores in procedendo" che non ridondano in possibili vizi di giurisdizione censurabili con ricorso per cassazione exart. 362, primo comma, cod. proc. civ., salvo che non risulti la mancata (o meramente apparente o abnorme) applicazione di tali regole processuali, che, invece, integra un vizio deducibile sotto il profilo dell'eccesso di potere giurisdizionale per violazione dei limiti esterni della giurisdizione stessa. (nella specie, il giudizio amministrativo, avente ad oggetto la legittimità della procedura concorsuale di nomina a consigliere di stato, era stato definito con sentenza nonostante la ricusazione di tutti i componenti del collegio perché consiglieri di stato al pari dei controinteressati e, dunque, per asserito difetto di terzietà; la s.c., nel rigettare il ricorso, ha affermato il principio su esteso)

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 ott 2013, n. 24468

In tema di sindacato delle Sezioni Unite sulle decisioni del Consiglio di Stato per motivi inerenti alla giurisdizione, è configurabile l'eccesso di potere giurisdizionale con riferimento alle regole del processo amministrativo solo nel caso di radicale stravolgimento delle norme di rito, tale da implicare un evidente diniego di giustizia e non già nel caso di mero dissenso del ricorrente nell'interpretazione della legge. (Nella specie, il ricorrente, revocato dalla provvisoria aggiudicazione del servizio di riscossione tributi per sua inaffidabilità desumibile da un precedente rapporto, aveva lamentato che il Consiglio di Stato non si fosse limitato alla mera verifica della sufficienza della motivazione di tale revoca, ma ne aveva operato una vera e propria integrazione nel ritenere sussistente il presupposto di cui all'art. 38, lett. "f", del d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163, così travalicando i confini della giurisdizione operando apprezzamenti discrezionali riservati alla pubblica amministrazione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 10 set 2013, n. 20698

Non sussiste giudicato implicito sulla giurisdizione allorché l'interesse a sollevare l'eccezione del difetto di giurisdizione, nella specie per aver invaso la sfera delle attribuzioni riservate al legislatore, annullando una norma regolamentare diventata primaria in forza di rinvio recettizio, sorga sulla base del percorso decisionale in concreto adottato dal giudice in grado di appello.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 set 2013, n. 20590

Non incorre in eccesso di potere giurisdizionale, sindacabile dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione, la decisione del Consiglio di Stato di rigetto della domanda che sia fondata sulla valutazione della spettanza, a detto giudice, di un sindacato di sola legittimità e non esclusivo (nella specie, in materia di provvedimenti interdittivi antimafia adottati dall'autorità prefettizia), trattandosi di questione che attiene esclusivamente alle caratteristiche del sindacato e non integra un'ipotesi di rifiuto di giurisdizione per l'affermata estraneità della domanda alle attribuzioni giurisdizionali del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 set 2013, n. 20569

In tema di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, a seguito del mutamento del quadro normativo attuato con l'art. 69 della legge 18 giugno 2009, n. 69, e con l'art. 7 del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, la decisione presidenziale conforme al parere del Consiglio di Stato ripete dal parere stesso la natura di atto giurisdizionale in senso sostanziale. Ne consegue che solo rispetto ai decreti emanati successivamente a tale innovazione legislativa va riconosciuta l'idoneità alla formazione del giudicato, senza che tale soluzione, in quanto fondata sulle nuove norme ordinarie, possa essere valutata quale "overruling" interpretativo rispetto ai precedenti orientamenti della giurisprudenza.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 set 2013, n. 20565

Il rigetto della domanda proposta per ottenere l'ottemperanza di un giudicato amministrativo, ove sia fondato sulla valutazione dell'inesistenza di un contrasto tra la decisione di cui si chiede l'osservanza e il successivo provvedimento dell'amministrazione reiterativo della misura, non incide sui limiti esterni della giurisdizione trattandosi di un possibile esito naturale del giudizio. (Nella specie, il ricorrente aveva ottenuto una sentenza, passata in giudicato, per l'utilizzo nella terapia dal medesimo ideata della sostanza "benfluorex", per cui, a fronte della reiterazione del divieto disposto dall'amministrazione, aveva adito il giudice amministrativo in sede di ottemperanza, ottenendo, peraltro, un diniego in quanto la rinnovata misura era stata adottata sulla base di nuovi elementi).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 lug 2013, n. 16886

La Corte di Giustizia Europea, nell'esercizio del potere di interpretazione di cui all'art. 234 del Trattato istitutivo della Comunità economica europea, non opera come giudice del caso concreto, bensì come interprete di disposizioni ritenute rilevanti ai fini del decidere da parte del giudice nazionale, in capo al quale permane in via esclusiva la funzione giurisdizionale. Ne consegue che il mancato rinvio pregiudiziale da parte del Consiglio di Stato alla Corte di giustizia del Lussemburgo, non configurando una questione attinente allo sconfinamento dalla giurisdizione del giudice amministrativo, rende inammissibile il ricorso per cassazione avverso la decisione di detto Consiglio.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 10 set 2013, n. 20696

In tema di giurisdizione, qualora le Sezioni Unite abbiano disposto, con la declaratoria di giurisdizione, un nuovo giudizio di merito, resta precluso al giudice del rinvio (nella specie, la Corte dei conti, sez. distaccata di Palermo) sindacare "ex novo" l'ammissibilità della domanda, realizzandosi, diversamente, un'ipotesi di diniego di giurisdizione. (Nella specie, relativa ad una azione di risarcimento per i danni arrecati ad una società per azioni a partecipazione pubblica, le S.U. - pur affermando la giurisdizione ordinaria con riguardo ai danni sofferti direttamente dalla società in quanto soggetto privato - avevano ugualmente ritenuto la giurisdizione del giudice contabile in merito alla domanda, proposta in via alternativa, di risarcimento dei danni provocati alla Regione Sicilia per effetto del voto espresso nell'assemblea dal socio pubblico; il giudice del rinvio, peraltro, aveva dichiarato inammissibile tale domanda per difetto di interesse attesa la declinatoria di difetto di giurisdizione sull'altra domanda, già oggetto dell'appello principale; le S.U., in applicazione del principio di cui alla massima, hanno cassato la decisione).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 29 lug 2013, n. 18189

La questione relativa all'attribuzione al giudice ordinario penale o civile della "potestas iudicandi" su di una determinata controversia non pone un problema di riparto di giurisdizione, cioè di delimitazione della giurisdizione ordinaria nei confronti di quella amministrativa o speciale, ma investe la suddivisione delle competenze tra diversi giudici ugualmente esercitanti la giurisdizione ordinaria. (Così statuendo, la S.C. ha dichiarato inammissibile, ove qualificato come regolamento di giurisdizione, il ricorso proposto avverso alcune ordinanze cautelari, con cui l'adito giudice civile aveva ritenuto inammissibili le domande, con le quali l'istante aveva invocato l'adozione di provvedimenti necessari a consentirgli di difendersi personalmente in un giudizio penale pendente a suo carico, dopo che analoga pretesa era stata disattesa dal giudice di quest'ultimo).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 10 giu 2013, n. 14503

La tutela cautelare exart. 700 cod. proc. civ.è inammissibile nel giudizio di legittimità, poiché il relativo provvedimento, strumentale e provvisorio, in quanto diretto ad evitare che la futura pronuncia del giudice possa rimanere pregiudicata dal tempo necessario per ottenerla, è destinato a perdere efficacia a seguito della decisione resa nel giudizio di merito, nella quale rimane assorbito, così esaurendo la sua funzione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 mag 2013, n. 12107

Qualora una Regione, nell'esercizio dei suoi poteri istituzionali di organizzazione del servizio sanitario, e con provvedimento amministrativo mai impugnato, abbia istituito un nuovo servizio (nella specie, quello di "ortodognatodonzia infantile", del tutto distinto da quello di odontoiatria), prevedendo determinati requisiti per il conferimento dell'incarico (nella specie, l'abilitazione specialistica in "ortognatodonzia", oppure l'iscrizione all'ultimo anno della relativa scuola di specializzazione), rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia sulla domanda di un professionista (nella specie, odontoiatra), già in rapporto convenzionato con la medesima Regione, di adibizione alle nuove prestazioni, venendo in rilievo non l'ampliamento delle mansioni collaborative derivanti dal rapporto già in corso, quanto la pretesa di instaurare un ulteriore rapporto di collaborazione, nell'ambito del servizio di nuova istituzione, con conseguente configurabilità di una posizione di interesse legittimo a partecipare alla relativa procedura concorsuale.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 mag 2013, n. 11347

Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale in danno del legislatore, sindacabile dalla Corte di cassazione ai sensidell'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., in relazione alla decisione del giudice amministrativo che, nell'esercizio del suo compito di rinvenimento della "regula iuris" applicabile, interpreti estensivamente, ai fini dell'individuazione del "quorum" occorrente per l'elezione del presidente del consiglio comunale, l'ambito di operatività della delega demandata dagli artt. 38 e 42 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, alle norme regolamentari contenute nello statuto e nel regolamento del comune.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 lug 2013, n. 16883

Non avendo l'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69 coperto l'intero arco delle situazioni processuali provocate da una dichiarazione di difetto di giurisdizione (tanto da non avere determinato l'abrogazione dell'art. 362 cod. proc. civ.), nel caso in cui il giudice adito all'esito di una pronuncia declinatoria della giurisdizione dichiari, a sua volta, il proprio difetto di giurisdizione, mancando di sottoporre la relativa questione alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, resta ferma la possibilità di far valere, in ogni tempo, il conflitto reale negativo di giurisdizione ai sensi dell'art. 362, secondo comma, numero 1), cod. proc. civ., a prescindere dalla circostanza che una delle due sentenze sia passata in giudicato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 apr 2013, n. 9690

Ai fini dell'ammissibilità del ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione, ai sensi degli artt. 360, primo comma, n. 1, e 362 cod. proc. civ., non è necessaria la specifica indicazione delle norme violate o erroneamente applicate dal giudice, essendo sufficiente la deduzione, nella parte motiva, dei principi relativi al riparto di giurisdizione di cui si denunci il malgoverno.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 apr 2013, n. 9689

E infondato il ricorso per cassazione avverso una decisione del Consiglio di Stato, con cui si deduca l'eccesso dai limiti della relativa giurisdizione e l'invasione della giurisdizione del giudice ordinario, in relazione all'impugnativa di una delibera del consiglio comunale che aveva disposto di procedere alla vendita a trattativa privata di un immobile, facente parte del patrimonio disponibile dell'ente territoriale, spettando proprio al giudice amministrativo il compito di stabilire la legittimità dell'adottato metodo di scelta del contraente e del mancato utilizzo dei procedimenti di evidenza pubblica.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 apr 2013, n. 9688

In tema di impugnazioni delle sentenze del Consiglio di Stato, qualora la parte proponga, avverso la stessa decisione, due distinti e tempestivi ricorsi, il secondo dei quali di contenuto identico al primo e quest'ultimo risulti, anche alla stregua della documentazione "ex"art. 372 cod. proc. civ.allegata al secondo, utilmente proposto, ne consegue, stante il principio di consumazione dell'impugnazione, la inammissibilità del secondo ricorso, ferma restandone la sua limitata valenza di produzione documentale agli effetti della citata norma.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 apr 2013, n. 9687

L'acquiescenza alla sentenza impugnata, con conseguente sopravvenuta carenza d'interesse della parte all'impugnazione proposta, consiste nell'accettazione della decisione, e quindi nella manifestazione di volontà del soccombente di rinunciare a tale impugnazione, la quale può avvenire in forma espressa o tacita, potendo, tuttavia, in quest'ultimo caso ritenersi sussistente solo qualora l'interessato abbia posto in essere atti dai quali emerga, in maniera precisa ed univoca, il suo proposito di non contrastare gli effetti giuridici della pronuncia, e cioè quando gli atti stessi siano assolutamente incompatibili con la volontà di avvalersi dell'impugnazione. (Nella specie, la S.C., disattendendo la corrispondente eccezione, ha ritenuto che non costituisse manifestazione univoca della volontà di rinunciare alla proposta impugnazione di una sentenza del Consiglio di Stato - che aveva annullato un decreto di stato di emergenza - un comportamento meramente negativo consistito nell'omessa emanazione, ad opera delle autorità ricorrenti, di atti diretti a prolungare lo stato medesimo).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 mag 2013, n. 12102

È inammissibile il ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione proposto avverso una decisione della Corte dei conti, volto a censurare la violazione della disposizione contenuta nell'art. 2 del d. lgs. 19 novembre 2004, n. 286, in tema di riordino dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema dell'istruzione, nonché ad addebitare al giudice contabile di aver compiuto apprezzamenti discrezionali dell'interesse pubblico perseguito dal medesimo istituto, e, infine, a denunciare l'inosservanza del dovere di motivazione in ordine ai criteri adottati per la determinazione del danno erariale, trattandosi di questioni attinenti all'esercizio del potere giurisdizionale da parte della Corte dei conti, estranee al controllo ed al superamento dei limiti esterni della giurisdizione stessa, ovvero di verifiche comunque spettanti allo stesso giudice contabile circa la compatibilità delle scelte amministrative con i fini dell'ente pubblico.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 apr 2013, n. 8363

È inammissibile il ricorso per cassazione contro la decisione del Consiglio di Stato con cui, pur dichiarandosi irricevibile per tardività il proposto appello, sia stata tuttavia rigettata l'eccezione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo proposta per la prima volta con l'atto di impugnazione, essendosi formato un giudicato interno in ordine della giurisdizione, non più contestabile neppure ai sensi degliartt. 111, ultimo comma, Cost., e 362, primo comma, cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mar 2013, n. 7929

