Art. 382 c.p.c. Decisione delle questioni di giurisdizione e di competenza.

Ultimo aggiornamento: 08 febbraio 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 gen 2016, n. 29

Ogni giudice, anche qualora dubiti della sua competenza, deve sempre verificare innanzitutto, anche di ufficio, la sussistenza della propria giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 ott 2015, n. 19787

Ai sensi dell'art. 382 c.p.c., ed a seguito dell'entrata in vigore delle norme che attuano il principio della "translatio iudicii" - segnatamente l'art. 59 della legge n. 69 del 2009, e l'art. 11 del c.p.a. - la cassazione senza rinvio deve essere disposta esclusivamente quando non solo il giudice adito, ma qualsiasi altro giudice sia privo di giurisdizione sulla domanda, sicché non può farsi luogo a tale tipo di pronuncia tutte le volte in cui il giudice che ha emesso la sentenza cassata sia dotato di "potestas iudicandi" e la motivazione della cassazione sia soltanto l'errata estensione dell'esercizio della giurisdizione stessa.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 10 set 2013, n. 20696

In tema di giurisdizione, qualora le Sezioni Unite abbiano disposto, con la declaratoria di giurisdizione, un nuovo giudizio di merito, resta precluso al giudice del rinvio (nella specie, la Corte dei conti, sez. distaccata di Palermo) sindacare "ex novo" l'ammissibilità della domanda, realizzandosi, diversamente, un'ipotesi di diniego di giurisdizione. (Nella specie, relativa ad una azione di risarcimento per i danni arrecati ad una società per azioni a partecipazione pubblica, le S.U. - pur affermando la giurisdizione ordinaria con riguardo ai danni sofferti direttamente dalla società in quanto soggetto privato - avevano ugualmente ritenuto la giurisdizione del giudice contabile in merito alla domanda, proposta in via alternativa, di risarcimento dei danni provocati alla Regione Sicilia per effetto del voto espresso nell'assemblea dal socio pubblico; il giudice del rinvio, peraltro, aveva dichiarato inammissibile tale domanda per difetto di interesse attesa la declinatoria di difetto di giurisdizione sull'altra domanda, già oggetto dell'appello principale; le S.U., in applicazione del principio di cui alla massima, hanno cassato la decisione).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 feb 2012, n. 2312

A norma dell'art. 382 cod. proc. civ. e a seguito dell'entrata in vigore delle norme che attuano il principio della "translatio iudicii" - segnatamente l'art. 59 della legge 18 giugno 2009, n. 69, e l'art. 11 del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 - la cassazione senza rinvio deve essere disposta soltanto quando non solo il giudice adito, ma qualsiasi altro giudice sia privo di giurisdizione sulla domanda; ne consegue che non può farsi luogo a tale tipo di pronuncia tutte le volte in cui il giudice che ha emesso la sentenza cassata sia dotato di "potestas iudicandi" e la motivazione della cassazione sia soltanto l'errata estensione dell'esercizio della giurisdizione stessa. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno cassato con rinvio l'impugnata sentenza del Consiglio di Stato per sconfinamento nella sfera riservata dalla legge alla valutazione discrezionale della P.A.).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 feb 2012, n. 1912

A normadell'art. 382, ultimo comma, cod. proc. civ., va disposta la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata ove si accerti il difetto di legittimazione dell'attore, che toglie in radice ogni possibilità di prosecuzione dell'azione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 10 mag 2011, n. 10174

In tema di giurisdizione, sulle domande di restituzione delle somme corrisposte in esecuzione di sentenza cassata per difetto di giurisdizione, con rimessione delle parti al giudice amministrativo, sussiste la giurisdizione di quest'ultimo, configurandosi la fattispecie della "cassazione con rinvio", in relazione alla qualel'art. 389 cod. proc. civ.prevede la competenza del giudice di rinvio a conoscerne. (Principio enunciato in una fattispecie di pagamento in esecuzione di un lodo arbitrale impugnato per nullità davanti alla corte d'appello la cui sentenza sul merito era stata cassata dalle S. U. per difetto di giurisdizione del giudice ordinario).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 dic 2010, n. 24304

La cessazione dell'appartenenza del magistrato all'ordine giudiziario intervenuta nelle more della definizione del ricorso per cassazione, e quindi prima del passaggio in giudicato della sentenza disciplinare di condanna, comporta la cessazione della materia del contendere, per il venir meno dell'interesse alla definizione del processo in capo all'incolpato, nonché la caducazione della sentenza stessa che diviene giuridicamente inesistente, per la carenza di potere disciplinare in capo al Consiglio superiore della magistratura, con la conseguenza che detta sentenza va cassata senza rinvio, ricorrendo un'ipotesi di carenza di potere, riconducibile alla previsionedell'art. 382, comma terzo, ultima parte, cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 18 giu 2010, n. 14828

