Art. 377 c.p.c. Fissazione dell'udienza o dell'adunanza in camera di consiglio e decreto preliminare del presidente.

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 giu 2017, n. 14550

In materia di procedimento disciplinare a carico degli appartenenti all'ordine giudiziario, il regime delle impugnazioni, secondo il disposto dell'art. 24 del d.lgs. n. 109 del 2006, risulta caratterizzato dall'applicazione delle norme processuali penali solo quanto alla fase introduttiva del giudizio, restando, invece, il suo svolgimento regolato da quelle civili, con conseguente facoltà per le parti di partecipare alla discussione nell'udienza pubblica exart. 379 c.p.c., di presentare memorie, ai sensi del precedente art. 378 c.p.c., fino a cinque giorni prima della stessa, della cui fissazione ciascuna ha diritto a ricevere comunicazione, anche quando non abbia potuto presentare il controricorso di cui all'art. 370 c.p.c.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 mar 2012, n. 3690

L'istituto della riunione di procedimenti relativi a cause connesse, previstodall'art. 274 cod. proc. civ., operante anche in sede di legittimità, è inapplicabile non solo nel caso di giudizi pendenti in gradi diversi, ma anche quando i due procedimenti, di cui si chiede la riunione, si svolgano dinanzi a giudici i quali esercitano giurisdizioni distinte, pur se aventi ad oggetto la tutela dei medesimi beni della vita da parte delle distinte giurisdizioni, ordinaria ed amministrativa, che possano erogarle, sulla base di domande che, ai sensidell'art. 386 cod. proc. civ., abbiano determinato l'individuazione dei giudici aditi. (Nella specie, le Sezioni Unite non hanno disposto la chiesta riunione tra il giudizio di impugnazione, per motivi attinenti alla giurisdizione, di una sentenza emessa dal Consiglio di Stato all'esito di un processo amministrativo, e il procedimento sorto da un'istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, proposta nell'ambito di una causa in corso in primo grado davanti ad un tribunale ordinario, tra le stesse parti, non potendosi qualificare le cause tra loro connesse come pendenti davanti allo "stesso giudice").

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 lug 2008, n. 19514

In tema di giudizio di cassazione e di procedimento in camera di consiglio di cui all'art. 380 "bis" cod. proc. civ., ove la parte che ha proposto ricorso per cassazione vi rinunci, alla manifestazione di tale volontà abdicativa segue la declaratoria di estinzione, anche se sussista una causa di inammissibilità dell'impugnazione evidenziata dal relatore nominato ai sensidell'art. 377 cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 05 ott 2007, n. 20844

Nei procedimenti disciplinari promossi successivamente al 19 giugno 2006, il regime delle impugnazioni, derivante dall'assetto normativo introdotto dall'art. 24 del d.lgs. n. 109 del 2006, come modificato dall'art. 1, comma terzo, della legge n. 269 del 2006, risulta caratterizzato dall'applicazione delle norme processuali penali, per la fase introduttiva, e di quelle civili, per la fase del giudizio. In particolare, una volta che il processo sia pervenuto alle Sezioni Unite della Corte, e quindi sia nella fase del giudizio, è indispensabile garantire a tutte le parti legittimate l'esercizio del diritto di difesa, come assicurato dagli artt. 377, 378 e 379 del codice di procedura civile; pertanto, deve essere verificata la ritualità della comunicazione dell'udienza non soltanto all'avvocato del ricorrente, ma anche a quelle parti che - in forza della disciplina sull'introduzione del giudizio di cassazione ai sensi del codice di procedura penale - non erano ammesse a presentare il controricorso di cuiall'art. 370 cod. proc. civ.(Nella specie, le Sezioni unite, sulla scorta del principio enunciato, hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando alla cancelleria di notificare la nuova data della pubblica udienza al Ministro della Giustizia, che non era stato reso edotto della fissazione dell'udienza ma aveva ricevuto solo la notificazione del ricorso, nella sede ministeriale, anziché nelle forme stabilite dagli artt. 1 e 11 del r.d. n. 1611 del 1933 e dell'art. 9 della legge n. 103 del 1979).