Poiché il vigente sistema di sindacato "incidentale" di costituzionalità attribuisce a qualunque "autorità giurisdizionale", innanzi a cui sia sollevata la relativa eccezione, il potere di respingerla "per manifesta irrilevanza o infondatezza", è inammissibile il ricorso per cassazione avverso una decisione del Consiglio di Stato con cui si censuri il concreto esercizio di un siffatto potere da parte del giudice amministrativo - con riferimento a disposizioni concernenti, peraltro, non la giurisdizione ma la disciplina sostanziale dei rapporti innanzi a questo dedotti - non potendo, per definizione, integrare, quell'esercizio, un vizio di eccesso di potere giurisdizionale sindacabile dalla Suprema Corte alla stregua degliartt. 111, ottavo comma, Cost.e 362, primo comma, cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 set 2013, n. 21586

Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, sindacabile dalla Corte di cassazione, in presenza di una decisione del Consiglio di Stato che nell'interpretare l'art. 161, comma 4, del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 - attributivo al Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche (COVIRI) della facoltà di impartire prescrizioni sulla necessità di modificare le clausole contrattuali e gli atti che regolavano i rapporti tra le autorità d'ambito e i gestori - abbia ritenuto che la norma legittimasse, sotto il profilo della legalità/tipicità/nominatività dei provvedimenti amministrativi, la delibera del COVIRI con cui era stato ordinato il recupero delle somme oggetto della transazione intervenuta tra le parti, non ravvisandosi in tale decisione alcun indebito sindacato della citata transazione, né, a maggior ragione, l'annullamento del contenuto della stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 mar 2013, n. 6082

Il ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione avverso decisione del Consiglio di Stato, ai sensidell'art. 111, ottavo comma, Cost., deve essere notificato nel domicilio eletto per il giudizio davanti al giudice amministrativo, trovando applicazione il principio generale, operante per qualsiasi impugnazione, di cuiall'art. 330, primo comma, cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 08 feb 2013, n. 3037

Il ricorso col quale venga denunciato un rifiuto di giurisdizione da parte del giudice amministrativo rientra fra i motivi attinenti alla giurisdizione, ai sensidell'art. 362 cod. proc. civ., soltanto se il rifiuto sia stato determinato dall'affermata estraneità alle attribuzioni giurisdizionali dello stesso giudice della domanda, che non possa essere da lui conosciuta. Ne consegue che è inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso decisione del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, con cui sia stata dichiarata l'inammissibilità della revocazione di una sentenza, sotto il profilo che l'errore censurato non ricadesse sui fatti prospettati dalle parti, essendo, piuttosto, imputabile ad un'inadeguata valutazione del collegio giudicante, in quanto il diniego di tutela risulta intervenuto non già in ragione di un ravvisato ostacolo alla conoscibilità della domanda, ma per effetto di interpretazione di norme invocate a sostegno della pretesa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 gen 2013, n. 299

La sentenza d'appello della Corte dei conti, che riforma la declaratoria d'inammissibilità dell'azione di responsabilità contabile e rimette al giudice di primo grado per la decisione di merito, non è immediatamente impugnabile con ricorso in cassazione per motivi di giurisdizione, poiché non definisce, neppure parzialmente, il giudizio nel merito, ai sensi del terzo commadell'art. 360 cod. proc. civ., come modificato dall'art. 2 del d.lgs. n. 40 del 2006.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 gen 2013, n. 300

La violazione del giudicato esterno (nella specie, giudicato penale) non può essere dedotta come motivo di ricorso alle Sezioni unite della Corte di cassazione avverso le decisioni del giudice amministrativo in grado di appello (nella specie, Consiglio di giustizia amministrativa della regione Sicilia), trattandosi di doglianza che attiene ad un "error in iudicando" e non al superamento dei limiti esterni della giurisdizione amministrativa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 gen 2013, n. 150

È ammissibile il ricorso per conflitto negativo di giurisdizione nell'ipotesi in cui il giudice ordinario ed il giudice amministrativo abbiano entrambi negato con sentenza la propria giurisdizione sulla medesima controversia, pur senza sollevare essi stessi d'ufficio il conflitto, essendosi in presenza non di un conflitto virtuale di giurisdizione (risolvibile con istanza di regolamento preventivo, exart. 41 cod. proc. civ.), ma di un conflitto reale negativo di giurisdizione, denunciabile alle sezioni unite della Corte di cassazione, ai sensidell'art. 362, comma secondo, n. 1, cod. proc. civ., in ogni tempo e, quindi, indipendentemente dalla circostanza che una delle due pronunce in contrasto sia passata in giudicato. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto sussistente il denunciato conflitto, malgrado la parziale diversità del "petitum" formale delle cause esaminate, ravvisando in queste ultime la medesima "causa petendi" e giudicando tra loro incompatibili la statuizione del tribunale amministrativo, che aveva affermato la configurabilità, almeno in astratto, del diritto soggettivo di una società concessionaria per la diffusione televisiva locale ad ottenere i benefici contemplati dall'art. 23, terzo comma, della legge 6 agosto 1990, n. 223, e quella della corte di appello che aveva, invece, qualificato la posizione della medesima concessionaria in termini di interesse legittimo).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 dic 2012, n. 23464

In tema di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, non viola i limiti esterni della giurisdizione amministrativa e non è, quindi, impugnabile per cassazione il decreto presidenziale emesso in conformità al parere del Consiglio di Stato in materia di pubblico impiego non contrattualizzato. (Nella specie, applicando il principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso del Consiglio Superiore della Magistratura per la cassazione del decreto presidenziale che, recependo il parere del Consiglio di Stato, aveva annullato la delibera di revoca della dispensa dal servizio di un magistrato per motivi di salute).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 dic 2012, n. 22784

In tema di sindacato della Corte di cassazione sulle decisioni giurisdizionali del Consiglio di Stato, l'eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera di attribuzioni riservata al legislatore è configurabile solo qualora il giudice speciale abbia applicato non la norma esistente, ma una norma da lui creata, esercitando un'attività di produzione normativa che non gli compete. L'ipotesi non ricorre quando il Consiglio di Stato si sia attenuto al compito interpretativo che gli è proprio, ricercando la "voluntas legis" applicabile nel caso concreto, anche se questa abbia desunto non dal tenore letterale delle singole disposizioni, ma dalla "ratio" che il loro coordinamento sistematico disvela, tale operazione ermeneutica potendo dare luogo, tutt'al più, ad un "error in iudicando", non alla violazione dei limiti esterni della giurisdizione speciale.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 nov 2012, n. 20728

In tema di giudizi di responsabilità amministrativa, poiché l'amministrazione, in via generale, deve provvedere ai suoi compiti con mezzi, organizzazione e personale propri, la Corte dei conti può valutare se gli strumenti scelti dagli amministratori pubblici siano adeguati oppure esorbitanti ed estranei rispetto al fine pubblico da perseguire; inoltre, la verifica della legittimità dell'attività amministrativa non può prescindere dalla valutazione del rapporto tra gli obiettivi conseguiti e i costi sostenuti. Ne consegue che non viola i limiti esterni della giurisdizione contabile, né quelli relativi alla riserva di amministrazione, la pronuncia con la quale la Corte dei conti ritenga illegittimo il ricorso ad incarichi esterni in assenza dei presupposti previsti dalla legge. (Nel caso di specie, l'assessorato alla sanità della regione Sicilia aveva impegnato 98.400 euro per un progetto relativo ad una campagna pubblicitaria sull'influenza aviaria, assolutamente privo di originalità, in quanto copiato da siti "web" e mancante di qualsiasi legame con la realtà dell'isola).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 nov 2012, n. 20727

Il ricorso per cassazione contro la decisione del Consiglio di Stato, con la quale sia stato ritenuto precluso l'esame della questione di giurisdizione, reiterata con l'appello, sul presupposto della formazione del giudicato sul punto - dovuto alla mancata impugnazione della sentenza del giudice ordinario di primo grado, che aveva declinato la propria giurisdizione in favore di quello amministrativo - è da considerare proposto per motivi inerenti alla giurisdizione, in base agli artt. 111, ultimo comma, Cost., e 362, primo comma, cod. proc. civ., e perciò ammissibile, spettando alla Corte di cassazione non soltanto il giudizio vertente sull'interpretazione della norma attributiva della giurisdizione, ma anche il sindacato sull'applicazione delle disposizioni, non meramente processuali, che regolano il rilievo del difetto di giurisdizione, nonché di quelle correlate attinenti al sistema delle impugnazioni.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 26 apr 2013, n. 10060

Il provvedimento con cui il Consiglio di Stato, in sede di giudizio di ottemperanza, ordini l'integrazione del contraddittorio nei confronti di altro soggetto, avendo natura meramente interlocutoria, non è sindacabile con il ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 ott 2012, n. 17936

Non è configurabile un eccesso di potere giurisdizionale del giudice amministrativo, sindacabile dalle sezioni unite della Corte di cassazione, in ipotesi di declaratoria di nullità del provvedimento emesso dal commissario "ad acta", operata dal Consiglio di Stato all'esito del giudizio di ottemperanza, non implicando la stessa, indipendentemente dalla correttezza dell'"iter" procedurale che l'abbia preceduta, un indebito sconfinamento dei poteri di merito, consentiti dall'art. 134, primo comma, lettera a, del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, nella sfera delle attribuzioni riservate alla P.A. o ad un giudice diverso da quello amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 ott 2012, n. 17842

Non incorre in eccesso di potere giurisdizionale, sindacabile dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione, la decisione del Consiglio di Stato la quale, in sede di giudizio di ottemperanza, dichiari inefficace il contratto la cui aggiudicazione sia stata annullata dal giudicato da ottemperare, atteso che in nessun caso la P.A. potrebbe essa stessa dichiarare inefficace il contratto, tale misura essendo rimessa al giudice amministrativo, mentre l'attinenza della declaratoria di inefficacia alla competenza del giudice della cognizione o del giudice dell'ottemperanza implica un'interpretazione delle norme processuali, che non eccede il potere assegnato al giudice dell'ottemperanza.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 ott 2012, n. 16849

Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni della Corte dei conti in sede giurisdizionale è circoscritto al controllo dell'eventuale violazione dei limiti esterni della giurisdizione contabile e non si estende alla verifica di "error in procedendo", qual è il difetto di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 set 2012, n. 15428

In tema di sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni del Consiglio di Stato per motivi inerenti alla giurisdizione, è configurabile l'eccesso di potere giurisdizionale con riferimento alle regole del processo amministrativo solo nel caso di radicale stravolgimento delle norme di rito, tale da implicare un evidente diniego di giustizia. Ne consegue che non è affetta da eccesso di potere giurisdizionale la pronuncia del Consiglio di Stato, della quale sia denunciata l'irritualità per mancato rispetto del termine di almeno venti giorni dall'ultima notificazione del ricorso, prescritto dall'art. 60 del d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104 (codice del processo amministrativo), in relazione alla convocazione in camera di consiglio per la decisione sulla richiesta di sospensiva della sentenza appellata, ove il collegio, sentite sul punto le parti costituite e senza alcuna opposizione di queste, abbia poi definito, in sede camerale, tutto il giudizio introdotto con l'atto d'appello mediante sentenza in forma semplificata.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 lug 2012, n. 12607

Anche a seguito dell'inserimento della garanzia del giusto processo nella nuova formulazionedell'art. 111 Cost., restano esclusi dal sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni rese dal Consiglio di Stato, di cuiall'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., gli "errores in procedendo" non riconducibili ai limiti esterni della giurisdizione. Ne consegue che non dà luogo a questione attinente alla giurisdizione la censura relativa ad una pretesa carenza di "potestas iudicandi" del giudice amministrativo, il quale, proposta domanda di ricusazione contro alcuni dei componenti del collegio, aveva disposto la prosecuzione del giudizio, agli effetti dell' art. 18, comma quarto, del d.lgs. 2 luglio 2010 n. 104 (codice del processo amministrativo), pur prefigurandosi l'eventuale nullità della sentenza in ipotesi di successivo accoglimento dell'istanza di ricusazione, in virtù di quanto previsto dal comma ottavo dell'art. 18 citato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 lug 2012, n. 11075

La decisione con la quale il Consiglio di Stato, in materia riservata alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, dichiari insussistente il diritto soggettivo, degradandolo a interesse legittimo, non è soggetta al sindacato delle Sezioni Unite, né sotto il profilo del "rifiuto di giurisdizione", atteso che la degradazione della posizione soggettiva consegue pur sempre all'interpretazione delle norme riguardanti la pretesa, né sotto il profilo della "violazione di legge" di cui al settimo commadell'art. 111 Cost., atteso che il limite del sindacato, consentito dall'ottavo comma "per i soli motivi inerenti alla giurisdizione", vale anche nell'area della giurisdizione amministrativa esclusiva.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 giu 2012, n. 10139

La disciplina dettata dall'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69 non è in grado di coprire l'intero arco delle situazioni processuali provocate da una dichiarazione di difetto di giurisdizione, e, dunque, non ha prodotto l'abrogazione implicitadell'art. 362, secondo comma, n. 1, cod. proc. civ., non potendo a ciò sopperire se non il ricorso per conflitto negativo, il quale si presta a far fronte anche ai casi in cui il secondo giudice, che declini la propria giurisdizione, manchi di sollevare d'ufficio la questione davanti alle sezioni unite della Corte di cassazione, così come previsto dall'art. 59, terzo comma, della legge 18 giugno 2009, n. 69. Ne consegue che è ammissibile il ricorso per conflitto negativo nell'ipotesi in cui il giudice ordinario ed il giudice amministrativo abbiano entrambi negato con sentenza la propria giurisdizione sulla medesima controversia, essendosi in presenza non di un conflitto virtuale di giurisdizione (risolvibile con istanza di regolamento preventivo, exart. 41 cod. proc. civ.), quanto, piuttosto, di un conflitto reale negativo di giurisdizione, denunciabile alle sezioni unite della Corte di cassazione, ai sensidell'art. 362, comma secondo, n. 1, cod. proc. civ.- con atto soggetto agli stessi requisiti formali del ricorso per cassazione - in "ogni tempo" e, quindi, indipendentemente dalla circostanza che una delle due pronunzie in contrasto sia passata in giudicato, atteso che il passaggio in giudicato della sentenza sulla giurisdizione serve agli effetti di cui al secondo comma dell'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69, ma non condiziona il potere del giudice, dichiarato competente, di sollevare d'ufficio la questione davanti alle medesime sezioni unite della Corte di cassazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mag 2012, n. 8513