Nell'attuale quadro normativo processuale, anche a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 59 della legge n. 69 del 2009 (contenente la disciplina sulla decisione delle questioni di giurisdizione), si è venuta a realizzare la sostanziale riduzione ad unità del processo dalla fase della domanda a quella della decisione, con la connessa esclusione di ogni rilevanza impeditiva dell'eventuale errore iniziale della parte nella individuazione del giudice provvisto di giurisdizione. Ne consegue che la preclusione del regolamento preventivo di giurisdizione dopo che il giudice di merito abbia emesso una pronuncia declinatoria della propria giurisdizione non può più essere limitata all'ipotesi di proposizione dell'indicato rimedio nell'ambito del giudizio instaurato dinanzi a detto giudice, applicandosi tale preclusione anche nel caso in cui il regolamento venga formulato a seguito della riassunzione del giudizio dinanzi al giudice indicato dal primo come quello fornito di "potestas iudicandi", per effetto del giudicato implicito sulla giurisdizione, che si determina in mancanza dell'impugnazione della decisione di difetto di giurisdizione del primo giudice ed in conseguenza della realizzata riassunzione avanti al giudice individuato nella stessa pronuncia.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 24 mar 2010, n. 6994

Il giudice di legittimità provvede d'ufficio sulla cassazione della sentenza impugnata con o senza rinvio o decidendo nel merito, secondo che il vizio riscontrato rientri nelle ipotesi previste dagli artt. 382, 383 o 384, secondo comma, ult. parte, cod. proc. civ., sicché è irrilevante l'eventuale erroneità delle richieste delle parti in un senso o nell'altro. (Fattispecie relativa all'impugnazione di una sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 26 nov 2008, n. 28166

Nel caso in cui la risoluzione di una questione di giurisdizione richieda la ricostruzione del contenuto di una convenzione accessoria ad una concessione di servizio pubblico, stipulata tra l'Amministrazione concedente ed il concessionario, l'interpretazione della convenzione, pur costituendo una questione di fatto, è sindacabile dalla Corte di cassazione, alla quale compete accertarne direttamente la congruità, in quanto, ai fini della decisione delle questioni processuali, quale è certamente quella di giurisdizione, il giudice di legittimità deve conoscere non solo dei fatti processuali, ma di tutti i fatti, anche esterni al processo, dai quali dipenda la soluzione della questione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 31 ott 2008, n. 26296

Il regolamento preventivo di giurisdizione, che costituisce uno strumento preventivo (e facoltativo) per l'immediata e definitiva soluzione delle questioni attinenti alla giurisdizione, è inammissibile dopo che il giudice di merito abbia emesso una sentenza, anche se solo limitata alla giurisdizione, poiché in tal caso la decisione sul punto va rimessa al giudice di grado superiore. (Nella specie, in cui il giudice civile aveva dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in favore del giudice dell'esecuzione penale, le S.U. hanno preliminarmente precisato che la questione relativa all'attribuzione della "potestas iudicandi" al giudice civile o a quello penale non pone un problema di giurisdizione, trattandosi di individuare la sfera di attribuzione di magistrati ordinari che esercitano l'identico potere giurisdizionale, ed hanno, altresì, escluso la convertibilità del regolamento in ricorso per cassazione "ex"art. 360,primo comma, n. 1, cod. proc. civ., essendo il ricorso proposto contro una sentenza di primo grado impugnabile con l'appello)

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 ott 2008, n. 26019

Il potere di controllo delle nullità (non sanabili o non sanate), esercitabile in sede di legittimità, mediante proposizione della questione per la prima volta in tale sede, ovvero mediante il rilievo officioso da parte della Corte di cassazione, va ritenuto compatibile con il sistema delineato dall'art. 111 della Costituzione, allorchè si tratti di ipotesi concernenti la violazione del contraddittorio - in quanto tale ammissibilità consente di evitare che la vicenda si protragga oltre il giudicato, attraverso la successiva proposizione dell'actio nullitatis o del rimedio impugnatorio straordinario exart. 404 cod. proc. civ.da parte del litisconsorte pretermesso - ovvero di ipotesi riconducibili a carenza assoluta di "potestas iudicandi" - come il difetto di legitimatio ad causam o dei presupposti dell'azione, la decadenza sostanziale dall'azione per il decorso di termini previsti dalla legge, la carenza di domanda amministrativa di prestazione previdenziale, od il divieto di frazionamento delle domande, in materia di previdenza ed assistenza sociale (per il quale la legge prevede la declaratoria di improcedibilità in ogni stato e grado del procedimento) -; in tutte queste ipotesi, infatti, si prescinde da un vizio di individuazione del giudice, poiché si tratta non già di provvedimenti emanati da un giudice privo di competenza giurisdizionale, bensì di atti che nessun giudice avrebbe potuto pronunciare, difettando i presupposti o le condizioni per il giudizio. Tale compatibilità con il principio costituzionale della durata ragionevole del processo va, invece, esclusa in tutte quelle ipotesi in cui la nullità sia connessa al difetto di giurisdizione del giudice ordinario e sul punto si sia formato un giudicato implicito, per effetto della pronuncia sul merito in primo grado e della mancata impugnazione, al riguardo, dinanzi al giudice di appello; ciò tanto più nel processo del lavoro, in cui il sistema normativo che fondava l'originario riparto fra giudice ordinario ed amministrativo sul presupposto di una giurisdizione esclusiva sull'atto amministrativo, ne ha poi ricondotto il fondamento al rapporto giuridico dedotto, facendo venir meno la ratio giustificatrice di un intenso potere di controllo sulla giurisdizione, da esercitare "sine die". (In applicazione del su esteso principio, le Sezioni Unite della Corte hanno dichiarato inammissibile l'eccezione di difetto di giurisdizione del G.O., sollevata dall'I.N.P.D.A.P. per la prima volta nel giudizio di legittimità, in fattispecie relativa alla riliquidazione dell'indennità di buonuscita di un docente universitario).