Nel giudizio di ottemperanza di sentenza del giudice ordinario, il giudice amministrativo cade in eccesso di potere giurisdizionale quando non si limiti all'interpretazione del giudicato, al quale si tratta di assicurare l'ottemperanza stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 mag 2012, n. 8412

Le valutazioni tecniche delle commissioni giudicatrici di esami o concorsi pubblici sono assoggettabili al sindacato di legittimità del giudice amministrativo per manifesta illogicità del giudizio tecnico o travisamento di fatto in relazione ai presupposti del giudizio medesimo, senza che ciò comporti eccesso di potere giurisdizionale per sconfinamento nella sfera del merito amministrativo. (Principio enunciato in riferimento all'operato della commissione giudicatrice per l'esame di abilitazione alla professione di avvocato, la quale non aveva ammesso alla prova orale un candidato rilevando nel suo elaborato scritto errori di grammatica e improprietà di forma, la cui insussistenza era stata viceversa accertata dal Consiglio di Stato).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 mag 2012, n. 8071

La sentenza del giudice amministrativo, impugnata di fronte alle Sezioni Unite, deve essere esaminata nell'intero contesto dell'iter argomentativo svolto, non potendo estrapolarsi singole espressioni contenute nella decisione, le quali, seppure di per se stesse (nel loro senso letterale) appaiano esprimere singolarmente una qualche ingerenza nel merito amministrativo o nella valutazione tecnica, devono comunque essere lette nel contesto complessivo della decisione stessa, non potendo la verifica dell'osservanza, da parte del giudice amministrativo, dei limiti (esterni) nella valutazione di congruità e logicità della motivazione dell'atto e della non ingerenza della scelta tra le diverse opzioni valutative essere incentrata soltanto su singole espressioni, o addirittura parole, estrapolate dal contesto argomentativo della decisione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 apr 2012, n. 5942

Il giudice amministrativo che, giudicando sulla domanda risarcitoria per equivalente proposta dall beneficiario di un finanziamento pubblico e valutando il concorso di colpa del danneggiato, ai sensi dell'art. 1227 cod. civ., riduca il risarcimento dimezzandolo, non incorre nell'ipotesi di sconfinamento della giurisdizione di legittimità nella sfera amministrativa riservata alla P.A. né in quella di rifiuto della giurisdizione, con la conseguenza che non è ammesso il ricorso alle Sezioni Unite ai sensi degli artt. 362 cod. proc. civ. e 111, comma 8, Cost.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 apr 2012, n. 5943

La decisione discrezionale del giudice amministrativo che disponga la sospensione del processo, nell'attesa della soluzione di un incidente di costituzionalità sollevato dal medesimo organo giurisdizionale in un diverso processo, pone il primo in una condizione di temporanea attesa, ma non integra un'ipotesi di rifiuto della giurisdizione, con conseguente inammissibilità del ricorso alle Sezioni Unite, ai sensi degliartt. 362, comma 1, cod. proc. civ.e 111, comma 8, Cost. (fattispecie in tema di ricorso elettorale, nel quale il giudice amministrativo aveva sollevato, in un diverso processo, la questione di legittimità costituzionale delle norme escludevano la possibilità che esso potesse disporre accertamenti sulla falsità delle firme di presentazione e della loro autenticazione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 apr 2012, n. 5872

Le sentenze dei giudici amministrativi, al pari di quelle dei giudici ordinari di merito, acquistano efficacia di giudicato esterno anche in tema di giurisdizione e, perciò, spiegano i propri effetti anche al di fuori del processo in cui sono state rese, solo qualora la statuizione sulla giurisdizione sia accompagnata da una conseguente pronuncia di merito; ne consegue che l'affermazione della giurisdizione del giudice italiano, contenuta in una sentenza del giudice amministrativo, non preclude una diversa decisione da parte del giudice ordinario poi adito.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 mar 2012, n. 3854

In tema di sindacato delle Sezioni Unite della Suprema Corte di cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione, rientra nell'ambito dello stesso non solo la denuncia di violazione della norma attributiva dei poteri cognitivi per un loro esercizio oltre i limiti segnati dalla legge, ma anche, logicamente, l'ipotesi opposta di una mancata erogazione della tutela giurisdizionale per ragioni non previste dalla norma. Ne consegue che sono affette da eccesso esterno dai poteri giurisdizionali le pronunce della Corte dei conti con cui l'inammissibilità dell'istanza di definizione agevolata della controversia sulla responsabilità amministrativa, avanzata ai sensi dei commi 231-233 dell'art. 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, venga pronunciata in ragione della proposizione dell'appello ad opera della parte pubblica, posto che detta domanda può dichiararsi preclusa solo in difetto dei diversi presupposti indicati dalla legge, e cioè se proveniente da soggetto non legittimato, o perché non richiesta in appello dall'appellante, o domandata per condanne per fatti commessi dopo il 31 dicembre 2005, o dopo il passaggio in giudicato della sentenza di primo grado che ha statuito la condanna stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 mar 2012, n. 3690

L'istituto della riunione di procedimenti relativi a cause connesse, previstodall'art. 274 cod. proc. civ., operante anche in sede di legittimità, è inapplicabile non solo nel caso di giudizi pendenti in gradi diversi, ma anche quando i due procedimenti, di cui si chiede la riunione, si svolgano dinanzi a giudici i quali esercitano giurisdizioni distinte, pur se aventi ad oggetto la tutela dei medesimi beni della vita da parte delle distinte giurisdizioni, ordinaria ed amministrativa, che possano erogarle, sulla base di domande che, ai sensidell'art. 386 cod. proc. civ., abbiano determinato l'individuazione dei giudici aditi. (Nella specie, le Sezioni Unite non hanno disposto la chiesta riunione tra il giudizio di impugnazione, per motivi attinenti alla giurisdizione, di una sentenza emessa dal Consiglio di Stato all'esito di un processo amministrativo, e il procedimento sorto da un'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, proposta nell'ambito di una causa in corso in primo grado davanti ad un tribunale ordinario, tra le stesse parti, non potendosi qualificare le cause tra loro connesse come pendenti davanti allo "stesso giudice").

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 08 mar 2012, n. 3622

Non eccede dai limiti della propria giurisdizione il giudice amministrativo se, chiamato a vagliare la legittimità di una deliberazione con cui il Cons. Sup. Magistratura ha conferito un incarico direttivo, si astenga dal censurare i criteri di valutazione adottati dall'amministrazione e la scelta degli elementi ai quali la stessa amministrazione ha inteso dare peso, ma annulla la suindicata deliberazione per vizio di eccesso di potere, desunto dall'insufficienza o dalla contraddittorietà logica della motivazione in base alla quale il Cons. Sup. Magistratura ha dato conto del modo in cui, nel caso concreto, gli stessi criteri da esso enunciati sono stati applicati per soppesare la posizione di contrapposti candidati.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 feb 2012, n. 2312

A norma dell'art. 382 cod. proc. civ. e a seguito dell'entrata in vigore delle norme che attuano il principio della "translatio iudicii" - segnatamente l'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69, e l'art. 11 del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 - la cassazione senza rinvio deve essere disposta soltanto quando non solo il giudice adito, ma qualsiasi altro giudice sia privo di giurisdizione sulla domanda; ne consegue che non può farsi luogo a tale tipo di pronuncia tutte le volte in cui il giudice che ha emesso la sentenza cassata sia dotato di "potestas iudicandi" e la motivazione della cassazione sia soltanto l'errata estensione dell'esercizio della giurisdizione stessa. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno cassato con rinvio l'impugnata sentenza del Consiglio di Stato per sconfinamento nella sfera riservata dalla legge alla valutazione discrezionale della P.A.).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 gen 2012, n. 831

In tema di giudizi di responsabilità amministrativa davanti alla Corte dei conti, poiché l'amministrazione, in via generale, deve provvedere ai suoi compiti con mezzi, organizzazione e personale propri, la Corte dei conti può valutare se gli strumenti scelti dagli amministratori pubblici siano adeguati oppure esorbitanti ed estranei rispetto al fine pubblico da perseguire. Ne consegue che non viola i limiti esterni della giurisdizione contabile né quelli relativi alla riserva di amministrazione la pronuncia con la quale la Corte dei conti condanni il sindaco, gli assessori ed alcuni dirigenti comunali a causa dell'approvazione di una variante per la realizzazione di una lottizzazione alberghiera eccedente le possibilità del Comune stesso, situato in zona prevalentemente agricola. (Nella specie, si trattava di otto nuove strutture turistico-alberghiere in un Comune con poco più di mille abitanti).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 gen 2012, n. 833

A norma dell'art. 13 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, spettano ai Comuni tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione e il territorio comunale, fra l'altro nei settori dei servizi alla persona e alla comunità. Nell'ambito di tale competenza devono essere ricondotti anche i provvedimenti finalizzati a tutelare la salubrità e l'igiene del territorio comunale e dei suoi cittadini, eventualmente contemperando il diritto allo svolgimento di un'attività imprenditoriale con l'interesse pubblico al mantenimento di un ambiente integro; in questo caso, ove i provvedimenti influiscano sulla qualità di vita dei cittadini in rapporto alla salubrità del territorio, essi incidono sui diritti soggettivi dei singoli degradandoli a interessi legittimi, sicché l'impugnazione di tali provvedimenti è devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo. (Fattispecie relativa a provvedimento col quale l'amministrazione comunale aveva imposto ad un privato coltivatore di funghi di confinare in luogo chiuso le attività di preparazione e movimentazione dello stallatico, per evitare esalazioni moleste).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 gen 2012, n. 736

La decisione con la quale il Consiglio di Stato - in accoglimento di un ricorso presentato in sede di ottemperanza al giudicato di annullamento di una delibera del Consiglio superiore della magistratura di conferimento di un incarico direttivo di un ufficio giudiziario - abbia disposto che venga nominato "ora per allora" un candidato nel frattempo collocato in pensione, è impugnabile per motivi di giurisdizione. Tuttavia, qualora l'impugnazione non sia avvenuta, la relativa questione è da ritenere coperta dal giudicato, sicché non è più esaminabile nel corso del giudizio di cassazione promosso nei confronti della successiva decisione con la quale il Consiglio di Stato, nell'ambito della medesima procedura di ottemperanza, abbia annullato l'ulteriore provvedimento del Cons. Sup. Magistratura che aveva nominato per la seconda volta il candidato la cui nomina era stata in precedenza annullata.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 dic 2011, n. 29098

Non è ammissibile il ricorso per cassazione, ai sensidell'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., avverso l'ordinanza con la quale la Corte dei conti, sezione centrale di appello, nell'ambito di un giudizio di responsabilità amministrativa per danno all'immagine - dopo aver dichiarato inammissibile sia l'istanza di definizione agevolata di cui all'art. 1, commi 231-233, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sia l'istanza di nullità avanzata ai sensi dell'art. 17, comma 30-ter, del d.l. 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modifiche, nella legge 3 agosto 2009, n. 102, e poi ulteriormente modificato - abbia successivamente dichiarato inammissibili tanto il reclamo quanto l'istanza di revoca avanzati dalla parte contro il precedente provvedimento. Il provvedimento impugnato, infatti, nella specie emanato anche senza i requisiti formali per poter essere ritenuto una sentenza, non definisce in alcun modo il merito e non pregiudica la diversa decisione sulla questione di nullità che la medesima Corte dei conti può eventualmente assumere in sede di decisione definitiva.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 dic 2011, n. 28812

Il potere interpretativo del giudicato da eseguire, che è insito nella struttura stessa del giudizio di ottemperanza in quanto giudizio di esecuzione, allorché attenga ad un giudicato formatosi davanti ad un giudice diverso da quello amministrativo, non può che esercitarsi sulla base di elementi interni al giudicato da ottemperare e non su elementi esterni, la cui valutazione rientra in ogni caso nella giurisdizione propria del giudice che ha emesso la sentenza. Pertanto, ove il Consiglio di Stato, in sede di ottemperanza di una sentenza definitiva del giudice ordinario (nella specie, di accertamento del diritto di taluni pubblici dipendenti ad essere inquadrati in una certa posizione economica da una data determinata), abbia effettuato un sindacato integrativo - individuando, in tal modo, un diverso contenuto precettivo del giudicato (nella specie, posticipando la data di inquadramento in ragione della ritenuta rilevanza di elementi di fatto sopravvenuti), con una pronuncia sostanzialmente autoesecutiva - ciò si traduce in un eccesso di potere giurisdizionale sindacabile ai sensidell'art. 111, ottavo comma, Cost., inteso quale esorbitanza dai limiti esterni che segnano l'ambito della sua giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 dic 2011, n. 27283

Le valutazioni tecniche delle commissioni esaminatrici dei pubblici concorsi sono assoggettabili al sindacato giurisdizionale di legittimità del giudice amministrativo, che può rilevarne, ad esempio, l'irragionevolezza, l'arbitrio o la violazione del principio della "par condicio" tra i concorrenti, senza che ciò comporti un'invasione della sfera del merito amministrativo, denunciabile con il ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione. (Principio enunciato in riferimento all'operato della commissione giudicatrice di un concorso per la copertura di un posto di dirigente amministrativo, in cui, nella scelta delle tracce di una delle due prove scritte d'esame, si era privilegiata la materia in cui poteva vantare un'esperienza specifica solo il concorrente risultato vincitore, in contrasto con le generiche previsioni del bando).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 nov 2011, n. 23306

Nel processo dinanzi al giudice amministrativo, come disciplinato dall'art. 30 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, la decisione sulla questione di giurisdizione, implicita nella decisione di rigetto del ricorso rivolto al tribunale amministrativo regionale, passa in giudicato se, impugnata dal ricorrente la decisione sul merito, non è a sua volta impugnata dagli interessati con appello incidentale condizionato.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 10 ago 2011, n. 17143

Con riguardo alle pronunzie del Consiglio di stato, l'eccesso di potere giurisdizionale, sotto il profilo dello sconfinamento nella sfera del merito, preclusa al giudice amministrativo, non è configurabile allorquando vengano sindacate le valutazioni compiute dalle commissioni di gara (nella specie, per l'aggiudicazione di un appalto per i lavori di adeguamento di un tratto autostradale) in sede di verifica dell'anomalia di un'offerta, non attenendo tale controllo al merito dell'azione amministrativa, ma all'esercizio della discrezionalità tecnica.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 02 ago 2011, n. 16856

La controversia riguardante l'impugnazione del verbale di aggiudicazione di una gara indetta da una società a capitale interamente pubblico per la sottoscrizione di un aumento di capitale finalizzato ad individuare un socio di minoranza di una società controllata, già divenuta affidataria di servizio pubblico di trasporto locale a seguito di procedura di evidenza pubblica, appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 244 del d.lgs. n. 163 del 2006 (nel testo sostituito dal d.lgs. n. 104 del 2010), mentre le controversie attinenti alla successiva attività della compagine sociale, interamente soggetta alle regole del diritto commerciale, rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 lug 2011, n. 16391

Appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo la controversia che investe il potere dell'Amministrazione relativo all'organizzazione ed alle modalità di attuazione di un "servizio pubblico", trovando al riguardo applicazione l'art. 33 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, (nel testo risultante dalle sentenze della Corte costituzionale n. 204 del 2004 e n. 191 del 2006), il quale, nella materia dei pubblici servizi, attribuisce al giudice amministrativo la giurisdizione ove si sia in presenza dell'esercizio di potestà pubblicistiche. (Principio affermato in una controversia avente ad oggetto il modo di esercizio del potere di programmazione sanitaria da parte di una ASL e, segnatamente, in riferimento alla c.d. "sanatoria" con riconoscimento "ex post", in via amministrativa, di una maggiore capacità operativa di strutture sanitarie private convenzionate).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 26 lug 2011, n. 16246

Il difetto di giurisdizione per irregolare costituzione del giudice si determina solo nell'ipotesi di un'alterazione qualitativa o quantitativa del collegio giudicante, ovvero quando vi sia una totale carenza di legittimazione di uno o più dei suoi componenti o possa ravvisarsi una assoluta inidoneità degli stessi in modo da determinare una non coincidenza dell'organo giurisdizionale con quello delineato dalla legge. Ne consegue che non può essere impugnata con ricorso per cassazione, per violazione dei limiti esterni della giurisdizione, la sentenza del Consiglio di Stato emessa da un collegio nel quale uno dei consiglieri risulti compreso nell'organico tabellare di una sezione consultiva, in quanto egli è comunque munito dello "status" di magistrato del Consiglio di Stato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 lug 2011, n. 16165

In tema di sindacabilità del difetto di giurisdizione delle sentenze della Corte dei Conti, è inammissibile il ricorso che si fondi su vizi processuali relativi a violazioni dei principi costituzionali del giusto processo, quali quelli che ledono il contraddittorio tra le parti o la loro parità di fronte al giudice o l'esercizio del diritto di difesa, trattandosi di violazioni endoprocessuali rilevabili in ogni tipo di giudizio, al pari di tutti gli altri "errores in procedendo" e non inerenti all'essenza della giurisdizione o allo sconfinamento dei limiti esterni di essa ma solo al modo in cui è stata esercitata.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 05 lug 2011, n. 14660

E ammissibile in ogni tempo il ricorso per cassazione recante la denuncia del conflitto negativo di giurisdizione nel caso in cui, dopo che il primo giudice abbia declinato la giurisdizione, questa sia stata negata anche dal giudice innanzi al quale il giudizio sia stato riassunto e che abbia ritenuto spettare la giurisdizione ad un terzo giudice.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 24 giu 2011, n. 13904

Non eccede dall'ambito della giurisdizione amministrativa, per sconfinamento nel merito amministrativo e violazione dei limiti esterni della sua giurisdizione, la sentenza del Consiglio di Stato, la quale, nell'annullare una deliberazione dell'Autorità garante delle comunicazioni, abbia dettato criteri ermeneutici, che impongono altri accertamenti di fatto, al fine di determinare l'ambito geografico di riferimento del "mercato rilevante" per la concorrenza fra operatori telefonici mobili, da valutare al fine di liquidare la quota di partecipazione ai costi di finanziamento del "servizio universale" di telefonia fissa (gestito da Telecom Italia s.p.a. e cui gli altri operatori hanno l'obbligo di contribuire, nella misura annualmente determinata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, ai sensi dell'art. 58 del d. lgs. 1° agosto 2003, n. 259). Infatti, l'Autorità non viene privata del potere di provvedere all'identificazione dell'ambito territoriale del mercato concorrenziale, né le determinazioni del Consiglio di Stato invadono l'ambito del merito amministrativo, limitandosi ad enunciare, con un'operazione ermeneutica delle disposizioni normative interne e comunitarie nella materia, i parametri di legittimità entro i quali l'Autorità deve esercitare la sua discrezionalità. Ne consegue che il ricorso per cassazione avverso detta sentenza è inammissibile, non riguardando motivi inerenti alla giurisdizione, ma solo "errores in iudicando", ovvero il modo in cui la tutela di legittimità è stata in concreto erogata.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 giu 2011, n. 12539

Anche a seguito dell'inserimento della garanzia del giusto processo nella formulazionedell'art. 111 Cost., il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni rese dalla Corte dei conti è limitato all'accertamento dell'eventuale sconfinamento dai limiti esterni della propria giurisdizione da parte del giudice contabile, ovvero all'esistenza di vizi che riguardano l'essenza di tale funzione giurisdizionale e non il modo del suo esercizio, restando, per converso, escluso ogni sindacato sui limiti interni di tale giurisdizione, cui attengono gli "errores in iudicando" o "in procedendo". Pertanto, la censura relativa alla legittimità ed utilizzabilità nell'ambito del processo contabile, ai sensidell'art. 651 cod. proc. pen., delle prove raccolte in un processo penale terminato con sentenza di condanna passata in giudicato - riguardando la correttezza dell'esercizio del potere giurisdizionale da parte della Corte dei conti - rimane estranea al controllo sull'eventuale superamento dei limiti esterni della giurisdizione stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 mag 2011, n. 10065

Le valutazioni tecniche delle commissioni esaminatrici dei pubblici concorsi, inserite in un procedimento amministrativo complesso e dipendenti dalla valorizzazione dei criteri predisposti preventivamente dalle medesime commissioni, sono assoggettabili al sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo - senza che ciò comporti un'invasione della sfera del merito amministrativo, denunciabile con il ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione - anche qualora risultino affette da travisamento del fatto o da grave difetto di motivazione. (Principio enunciato in riferimento ad un concorso per la copertura di un posto di professore ordinario per il settore medico di chirurgia generale).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 mag 2011, n. 10068

È devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo la controversia promossa da un privato per ottenere l'annullamento della convenzione, stipulata da una società a capitale interamente posseduto da enti pubblici con una banca, al fine di consentire ai dipendenti della società stipulante l'ottenimento di finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio. Da un lato, infatti, una simile società possiede tutti i requisiti di cui all'art. 3, comma 26, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, per essere definita organismo di diritto pubblico e, in quanto tale, è tenuta, nella scelta dei contraenti, al rispetto della normativa comunitaria e dei procedimenti di evidenza pubblica previsti dalla normativa statale o regionale; da un altro lato, poi, la convenzione, pur non prevedendo alcun compenso per la società stipulante, non può per questo dirsi atto a titolo gratuito, rientrando piuttosto nella categoria degli accordi quadro di cui all'art. 3, comma 13, del d.lgs. n. 163 del 2006; né, infine, può assumere rilievo il fatto che la convenzione stessa sia sotto la soglia prevista per l'applicazione della normativa comunitaria, perché l'art. 121 del d.lgs. n. 163 del 2006 dispone che anche ai contratti sotto soglia si applichino una serie di norme del decreto medesimo, fra i quali l'art. 244 che prevede la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 mag 2011, n. 10069

In tema di giurisdizione contabile, poiché l'amministrazione, in via generale, deve provvedere ai suoi compiti con mezzi, organizzazione e personale propri, la Corte dei Conti può valutare se gli strumenti scelti dagli amministratori pubblici siano adeguati oppure esorbitanti ed estranei rispetto al fine pubblico da perseguire, essendo illegittimo il ricorso ad incarichi esterni riferibili ad attività rispetto alle quali manca il presupposto del contenuto dell'alta professionalità o della riconducibilità ad un evento straordinario al quale non si possa far fronte con la struttura burocratica interna, così come richiesto dalla legge. Ne consegue che non vengano violati i limiti esterni alla giurisdizione contabile né quelli relativi alla riserva di amministrazione nell'accertamento del danno erariale relativo all'affidamento di un incarico esterno di consulenza realizzato in difetto dei presupposti previsti dalla legge.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 mag 2011, n. 9841

La disciplina dettata dall'art. 59 della legge 18 giugno 2009 n. 69, siccome non è in grado di coprire l'intero arco delle situazioni processuali provocate da una dichiarazione di difetto di giurisdizione, non ha prodotto l'abrogazione implicita dell'art. 362, comma 2, n. 1, cod. proc. civ.. Ne consegue che le parti possono proporre conflitto negativo di giurisdizione nel caso in cui la tutela della medesima situazione soggettiva sia stata contemporaneamente richiesta a diversi giudici, che abbiano adottato decisioni declinatorie della giurisdizione, senza sollevare essi stessi di ufficio conflitto, così come previsto dal comma 3 dell'art. 59 cit. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto ammissibile il ricorso per conflitto negativo di giurisdizione in un caso in cui una parte, dopo che le era stato revocato il riconoscimento del credito di imposta previsto dall'art. 4, commi da 181 a 189 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, aveva adito il Tar ed il tribunale ordinario chiedendo al primo di annullare il decreto di revoca ed al secondo di dichiarare il diritto a fruire il credito di imposta ed il Tar aveva declinato la propria giurisdizione a favore del giudice ordinario, mentre il giudice ordinario l'aveva declinata a favore del giudice tributario).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 11 apr 2011, n. 8127

Il principio secondo cui, alla luce della norma costituzionale del giusto processo, la parte che abbia proposto ricorso per cassazione facendo affidamento su una consolidata giurisprudenza di legittimità, successivamente travolta da un mutamento di orientamento interpretativo incorre in un errore scusabile ed ha diritto ad essere rimessa in termini ex art. 184 bis cod. proc. civ., si applica solamente nell'ipotesi in cui il mutamento giurisprudenziale abbia reso impossibile una decisione sul merito delle questioni sottoposte al giudice scelto dalla parte e non quando la pretesa azionata sia stata compiutamente conosciuta dal giudice dotato di giurisdizione secondo le norme vigenti al momento dell'introduzione della controversia, come all'epoca generalmente interpretate, atteso che in tale ipotesi il ricorrente, senza poter lamentare alcuna lesione del suo diritto di difesa, già pienamente esercitato, mira ad ottenere un nuovo pronunciamento sul merito della questione. (Nella specie, relativa all'impugnazione della sanzione disciplinare della destituzione ai sensi dell'art. 58 del r.d. n. 149 del 1931 per il personale delle ferrovie, tranvie e linee di navigazione interna in concessione, il TAR aveva rigettato il ricorso, con conseguente formazione del giudicato implicito sulla giurisdizione che non era mai stata oggetto di contestazione; nelle more del giudizio di impugnazione, le S.U., innovando sul punto, avevano affermato che la materia a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 29 del 1993 era devoluta al giudice ordinario e il Cons. Stato aveva affrontato d'ufficio la questione - pur ormai preclusa - affermando, in ogni caso, la giurisdizione del giudice amministrativo; contro questa decisione il ricorrente ha proposto ricorso exart. 362 cod. proc. civ., che la S.C. ha dichiarato inammissibile). (Dichiara inammissibile, Cons. Stato Roma, 5/07/2007)

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 mar 2011, n. 7097

La questione di giurisdizione può essere sempre posta, anche nel giudizio di cassazione, purché almeno una delle parti l'abbia sollevata tempestivamente nel giudizio di appello, con ciò impedendo la formazione del giudicato sul punto. In presenza di tale condizione, la questione di giurisdizione può essere posta anche dalla stessa parte che ha adito un giudice e ne ha successivamente contestato la giurisdizione in base all'interesse che deriva dalla soccombenza nel merito; in questo caso, però, il giudice può condannare tale parte alla rifusione delle spese del giudizio di impugnazione anche se la stessa sia risultata vincitrice in punto di giurisdizione, potendo ravvisarsi in simile comportamento la violazione del dovere di lealtà e probità di cuiall'art. 88 del codice di procedura civile.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 10 mar 2011, n. 5681

La denuncia del conflitto reale negativo di giurisdizione è ammissibile anche nel caso in cui, in esito alla sentenza con la quale il giudice abbia declinato la giurisdizione senza indicare l'autorità giudiziaria competente, il giudice adito dalle parti abbia, a sua volta, escluso la propria giurisdizione indicando come munito di competenza una terza giurisdizione, rispondendo tale soluzione all'esigenza, di cui i ricorsi per la risoluzione dei conflitti sono attuazione, di una tempestiva definizione delle questioni di giurisdizione e all'orientamento - normativamente recepito dall'art. 59 della legge n. 69 del 2009 - secondo il quale la pronuncia declinatoria deve contenere la precisa indicazione della giurisdizione ritenuta competente. (Nella specie, la Corte dei conti aveva declinato la giurisdizione poiché le doglianze dei pensionati ricorrenti riguardavano esclusivamente l'errato pregresso inquadramento e, dunque, il rapporto di servizio; il giudice ordinario, successivamente adito, aveva, a sua volta, declinato la giurisdizione a favore del giudice amministrativo trattandosi di fatti risalenti agli inizi degli anni '80; le S.U., in applicazione dell'anzidetto principio, hanno ritenuto ammissibile il ricorso per conflitto reale negativo ed hanno dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 07 mar 2011, n. 5356

In tema di conflitti di giurisdizione, per potersi ravvisare un conflitto negativo denunciabile ai sensidell'art. 362, secondo comma, n. 1), cod. proc. civ., occorre che vi sia una doppia declinatoria di giurisdizione - l'una del giudice ordinario e l'altra del giudice amministrativo - emessa con decisioni di piena cognizione; ne consegue che il conflitto è inammissibile quando anche una sola delle due pronunce abbia avuto luogo in sede cautelare. (Nella specie, le S.U. hanno anche escluso che il conflitto negativo potesse tradursi in regolamento preventivo, atteso che non risultava provato che, dopo la pronuncia declinatoria emessa in sede di reclamo possessorio, fosse stata chiesta la prosecuzione della causa nel merito).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 feb 2011, n. 3169

Nelle controversie relative a procedure di affidamento di lavori, servizi o forniture da parte di soggetti tenuti al rispetto delle regole di evidenza pubblica, poiché la produzione della certificazione (nella specie proveniente dalla Cassa Edile) che attesta la regolarità contributiva dell'impresa partecipante alla gara di appalto (c.d. "durc") costituisce uno dei requisiti posti dalla normativa di settore ai fini dell'ammissione alla gara, appartiene alla cognizione del giudice amministrativo verificare la regolarità di tale certificazione; ne consegue che - ove il Consiglio di Stato, dopo aver accertato l'assenza di gravi violazioni di carattere contributivo, oltre ad annullare il provvedimento di esclusione dalla gara abbia, nel contempo, annullato anche la documentazione di regolarità contributiva - non rileva che tale ultima decisione possa aver esorbitato dal novero di quelle consentite al giudice amministrativo, qualora - come nella specie - l'annullamento della certificazione non abbia avuto alcuna influenza sulla decisione di annullamento del rifiuto di aggiudicazione dell'appalto.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 gen 2011, n. 2065

La questione di giurisdizione si presenta non solo quando sia in discussione la circostanza che essa spetti al giudice cui la parte si è rivolta, in quanto solo al medesimo competa di provvedere, ma anche allorché si debba stabilire se, in base alla norma attributiva della giurisdizione, ricorrano le condizioni alla cui presenza il giudice abbia il dovere di esercitarla. Ne consegue che il configurarsi di un "giudicato" rispetto al decreto del Presidente della Regione Siciliana reso su ricorso straordinario costituisce, ai sensidell'art. 362 cod. proc. civ., una questione di giurisdizione, per la quale si applical'art. 5 cod. proc. civ., norma che non incide sul più generale principio dell'immediata operatività, in materia processuale, della legge sopravvenuta, pur riguardante la giurisdizione, qualora valga a radicarla presso il giudice innanzi a cui sia già stato promosso il giudizio.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 28 gen 2011, n. 2067

La sentenza n. 24883 del 2008, emessa in punto di giudicato implicito sulla giurisdizione dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione, non ha rappresentato una svolta inopinata e repentina rispetto ad un diritto vivente fermo e consolidato, ma ha solo portato a termine un processo di riletturadell'art. 37 cod. proc. civ., pervenendo ad un esito interpretativo da tempo in via di elaborazione; ne consegue che la parte la quale, proponendo appello in epoca precedente a tale pronuncia, non abbia contestato la giurisdizione implicitamente affermata dal giudice di primo grado, così da non impedire il formarsi del relativo giudicato, non può invocare il ricorso a rimedi ripristinatori quali la rimessione in termini o la semplice esclusione della sanzione di inammissibilità della questione (Dichiara inammissibile, Cons. Giust. Reg. Sicilia Palermo, 09/02/2009).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 28 gen 2011, n. 2068

In tema di limiti al sindacato delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulle decisioni del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, l'eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera di attribuzioni riservata al legislatore è figura di rilievo meramente teorico, in quanto - postulando che il giudice applichi, non la norma esistente, ma una norma da lui creata - potrebbe ipotizzarsi solo a condizione di poter distinguere un'attività di produzione normativa inammissibilmente esercitata dal giudice, da un'attività interpretativa , la quale in realtà non ha una funzione meramente euristica, ma si sostanzia in un'opera creativa della volontà della legge nel caso concreto. (In applicazione del principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso con cui un Comune denunciava eccesso di potere da parte del Consiglio di Stato, che avrebbe invaso il campo del legislatore, disapplicando l'art. 34 comma 2 del codice dei contratti a seguito della sentenza della Corte di Giustizia UE 19 maggio 2009, resa nel proc. C-538/07, posteriore al bando ed alla gara, ed applicando retroattivamente l'art. 3 del d.l. n. 135 del 2009, conv. in legge 166 del 2009, norma ricettiva della citata decisione europea).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 gen 2011, n. 392

Il principio secondo il quale le controversie tra privati non possono essere assoggettate alla giurisdizione del giudice amministrativo trova applicazione anche nell'ipotesi in cui una delle parti sia una società a responsabilità limitata a partecipazione comunale, in quanto tale partecipazione non muta la natura di soggetto privato della società e il rapporto di assoluta autonomia con l'ente territoriale, non essendo al soggetto pubblico consentito di incidere unilateralmente sullo svolgimento dell'attività della società mediante l'esercizio di poteri autoritativi o discrezionali, ma solo di avvalersi degli ordinari strumenti privatistici previsti dal diritto societario da esercitare a mezzo dei membri di nomina comunale presenti negli organi della società.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 dic 2010, n. 24687

In caso di cessione volontaria di bene immobile assoggettato ad espropriazione per pubblica utilità, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, anche nel vigore dell'art. 34, comma 3, lettera b) del d.lgs. n. 80 del 1998 (sostituito dall'art. 7 della legge n. 205 del 2000), in relazione a tutte le controversie concernenti non solo il pagamento ma anche di riliquidazione o integrazione dell'indennità concordata, a norma dell'art. 12 della legge n. 865 del 1971, in quanto le relative domande si fondano sul diritto soggettivo all'indennizzo per la perdita del bene che trova immediata tutela nello speciale modello procedimentale previsto da detta normativa, che non lascia margine di discrezionalità alla P.A. Nè, l'altra parte, la procedura di cessione volontaria, in considerazione del suo carattere vincolato rispetto ai parametri legali è assumibile agli accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento le cui controversie, a norma dell'art. 11, commi 1 e 5, della legge n. 241 del 1990, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 dic 2010, n. 24301

Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha lo "status" e le funzioni di una sezione del Consiglio di Stato, con la conseguenza che il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione nei confronti delle sue decisioni è circoscritto ai motivi attinenti alla giurisdizione, ai sensidell'art. 362, primo comma, cod. proc. civ., sicché non è deducibile come motivo di ricorso il vizio di violazione di legge. Pertanto, poiché la normativa ordinaria che pone il suddetto limite al sindacato delle Sezioni Unite è conforme al dettatodell'art. 111 Cost., la relativa questione di legittimità costituzionale è da ritenere manifestamente infondata.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 nov 2010, n. 23891

In applicazione del terzo commadell'art. 360 cod. proc. civ., come modificato dall'art. 2 del d.lgs. n. 40 del 2006, le sentenze emesse in grado di appello o in unico grado da un giudice speciale, possono essere impugnate con ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione del giudice stesso solo nell'ipotesi in cui il detto giudice speciale abbia affermato la propria giurisdizione ed abbia definito, sia pure parzialmente, il giudizio. (In applicazione del principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione avverso una sentenza della Corte dei Conti in sede giurisdizionale che, in un giudizio di responsabilità contabile, aveva rigettato, con sentenza non definitiva, i motivi di appello relativi al difetto di giurisdizione, disponendo il prosieguo del giudizio nel merito)

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 nov 2010, n. 23107

La controversia relativa all'opposizione all'ordinanza ingiunzione emessa dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) per violazione dell'art.110, comma 9, lett. c) e d), del r.d.18 giugno 1931 n. 773 del 1931 (TULPS) - a seguito di installazione di apparecchi da intrattenimento (nella specie, videogiochi) irregolari, in quanto già disattivati per avvenuta risoluzione del contratto con il concessionario e mancato collegamento alla rete telematica dell'AAMS - a seguito della sentenza della Corte cost. 14 maggio 2008, n. 130, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale dell'art. 2, primo comma, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario e non del giudice tributario, non avendo alcun rilievo che la predetta sanzione sia stata inflitta da un ufficio finanziario e dovendosi invece, accertare la sua natura tributaria o meno su di un piano meramente oggettivo; la predetta sanzione consegue, infatti, alla contestata violazione di una norma volta a garantire un corretto svolgimento, negli esercizi pubblici, della gestione dei citati apparecchi, al fine di reprimere, nel pubblico interesse, attività illecite che possano pregiudicare la regolarità delle giocate.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 lug 2010, n. 16040

Il ricorso per cassazione proposto nelle forme dell'impugnazione ordinaria avverso sentenza di primo grado, inammissibile quale ricorso ordinario (in relazione al tipo di sentenza) nonché quale istanza di regolamento preventivo (per essere intervenuta, anche solo relativamente alla giurisdizione, sentenza sottoposta al rimedio dell'appello), è suscettibile di conversione in denuncia di conflitto di giurisdizione ove ne presenti i requisiti formali e sussistano i relativi presupposti, che ricorrono allorchè il ricorso risulti ritualmente notificato al soggetto destinatario personalmente, e non al suo procuratore, e sia riferibile a sentenze declinatorie della "potestas iudicandi" non più revocabili dai diversi giudici che le hanno pronunciate su di una identica domanda.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 21 giu 2010, n. 14893

Le valutazioni tecniche delle commissioni esaminatrici dei pubblici concorsi, inserite in un procedimento amministrativo complesso e dipendenti dalla valorizzazione dei criteri predisposti preventivamente dalle medesime commissioni, sono assoggettabili al sindacato giurisdizionale del giudice amministrativo - senza che ciò comporti un'invasione della sfera del merito amministrativo, denunciabile con il ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione - qualora risultino affette da illogicità manifesta o travisamento del fatto od irragionevolezza evidente o grave, vizio, quest'ultimo, che si configura anche quando la valutazione negativa sia stata conseguenza dell'attribuzione alla traccia di una prova di una portata delimitante i risultati "accettabili" (sul piano della condivisibilità tecnica della soluzione prospettata rispetto alla gamma di quelle in ipotesi attendibili) in termini indebitamente restrittivi. (Principio enunciato dalle S.U. con riferimento all'impugnazione del risultato delle prove scritte del concorso notarile).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 15 giu 2010, n. 14296

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso una decisione della Corte dei conti con cui si deduca l'indebita violazione dei limiti della giurisdizione che si assume perpetrata attraverso la disapplicazione della normativa sindacale di settore: non integra infatti l'ipotesi di eccesso di potere giurisdizionale, cui soltanto può riconnettersi il ricorso exart. 362 cod. proc. civ., la valutazione critica delle norme legislative e contrattuali del CCNL di settore e dell'accordo integrativo, operata dalla Corte dei Conti (nella specie sezione giurisdizionale di appello per la Regione siciliana) nell'ambito dei poteri spettanti alla potestà decisoria di ogni giudice, al fine di individuare la "regula iuris" da applicare alla fattispecie relativa a responsabilità amministrativa da indebita fruizione di permessi sindacali.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 21 dic 2009, n. 26833

Non può essere impugnato con istanza di regolamento di competenza, dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di cassazione, il provvedimento di sospensione del processo disposto dal tribunale amministrativo regionale, perchél'art. 42 cod. proc. civ.fa esclusivamente riferimento ai giudizi che si svolgono davanti al giudice ordinario e non è applicabile anche ai giudizi pendenti davanti ai giudici speciali; inoltre, l'esame della eccezione d'incompetenza svolta nei giudizi davanti al tribunale amministrativo è demandato esclusivamente al Consiglio di Stato in via preventiva (art. 31 della legge n. 1034 del 1971) ovvero in sede di impugnazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 dic 2009, n. 26812

Il ricorso avverso la sentenza del Consiglio di Stato, con il quale si deduca l'erronea decisione del medesimo in quanto contrastante con gli orientamenti precedentemente assunti dal medesimo giudice, è inammissibile prospettando un "error in iudicando", estraneo al sindacato consentito alle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni del giudice speciale. (Nella specie, il ricorrente, con riguardo ad una controversia in materia di pubblico impiego privatizzato, lamentava che, ai fini dell'individuazione del momento dell'insorgenza del rapporto processuale, il Consiglio di Stato avesse fatto riferimento alla data del deposito del ricorso anziché a quella, ripetutamente affermata dal medesimo giudice, della notificazione, così provocando l'improcedibilità del ricorso per superamento del termine del 15 settembre 2000 previsto dall'art. 45, comma 17, del d.lgs. n. 80 del 1998).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 02 dic 2009, n. 25344

Rientra nelle attribuzioni del giudice amministrativo, in sede di ottemperanza, l'interpretazione della decisione oggetto di tale giudizio, con la conseguenza che la deduzione di eventuali errori commessi in sede interpretativa non investe i limiti esterni delle attribuzioni giurisdizionali del giudice amministrativo, a nulla rilevando l'incidenza dell'interpretazione su diritti soggettivi, se è conseguenza del fatto che oggetto del giudizio di ottemperanza sia un giudicato civile.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 01 dic 2009, n. 25260

In tema di sindacato della Corte dei cassazione sulle sentenze emesse dalla Corte dei Conti, i vizi relativi al procedimento di correzione di errore materiale del dispositivo e della motivazione non sono deducibili con ricorso alle Sezioni unite non solo quando investano il provvedimento di correzione, alla stregua della natura non decisoria del medesimo, ma anche quando attengano alla pronuncia corretta e si deduca la carenza di presupposti per l'applicazione del procedimento di correzione di errore materiale, vertendosi in tema di errori procedurali non implicanti difetto di giurisdizione. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la sentenza della Corte dei conti - che, in accoglimento dell'istanza di errore materiale, aveva corretto le conclusioni della motivazione e del dispositivo erroneamente formulate nel senso del rigetto del gravame - , ritenendo che la carenza di presupposti per la riconducibilità della fattispecie ad errore materiale e la formazione del giudicato per scadenza del termine per la revocazione della sentenza non si traducessero in un superamento dei limiti esterni della giurisdizione del giudice contabile).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 ott 2009, n. 21196

Il conflitto reale, positivo o negativo, di giurisdizione è denunciabile in ogni tempo e, dunque, anche nel caso in cui una od entrambe le decisioni siano ancora impugnabili ovvero siano state già impugnate nel merito, necessitando che, unitamente al ricorso per cassazione che denunci il conflitto, sia depositata, a pena di improcedibilità (art. 369 cod. proc. civ.), copia autentica dei provvedimenti che lo hanno determinato, in quanto indispensabili a risolvere la questione di giurisdizione, con l'annullamento dell'una o dell'altra delle statuizioni in contrasto. Ne consegue che, nell'ipotesi di conflitto negativo, i provvedimenti che hanno determinato il conflitto stesso vanno individuati in quelli che hanno argomentato la declaratoria di difetto di giurisdizione, indipendentemente dalla relativa ed indiretta conferma derivante dalla decisione del giudice di secondo grado investito di questioni diverse da quella di giurisdizione. (Nella specie, le S.U. hanno individuato le sentenze originanti il conflitto negativo di giurisdizione in quelle del giudice ordinario e del giudice amministrativo che, in primo grado, avevano espressamente declinato la rispettiva giurisdizione, escludendo che, a tal riguardo, potesse rilevare la sopravvenuta sentenza di secondo grado del Consiglio di Stato, giacché questa non si era pronunciata sulla giurisdizione, ma soltanto sull'eccezione di giudicato formulata dall'appellante).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 ago 2009, n. 18499

In tema di conflitto negativo di giurisdizione, l'esistenza di due pronunce contrastanti sulla giurisdizione a conoscere la medesima controversia, declinata da entrambe, radica di per sé nelle parti un interesse alla risoluzione del conflitto in considerazione della situazione di stallo processuale. Ove però sulla stessa questione sia intervenuta una terza pronuncia che parimenti abbia statuito - esplicitamente o implicitamente - sulla giurisdizione e deciso la causa nel merito, passando in giudicato, la giurisdizione è definitivamente fissata nei termini del giudicato ed il conflitto va risolto sulla base della regola discendente, in termini di giurisdizione, dal giudicato. (Nella specie la S.C., ravvisata l'identità della "causa pretendi" e della situazione sostanziale - l'asserita violazione di una riserva di posti, di cui all'art. 5 della legge n. 145 del 2002, fissata dalla legge per la progressione alla qualifica di dirigenti di seconda fascia - dedotte nei giudizi instaurati innanzi al giudice ordinario conclusisi, il primo, con sentenza di merito passata in giudicato, avente ad oggetto la declaratoria di illegittimità delle assunzioni dei dirigenti definite con deliberazione commissariale ed il secondo, dopo la declinatoria della giurisdizione da parte del giudice amministrativo, con la declinatoria della giurisdizione in ordine all'accertamento del diritto dei ricorrenti all'assunzione come dirigenti di II fascia - ha ritenuto che le due controversie ponessero la stessa questione di giurisdizione, affermando il principio di cui in massima e risolvendo il denunciato conflitto negativo di giurisdizione nel senso della giurisdizione del giudice ordinario).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 lug 2009, n. 15383

Il difetto di giurisdizione per irregolare costituzione del giudice si determina solo nell'ipotesi di un'alterazione qualitativa o quantitativa del collegio giudicante, ovvero quando vi sia una totale carenza di legittimazione di uno o più dei suoi componenti, o possa ravvisarsi una assoluta inidoneità degli stessi in modo da determinare una non coincidenza dell'organo giurisdizionale con quello delineato dalla legge. Non si verifica tale condizione quando, in una causa promossa davanti al Consiglio di Stato, il consigliere relatore risulti collocato fuori ruolo ed assegnato al Consiglio di giustizia amministrativa della regione Siciliana, con provvedimento di un giorno antecedente alla data dell'udienza e della camera di Consiglio, in quanto il collegio giudicante risulta comunque formato da componenti muniti dello "status" di magistrati del Consiglio di Stato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 giu 2009, n. 15233

La norma di cui all'art. 12, comma 1, della legge reg. della Sicilia 26 agosto 1992, n. 7 (da leggersi in correlazione con l'art. 7, comma 5, della stessa legge), che impone al Sindaco neo-eletto la nomina degli assessori indicati in sede di presentazione delle liste, tutela in via diretta il pubblico interesse alla governabilità dell'ente locale, per cui la situazione vantata dal soggetto indicato come assessore all'atto della suddetta presentazione delle liste elettorali, ma non nominato, è qualificabile come una situazione protetta solo in via mediata ed ha, pertanto, la consistenza di interesse legittimo pretensivo, come tale tutelabile dinanzi al giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 giu 2009, n. 15235

La domanda di risarcimento, proposta dal vincitore di un concorso interno per l'attribuzione di qualifica dirigenziale, per i danni causati dall'esercizio del potere pubblico, imputando alla P.A., che aveva indetto il concorso, il ritardo illegittimo e colpevole nell'espletamento della procedura concorsuale e nell'emanazione dell'atto terminale dell'approvazione della graduatoria, spetta alla giurisdizione del giudice amministrativo, essendo riconducibile, in forza dell'art. 7 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, all'esercizio di attività autoritative da parte della P.A.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 25 giu 2009, n. 14889

A normadell'art. 161 cod. proc. civ., le nullità anche insanabili - fra le quali rientra il difetto di giurisdizione - possono essere fatte valere solo con i mezzi di impugnazione e secondo le regole proprie di questi, secondo una disciplina, applicabile pure al giudizio amministrativo, che può avere come conseguenza anche quella di impedire la rilevabilità di dette nullità; ne consegue che, qualora il TAR, pronunciando sul merito della domanda, abbia implicitamente riconosciuto la propria giurisdizione e tale statuizione non sia stata contestata nei motivi di appello, non rileva che il Consiglio di Stato abbia affrontato la relativa questione - benché preclusa - ed il ricorso per cassazione avverso la sentenza di quest'ultimo è inammissibile, essendosi formato il giudicato implicito sulla giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 mar 2009, n. 6061

L'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione non può convertirsi in denuncia di conflitto, ai sensidell'art. 362, secondo comma, n. 1, cod. proc. civ., qualora nessuno dei due giudici aditi abbia adottato una pronuncia sulla giurisdizione, trattandosi di conflitto virtuale.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 mar 2009, n. 5468

Nel caso di controversia relativa a rapporto di pubblico impiego per il quale non trova applicazione, "ratione temporis", il d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, la soluzione della questione del riparto della giurisdizione, rispetto ad una domanda di risarcimento danni per la lesione della propria integrità psico-fisica proposta da un pubblico dipendente nei confronti dell'Amministrazione, è strettamente subordinata all'accertamento della natura giuridica dell'azione di responsabilità in concreto proposta, in quanto, se è fatta valere la responsabilità contrattuale dell'ente datore di lavoro, la cognizione della domanda rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, mentre, se è stata dedotta la responsabilità extracontrattuale, la giurisdizione spetta al giudice ordinario. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo relativamente a controversia promossa, dinanzi al TAR nel 1995, da un netturbino comunale, dispensato dal servizio nel dicembre 1989 per inidoneità fisica, che lamentava un danno biologico in conseguenza dell'assegnazione di mansioni inadatte alle sue condizioni fisiche e, quindi, illegittime).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 mar 2009, n. 5288

La Corte dei conti rispetta i limiti della "riserva di amministrazione" e non viola i limiti esterni della propria giurisdizione quando, nel valutare se i mezzi liberamente scelti dagli amministratori di un Comune siano adeguati o esorbitanti ed estranei rispetto al fine pubblico da perseguire, ritenga illegittimo il ricorso ad incarichi esterni in assenza dei presupposti previsti dalla legge (art. 51, comma 7, legge n. 142 del 1990 e art. 7, comma 6, d.lgs. n. 29 del 1993, applicabili "ratione temporis"), dell'alto contenuto di professionalità e di eventi straordinari ai quali non si possa far fronte con la struttura burocratica.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 feb 2009, n. 3688

Anche a seguito dell'inserimento della garanzia del giusto processo nella formulazionedell'art. 111 Cost., il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni rese dal Consiglio di Stato è limitato all'accertamento dell'eventuale sconfinamento dai limiti esterni della propria giurisdizione da parte del Consiglio stesso, ovvero all'esistenza di vizi che riguardano l'essenza di tale funzione giurisdizionale e non il modo del suo esercizio, restando, per converso, escluso ogni sindacato sui limiti interni di tale giurisdizione, cui attengono gli "errores in iudicando" o "in procedendo". A tal riguardo, la censura relativa ad una pretesa violazione del giudicato, riguardando la correttezza dell'esercizio del potere giurisdizionale del giudice adito, rimane estranea al controllo e al superamento dei limiti esterni della giurisdizione. (Nella specie la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso che, sotto l'apparente aspetto di difetto di giurisdizione per superamento dei limiti esterni, prospettava in sostanza una violazione di legge commessa dal Consiglio di Stato nell'esercizio del potere giurisdizionale, in quanto sarebbe stata erroneamente attribuita efficacia di giudicato all'ordinanza di sospensione dell'esecutorietà della sentenza di primo grado).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 26 gen 2009, n. 1853

Il ricorso avverso la sentenza del Consiglio di Stato con il quale si deduce l'omessa pronuncia sulla domanda di risarcimento dei danni, può integrare motivo inerente alla giurisdizione, denunciabile ai sensidell'art. 362 cod. proc. civ., solo se il rifiuto della giurisdizione è giustificato dalla ritenuta estraneità della domanda alle attribuzioni giurisdizionali del giudice amministrativo, non quando si prospettino come omissioni dell'esercizio del potere giurisdizionale errori "in iudicando" o "in procedendo". (In applicazione del suddetto principio è stato dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione che lamentava l'omesso esame da parte del Consiglio di Stato della pronuncia di risarcimento del danno contenuta nella sentenza del Tar insieme all'accoglimento del ricorso, rispetto alla quale il Consiglio aveva dichiarato improcedibile il ricorso, perché proposto avverso un parere ormai travolto senza valutare che la stessa sentenza conteneva anche la condanna di risarcimento del danno).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 dic 2008, n. 30254

Proposta al giudice amministrativo domanda risarcitoria autonoma, intesa alla condanna al risarcimento del danno prodotto dall'esercizio illegittimo della funzione amministrativa, è viziata da violazione di norme sulla giurisdizione ed è soggetta a cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione la decisione del giudice amministrativo che nega la tutela risarcitoria degli interessi legittimi sul presupposto che l'illegittimità dell'atto debba essere stata precedentemente richiesta e dichiarata in sede di annullamento. L'attribuzione al giudice amministrativo della tutela risarcitoria, in caso di esercizio illegittimo della funzione pubblica, presuppone che quella tutela sia esercitata con la medesima ampiezza, sia per equivalente sia in forma specifica, che davanti al giudice ordinario e, per altro verso, che spetta, in linea di principio, al titolare dell'interesse sostanziale leso, nel caso in cui alla tutela risarcitoria si aggiunga altra forma di tutela (ad es., quella demolitoria), scegliere a quale far ricorso al fine di ottenere ristoro al pregiudizio subito (principio di diritto enunciato dalle S.U. nell'interesse della legge, ai sensidell'art. 363 cod. proc. civ.).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 dic 2008, n. 29348

Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulle decisioni della Corte dei Conti in sede giurisdizionale è circoscritto al controllo dei limiti esterni di detto giudice, ed in concreto all'accertamento di vizi che attengano all'essenza della funzione giurisdizionale e non al modo del suo esercizio, talchè rientrano nei limiti interni della giurisdizione, estranei al sindacato consentito, eventuali errori in iudicando o in procedendo (nella specie le Sezioni Unite della Corte di Cass. hanno ritenuto trattarsi di denuncia di error in iudicando e, quindi, non sussistere violazione dei limiti esterni della giurisdizione, nell'ipotesi di condanna in solido e non pro quota degli eredi dell'autore del fatto illecito produttivo di danno erariale).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 dic 2008, n. 28653

Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sulle decisioni della Corte dei conti in sede giurisdizionale è circoscritto al controllo dei limiti esterni della giurisdizione di detto giudice ovvero all'esistenza dei vizi che attengono all'essenza della funzione giurisdizionale, e non al modo del suo esercizio, cui ineriscono, invece, le violazioni della legge processuale. (Nella specie, la S.C., in applicazione dell'enunciato principio, ha dichiarato inammissibile il ricorso che deduceva l'inosservanza, da parte della sezione giurisdizionale di appello della Corte dei conti, del principio di diritto formulato dalle Sezioni Riunite della stessa Corte nel decidere la questione di massima deferita dal giudice di primo grado, e censurava l'avvenuta decisione nel merito della causa senza attendere la nuova pronuncia delle Sezioni Riunite, a cui la questione di massima era stata nuovamente deferita dal P.G., e senza aver trasmesso il fascicolo processuale, pur richiesto).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 28 nov 2008, n. 28346

La possibilità - prevista dall'art. 21"bis" della legge n. 1034 del 1971 - di impugnare davanti al giudice amministrativo il silenzio serbato dalla P.A., costituendo uno strumento meramente processuale, non determina un'ulteriore ipotesi di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, dovendosi avere riguardo - in ordine al riparto di giurisdizione - alla natura della pretesa sostanziale cui si riferisce la dedotta inerzia della P.A. (nella specie, le S.U. hanno confermato la sentenza del Consiglio di Stato che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione sul ricorso presentato da una società avverso il silenzio serbato da un Comune relativo alla richiesta di determinazione delle quote di partecipazione della società ad un consorzio estrattivo, trattandosi di domanda tendente all'accertamento di un diritto).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 25 nov 2008, n. 28059

Il ricorso per cassazione avverso le sentenze della Corte dei conti è ammesso solo per motivi attinenti alla giurisdizione e non per censurare un "error in iudicando"; ne consegue che è inammissibile il ricorso col quale, assumendo la carenza di giurisdizione perché non esisterebbe un danno all'immagine, risarcibile, della P.A., la parte prospetta una questione di merito, attinente all'erronea sussistenza del danno, e non una questione relativa alla giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 21 nov 2008, n. 27618

La violazione del giudicato interno non può essere dedotta come motivo di ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione avverso decisioni del Consiglio di Stato, trattandosi di doglianza che non attiene al superamento dei limiti esterni della giurisdizione del giudice amministrativo, ma ad "error in procedendo", con conseguente inammissibilità del relativo motivo. (Nella specie si lamentava la violazione del giudicato implicito formatosi sulla giurisdizione a seguito di decisione del TAR nel merito del ricorso, non censurata da nessuna delle parti in appello).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 18 nov 2008, n. 27335

Il sindacato delle sezioni unite della Corte di cassazione sulle decisioni del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale riguarda esclusivamente il rispetto dei limiti esterni della giurisdizione del giudice amministrativo e non può estendersi alle censure volte a far valere un "error in iudicando", in quanto il vizio lamentato, ove pure sussistente, atterrebbe all'esplicazione interna del potere giurisdizionale riservato al giudice amministrativo. Nella specie, le S.U. hanno dichiarato inammissibile il ricorso col quale si censurava la violazione del principio di alternatività tra ricorso giurisdizionale e ricorso straordinario al Capo dello Stato, (art. 8 del d.P.R. n. 1199 del 1971), da parte del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 nov 2008, n. 27347

E inammissibile, ai sensi dell'art. 366 "bis" cod. proc. civ., il motivo di ricorso attinente alla giurisdizione nel caso in cui il relativo quesito di diritto venga formulato in modo non pertinente rispetto alla fattispecie concreta sottoposta alla cognizione del giudice (Nella specie, le S.U. hanno dichiarato inammissibile il motivo di ricorso con il quale il Comune ricorrente, nel chiedere una declaratoria di sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario in controversia concernente la revoca della concessione di contributi ai sensi della legge n. 219 del 1981, per la ristrutturazione di immobile a seguito del sisma del novembre 1980, aveva formulato il relativo quesito di diritto omettendo di dar conto del fatto che, al provvedimento di assegnazione del contributo si era sovrapposto un provvedimento discrezionale di rimessione in termini per l'inizio ed il completamento dei lavori, sicché proprio rispetto a tale ultimo provvedimento avrebbe dovuto porsi il quesito se la posizione del privato fosse ancora quella originaria di diritto soggettivo all'erogazione del contributo ovvero di interesse legittimo rispetto all'esercizio della facoltà del Sindaco di rimessione in termini).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 31 ott 2008, n. 26302

Anche le decisioni del Consiglio di Stato in sede di giudizio di ottemperanza sono soggette al sindacato delle Sezioni Unite della Cassazione sul rispetto dei limiti esterni della propria potestà giurisdizionale (con conseguente esclusione degli "errores in judicando" od "in procedendo" commessi all'interno di tale giurisdizione), costituendo tale giudizio la sede di verifica dell'effettivo adempimento dell'Amministrazione al comando impartito dal giudice, del quale è consentita l'integrazione in base a poteri cognitivi analoghi a quelli della cognizione. Tali limiti non sono superati dalla decisione del Consiglio di Stato che, in sede di ottemperanza del giudicato di annullamento degli atti di una procedura espropriativa, abbia respinto la domanda di restituzione del bene e di risarcimento del danno, la prima perché preclusa da un sopravvenuto titolo espropriativo, e la seconda per la presenza di giudicato esterno formatosi avanti all'A.G.O., atteso che l'eventuale contrarietà a legge della natura preclusiva del titolo espropriativo sopravvenuto, attiene all'esercizio in concreto della giurisdizione, sotto il profilo della ricognizione dell'oggetto e dei presupposti del giudizio innanzi al giudice dell'ottemperanza; parimenti, quanto alla domanda risarcitoria, l'eventuale errore nel ritenerla preclusa da un giudicato esterno, non implica l'indebito diniego, della propria potestà giurisdizionale, ma integra soltanto la decisione di respingere la domanda sottoposta a quella potestà.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 ott 2008, n. 25769

Ai fini del riparto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, la giurisdizione si determina in relazione al carattere paritario o autoritativo del rapporto intercorrente tra privato e P.A.; ne consegue che ove il privato, al di fuori dei casi di giurisdizione esclusiva, deduca la lesione di un diritto soggettivo in relazione ad un rapporto nel quale alla P.A. non è attribuito dalla legge alcun potere autoritativo né alcuna discrezionalità, la controversia è devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario. (Nella specie, le S.U. sulla base della effettiva natura della situazione giuridica dedotta in giudizio hanno dichiarato la giurisdizione dell'A.G.O. rispetto ad una domanda - promossa da un privato (proprietario, in virtù di decreto di trasferimento emesso dal giudice dell'esecuzione, di immobile gravato da vincolo tavolare di inalienabilità per un determinato periodo "ex" art. 3, legge Provincia di Bolzano, n. 4 del 1962) nei confronti della Provincia autonoma di Bolzano - con la quale, nonostante l'impugnazione del provvedimento provinciale con cui si condizionava l'autorizzazione alla cancellazione del vincolo al pagamento da parte del proprietario di quanto dovuto dall'esecutato, si chiedeva sostanzialmente l'accertamento della libertà della proprietà del bene acquistato all'asta dal vincolo e del diritto di ottenerne la cancellazione senza pagare la somma che la Provincia aveva richiesto, non sulla base di un rapporto autoritativo, ma deducendo l'esistenza di una obbligazione "propter rem").

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 set 2008, n. 23384

Il ricorso per cassazione previstodall'art. 362, primo comma n. 1, cod. proc. civ.- quale rimedio per permettere che possa essere denunziato in ogni tempo, indipendentemente dal passaggio in giudicato delle sentenze in contrasto, il conflitto positivo o negativo di giurisdizione fra i giudici speciali o tra questi e i giudici ordinari - non rientra tra i mezzi di impugnazione in senso proprio, con la conseguenza che, essendo del tutto svincolato dai processi ai quali le sentenze fanno riferimento ed essendo soggetto alle disposizioni sulle notificazioni in generale, deve essere notificato alla parte personalmente. Laddove, tuttavia, la notificazione sia stata eseguita presso il procuratore costituito, prima ancora di verificare la possibilità di sanatoria o di rinnovazione della notifica nulla, è necessario accertare se sussistano le condizioni di conversione del ricorso in istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, per la cui proposizione le notificazioni dell'atto introduttivo presso il procuratore sarebbero valide. (Nella specie, la S.C., in applicazione del su esteso principio, ha riconosciuto la convertibilità del ricorso, ritenendo il conflitto di giurisdizione denunciato meramente virtuale e non reale, poiché una delle decisioni era costituita dalla dichiarazione di inammissibilità di ricorso per decreto ingiuntivo proposto innanzi al T.A.R., inidonea al giudicato, decidendo quindi nel merito della questione di giurisdizione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 ago 2008, n. 21928

La denuncia del conflitto reale, positivo o negativo di giurisdizione, a normadell'art. 362 cod. proc. civ.è ammissibile anche nel caso in cui fra i giudizi, svolti dinanzi a due diversi ordini giurisdizionali, vi sia una parziale diversità di parti e di "petitum" formale, allorchè la prima non incida sulla sostanziale identità soggettiva e la seconda sia comunque posta in relazione alla medesima "causa petendi" (Nella specie la S.C., in una controversia concernente l'annullamento di una delibera di recesso da contratto di appalto, proposta nei confronti del Comune e del Prefetto, ha ritenuto ininfluente, ai fini dell'ammissibilità del conflitto, il fatto che in uno dei giudizi fosse stato evocato anche il Ministero dell'interno, e che dinanzi al giudice ordinario fosse stato chiesto anche il risarcimento dei danni, riconoscendo sussistente l'identità della "causa petendi", consistente nella dedotta illegittimità della delibera di recesso).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 ago 2008, n. 21927

Le vittime dei reati di tipo mafioso sono titolari, in presenza delle condizioni di legge, di un vero e proprio diritto soggettivo di accesso alle elargizioni previste dal fondo di rotazione di cui alla legge n. 512 del 1999, essendo la P.A. priva di ogni potere di valutazione autonoma dei presupposti oggettivi di erogabilità; ne consegue che le relative controversie sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 30 lug 2008, n. 20600

In sede di ricorso per Cassazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato che ha pronunciato sull'impugnazione per revocazione, può insorgere questione di giurisdizione solo con riguardo al potere giurisdizionale in ordine alla statuizione sulla revocazione medesima, restando esclusa la possibilità di mettere in discussione detto potere sulla precedente decisione di merito.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 15 lug 2008, n. 19348

Il ricorso per cassazione avverso la sentenza di un giudice speciale (nella specie Corte dei conti) è inammissibile per violazione dell'art. 366 "bis" cod. proc. civ., quando, come nel caso di specie, manca la formulazione del quesito di diritto che concluda (anche con la necessaria evidenza grafica) il motivo di ricorso e la "richiesta" di pronuncia da parte della Corte è formulata genericamente, senza che nemmeno si faccia esplicito riferimento al profilo di una (supposta) violazione dei limiti esterni della giurisdizione, nel controllo dei quali si esarisce la possibilità di sindacato su tali sentenze.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 lug 2008, n. 18758

Il ricorso alle Sezioni Unite della Corte di cassazione, per motivi di giurisdizione, avverso le pronunce emesse dalla Corte dei conti, non trova ostacolo nella circostanza che tale questione non sia stata sollevata nelle precedenti fasi processuali, ricollegandosi l'effetto preclusivo al solo maturarsi del giudicato interno formatosi per la mancata impugnazione di una pregressa pronuncia resa esplicitamente sulla giurisdizione, ovvero sul merito, nel presupposto implicito della giurisdizione medesima.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 giu 2008, n. 17766

Il controllo di legittimità riservato alla Corte di cassazione sulle pronunce giurisdizionali del Consiglio di Stato è limitato all'accertamento dell'eventuale sconfinamento dai limiti esterni della giurisdizione del massimo organo di giustizia amministrativa, restando escluso ogni sindacato sui limiti interni di tale giurisdizione. In applicazione del suddetto principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso che deduceva l'errata applicazione del d.lgs. n. 267 del 2000, in ordine ai poteri spettanti alla Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali, nonché il mancato controllo del giudice amministrativo sull'integrità del contraddittorio). (Rigetta, Cons. Stato Roma, 22 Novembre 2005)

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 giu 2008, n. 16540

Anche per il ricorso contenente una denuncia di conflitto di giurisdizione, l'onere di depositare i contratti e gli accordi collettivi su cui il ricorso si fonda - imposto a pena di improcedibilitàdall'art. 369, secondo comma n. 4, cod. proc. civ., nella nuova formulazione di cui al d.lgs. n. 40 del 2006 -, può dirsi assolto mediante il deposito di un estratto del contratto contenente le norme della cui violazione il ricorrente si duole, allorchè non sia stata invocata una lettura sistematica dell'atto o di norme-parametro.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 18 giu 2008, n. 16537

Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione avverso le decisioni del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana è limitato al controllo dei limiti esterni della giurisdizione, non involgendo il modo concreto del suo esercizio e rimanendo esclusa ogni possibilità di sindacato sugli "errores in iudicando" e in "procedendo". (Nella specie, le S.U. hanno dichiarato inammissibile il ricorso avverso l'ordinanza con la quale il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana aveva rigettato l'inibitoria dell'esecutività "ex lege" della decisione adottata in grado di appello dal giudice amministrativo - in mancanza di una previsione normativa "ad hoc" in ordine all'inibitoria e nel difetto del "fumus boni iuris" del ricorso per cassazione proposto avverso la decisione da sospendere -).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 mag 2008, n. 12643

Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di cassazione nei confronti delle sentenze emesse dal Consiglio di Stato è limitato, ai sensidell'art. 111 Cost., al controllo dei limiti esterni della giurisdizione del giudice amministrativo e non al modo concreto del suo esercizio, rimanendo perciò esclusa ogni possibilità di sindacato sugli "errores in iudicando" (nella specie, le S.U. hanno dichiarato inammissibile il ricorso ritenendo "errores in iudicando" - tali da non comportare alcuno straripamento del potere giurisdizionale - la scelta di qualificare un determinato atto amministrativo come regolamentare, di ritenere tale atto in contrasto con la normativa comunitaria e, di conseguenza, di provvedere alla disapplicazione del medesimo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 mag 2008, n. 10971

La censura che - deducendo il difetto di giurisdizione - attenga, invece, all'erronea valutazione, da parte del Consiglio di Stato, in ordine alla formazione di un giudicato interno, per omessa impugnazione di una questione decisa dal TAR, riguardando la correttezza dell'esercizio del potere giurisdizionale del giudice amministrativo, rimane estranea al controllo dei limiti esterni della giurisdizione cui, insieme ai vizi che riguardano l'essenza della funzione giurisdizionale, è limitato il sindacato della Corte di cassazione sulle decisioni rese dal Consiglio di Stato in sede giurisdizionale restando escluso ogni sindacato sui limiti interni di tale giurisdizione, cui attengono gli "errores in iudicando" o "in procedendo".

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 apr 2008, n. 10444

E inammissibile il ricorso per cassazione per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo tutte le volte in cui, pur denunciandosi formalmente un asserito difetto di giurisdizione dell'AGA, non venga, in realtà, proposta una questione di giurisdizione, bensì una questione di merito. (Fattispecie in cui il ricorso mirava ad infirmare l'argomentazione svolta dal giudice amministrativo in ordine al carattere transattivo di un accordo intervenuto tra le parti sull'ammontare dell'indennità di espropriazione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 apr 2008, n. 10443

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulle controversie relative alle procedure di affidamento in materia di pubblici servizi (ai sensi dell'art. 33 lett. d), del d.lgs. n. 80 del 1998) concerne l'annullamento degli atti di gara e i verbali di aggiudicazione, con la conseguenza che eccede i limiti della propria giurisdizione il giudice amministrativo che proceda all'annullamento dei contratti stipulati all'esito delle relative gare e pronunci sugli effetti di questi, atteso che dai contratti sorgono diritti soggettivi la cui lesione non è effetto della gara e la cui tutela resta riservata alla giurisdizione del giudice ordinario, anche nelle materie di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. (Nella specie la S.C., dopo aver dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo, in una controversia relativa alla procedura di evidenza pubblica per la scelta del contraente concernente l'affidamento del servizio di vigilanza da parte della RAI s.p.a., ha cassato la sentenza del Consiglio di Stato, dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario per la parte relativa alla caducazione degli effetti dei contratti, stipulati all'esito delle gare).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 08 apr 2008, n. 9151

L'ordinanza cautelare emessa dal giudice amministrativo in grado di appello non è impugnabile per cassazione, ai sensi degliartt. 362 cod. proc. civ.e 111 Cost., in quanto provvedimento privo di carattere decisorio, inidoneo, quindi, ad incidere in via definitiva sulle posizioni dedotte in giudizio, potendo, tuttavia, una siffatta impugnazione convertirsi in istanza per regolamento preventivo di giurisdizione, ove il ricorrente abbia contestato la giurisdizione dell'autorità procedente in relazione al giudizio di merito ancora pendente sul provvedimento amministrativo impugnato, non essendo di ostacolo a tale conversione né l'emissione del provvedimento cautelare, non potendo questo identificarsi con una pronuncia di merito ai sensidell'art. 41 cod. proc. civ., e neppure il fatto che il procedimento, invece di svolgersi, exart. 375 cod. proc. civ., nelle forme del rito camerale con l'emanazione di un'ordinanza, sia stato trattato in pubblica udienza e si sia concluso con sentenza. Infatti, da un lato, la trattazione dei ricorsi in pubblica udienza è la regola generale, che assicura la realizzazione dei principi di oralità ed immediatezza, nonché del diritto di difesa e di pubblicità del processo, ed essa non reca, pertanto, alcun pregiudizio ai diritti di azione e difesa delle parti; dall'altro lato, proprio per effetto della trattazione in pubblica udienza, essendo ormai scisso il legame, istituito dal citato art. 375, fra rito camerale e l'ordinanza che rappresenta il suo provvedimento conclusivo, l'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione deve essere decisa con sentenza, quale forma che, alla stregua di un principio generale desumibile dall'ordinamento processuale (suscettibile di deroghe espressamente stabilite dalla legge), risulta prescritta per i provvedimenti collegiali i quali, all'esito di una pubblica udienza di discussione, comportano la definizione del giudizio dinanzi al giudice adito. (Nella specie, le S.U. hanno ritenuto che potesse validamente convertirsi in istanza per regolamento preventivo di giurisdizione il ricorso per cassazione proposto, per motivi attinenti alla giurisdizione, avverso l'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato che, riformando la decisione negativa assunta dal giudice di primo grado, aveva disposto l'ammissione alle consultazioni elettorali, indette per i giorni 13 e 14 aprile 2008, di una lista già esclusa dall'Ufficio elettorale centrale nazionale, il cui provvedimento era stato appunto impugnato dinanzi al Tribunale amministrativo regionale, con proposizione di istanza cautelare al fine di ottenere l'ammissione in tempo utile per le elezioni).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 mar 2008, n. 7444

In conformità all'art. 23 del Regolamento CE n. 44/2001, va dichiarata la giurisdizione del giudice straniero in presenza di una clausola di proroga della competenza giurisdizionale approvata espressamente per iscritto dalle parti, a condizione che la medesima non sia stata realizzata in violazione delle norme sul foro del consumatore. (Nella specie, le S.U. hanno dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano, in favore del giudice spagnolo, in relazione ad un contratto col quale un medico odontoiatra aveva richiesto l'inserzione pubblicitaria della sua attività alla società, di diritto spagnolo, editrice di una guida europea di informazioni commerciali e professionali, riconoscendo la validità della clausola di proroga, ancorché approvata con l'unica sottoscrizione dell'intero contratto, ed escludendo la ricorrenza della tutela del consumatore, atteso che - sulla base al carattere vincolante della giurisprudenza della Corte di giustizia CE - per consumatore deve intendersi colui il quale stipuli un contratto per esigenze della vita quotidiana estranee all'esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 05 feb 2008, n. 2658

A norma dell'art. 366 "bis" cod. proc. civ., introdotto dall'art. 6 del d.lgs. n. 40 del 2006 - il cui disposto si applica anche ai ricorsi contro le decisioni dei giudici speciali per motivi attinenti alla giurisdizione - deve essere dichiarato inammissibile il ricorso nel quale il quesito di diritto si risolva in una mera richiesta di accoglimento del motivo o nell'interpello della Corte in ordine alla fondatezza della censura così come illustrata, poiché la citata disposizione è finalizzata a porre il giudice della legittimità in condizione di comprendere - in base alla sola sua lettura - l'errore di diritto asseritamente compiuto dal giudice e di rispondere al quesito medesimo enunciando una "regula iuris".

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 feb 2008, n. 2655

L'obbligazione principale e quella fideiussoria, benché fra loro collegate, mantengono una propria individualità non soltanto soggettiva - data l'estraneità del fideiussore al rapporto richiamato dalla garanzia - ma anche oggettiva, in quanto la causa fideiussoria è fissa ed uniforme, mentre l'obbligazione garantita può basarsi su qualsiasi altra causa idonea allo scopo, con la conseguenza che la disciplina dell'obbligazione garantita non influisce su quella della fideiussione, per la quale continuano a valere le normali regole, comprese quelle sulla giurisdizione (nella specie, la S.C. - dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario - ha rigettato il ricorso contro la sentenza d'appello che, in una controversia promossa dall'Agenzia delle entrate nei confronti del fideiussore di una società dichiarata decaduta dal contributo per la realizzazione di uno stabilimento industriale, aveva dichiarato l'estraneità del rapporto dedotto in giudizio rispetto a quello di finanziamento).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 31 gen 2008, n. 2285

Con riferimento al sindacato delle Sezioni unite della Corte di cassazione sulle decisioni del Consiglio di Stato per motivi inerenti alla giurisdizione, la prospettazione della invasione della giurisdizione del giudice delle leggi attraverso la non applicazione di una norma ritenuta incostituzionale, non attiene ai limiti esterni della giurisdizione del giudice amministrativo ma al modo di esercizio della funzione giurisdizionale, cui si riferiscono gli errori "in iudicando" o "in procedendo", con conseguente inammissibilità del ricorso.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 31 gen 2008, n. 2280

Nel ricorso in cassazione per conflitto di giurisdizione di cui all'art. 362, secondo comma, cod. proc. civ., non trova applicazione l'art. 366 "bis" dello stesso codice, che impone, a pena di inammissibilità, la formulazione di un quesito di diritto, atteso che tale norma fa esclusivo riferimento ai casi di ricorso previsti dall'art. 360, primo comma, numeri 1), 2), 3) e 4) cod. proc. civ. e che nel ricorso per conflitto di giurisdizione - il quale non costituisce mezzo di impugnazione - il quesito chiesto alla Corte risulta implicitamente formulato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 dic 2007, n. 26620

Le sentenze dei giudici ordinari di merito, come quelle dei giudici amministrativi, passate in giudicato, che abbiano statuito su profili sostanziali della controversia e, perciò, sia pure implicitamente, sulla giurisdizione, sono suscettibili di acquistare autorità di giudicato esterno (anche) in punto di giurisdizione, determinandone l'incontestabilità (cosiddetta efficacia panprocessuale) nei giudizi tra le stesse parti, che abbiano ad oggetto questioni identiche rispetto a quelle già esaminate e "coperte" dal giudicato. (Nella specie la S.C. - rilevando che sulla giurisdizione si era formato il giudicato implicito conseguente ad una sentenza di condanna generica emessa in primo grado, benché questa non avesse esaminato la questione di giurisdizione - ha cassato con rinvio la sentenza d'appello che aveva declinato la giurisdizione dell'A.G.O. sulla domanda di condanna sul "quantum" della società datrice di lavoro.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 18 dic 2007, n. 26618

La sentenza pronunciata dalla Corte dei conti in sede di revocazione proposta avverso una precedente sentenza della medesima Corte può essere impugnata con ricorso per cassazione per dedurre il difetto di giurisdizione del giudice della revocazione, mentre rimane escluso che possa dedursi anche il difetto di giurisdizione del giudice che ha emesso la pronuncia oggetto di revocazione, essendosi sul punto formato il giudicato, quantomeno implicito, conseguente alla mancata impugnazione al riguardo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 dic 2007, n. 26086

L'art. 69, comma 7, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (già art. 45, comma 17, del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80), che trasferisce al giudice ordinario le controversie in materie di pubblico impiego privatizzato, fissa il discrimine temporale per il passaggio dalla giurisdizione amministrativa a quella ordinaria, alla data del 30 giugno 1998, con riferimento al momento storico dell'avverarsi dei fatti materiali e delle circostanze, in relazione alla cui giuridica rilevanza sia insorta controversia, con la conseguenza che, ove la lesione del diritto del lavoratore sia prodotta da un atto, provvedimentale o negoziale, deve farsi riferimento all'epoca della sua emanazione; ciò anche allorché l'atto di gestione del rapporto di lavoro sia stato adottato in autotutela ed abbia inciso su precedenti atti amministrativi emessi nel regime pubblicistico previgente, non potendo tale eventualità conferire una connotazione pubblicistica e provvedimentale all'atto, tale da sottrarlo alla previsione generale della giurisdizione del giudice ordinario. (Nella specie, la S.C., sulla base del suddetto principio, ha ritenuto che la lesione per il dipendente si era determinata nel 2003 con il decreto dirigenziale, emesso in sede di autotutela, con il quale era stato annullato un precedente provvedimento del 1989 - di inquadramento nel superiore livello retributivo - già annullato dalla Commissione di controllo nel 1991, con delibera a sua volta annullata nel 2002, e vizi formali, dal giudice amministrativo che, in motivazione, aveva argomentato in ordine alla possibilità dell'amministrazione di procedere ad una nuova valutazione in sede di autotutela).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 dic 2007, n. 26087

A seguito di controversia promossa dinanzi al giudice amministrativo al fine di ottenere l'annullamento del blocco - attuato da parte di una P.A. nella specie, un ente regionale strumentale - di una procedura selettiva di personale e nella quale si è formato il giudicato sulla giurisdizione del giudice amministrativo, anche il conseguente giudizio di ottemperanza su tale sentenza rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 11 dic 2007, n. 25818

L'art. 23-bis, secondo comma, della legge 6 dicembre 1971, n.1034 - in base al quale i termini processuali sono ridotti alla metà - disciplina un rito speciale che presuppone la sussistenza della giurisdizione amministrativa; tale norma, pertanto, si applica unicamente ai giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa e non anche al ricorso davanti alle Sezioni Unite della Corte di cassazione avverso le sentenze del Consiglio di Stato.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 nov 2007, n. 24002

Il sindacato delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione sulle decisioni rese della Corte dei Conti è limitato all'accertamento dell'eventuale sconfinamento dai limiti esterni della giurisdizione del giudice contabile e, conseguentemente, non può avere ad oggetto la censura relativa all'avvenuta formazione del giudicato sulla giurisdizione, trattandosi di vizio attinente all'esercizio del potere da parte della Corte dei Conti, rientrante nei limiti interni della giurisdizione stessa.