Storico delle modifiche apportate all'articolo 391 Codice di Procedura Civile aggiornato al 2019

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 391 c.p.c. ( Pronuncia sulla rinuncia.).
Tramite la barra temporale è possibile mettere a confronto le modifiche apportate nel tempo.
Fonte: Normattiva.it (testo non ufficiale a carattere non autentico e gratuito)

  1. Art. 391 c.p.c. Pronuncia sulla rinuncia.

    Vigente dal: 17/11/1977 Vigente al: 01/03/2006
    Testo precedente
    Pronuncia sulla rinuncia
    1. Sulla rinuncia la corte provvede con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede con ordinanza.
    2. L'ordinanza o la sentenza, che provvede sulla rinuncia, dispone la restituzione del deposito e condanna il rinunciante alle spese.
    3. L'ordinanza ha efficacia di titolo esecutivo.
    4. La condanna non è pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
    Testo modificato
    Pronuncia sulla rinuncia
    1. Sulla rinuncia la corte provvede con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede con ordinanza.
    2. L'ordinanza o la sentenza, che provvede sulla rinuncia, condanna il rinunciante alle spese.
    3. L'ordinanza ha efficacia di titolo esecutivo.
    4. La condanna non è pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
  2. Art. 391 c.p.c. Pronuncia sulla rinuncia.

    Vigente dal: 02/03/2006 Vigente al: 29/10/2016
    Testo precedente
    Pronuncia sulla rinuncia
    1. Sulla rinuncia la corte provvede con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede con ordinanza.
    2. L'ordinanza o la sentenza, che provvede sulla rinuncia, condanna il rinunciante alle spese.
    3. L'ordinanza ha efficacia di titolo esecutivo.
    4. La condanna non è pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
    Testo modificato
    Pronuncia sulla rinuncia
    1. Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta per legge, la Corte provvede con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede il presidente con decreto.
    2. Il decreto o la sentenza che dichiara l'estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese.
    3. Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessuna delle parti chiede la fissazione dell'udienza nel termine di dieci giorni dalla comunicazione.
    4. La condanna non è pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
  3. Art. 391 c.p.c. Pronuncia sulla rinuncia.

    Vigente dal: 30/10/2016 Vigente al:
    Testo precedente
    Pronuncia sulla rinuncia
    1. Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta per legge, la Corte provvede con sentenza quando deve decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento, altrimenti provvede il presidente con decreto.
    2. Il decreto o la sentenza che dichiara l'estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese.
    3. Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessuna delle parti chiede la fissazione dell'udienza nel termine di dieci giorni dalla comunicazione.
    4. La condanna non è pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
    Testo modificato
    Pronuncia sulla rinuncia
    1. Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta per legge la Corte provvede con ordinanza in camera di consiglio, salvo che debba decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento fissati per la pubblica udienza. Provvede il presidente, con decreto, se non è stata ancora fissata la data della decisione.
    2. Il decreto , l'ordinanza o la sentenza che dichiara l'estinzione può condannare la parte che vi ha dato causa alle spese.
    3. Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo se nessuna delle parti chiede la fissazione dell'udienza nel termine di dieci giorni dalla comunicazione.
    4. La condanna non è pronunciata, se alla rinuncia hanno aderito le altre parti personalmente o i loro avvocati autorizzati con mandato speciale.
    Il D.L. 31 agosto 2016, n. 168, convertito con modificazioni dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197, ha disposto (con l'art. 1-bis, comma 2) che "Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai ricorsi depositati successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nonché a quelli già depositati alla medesima data per i quali non è stata fissata udienza o adunanza in camera di consiglio".

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 23 set 2014, n. 19980

Dichiara estinto e rimette sez. semplici, Comm. Trib. Reg. Toscana, 15/05/200 Il decreto di cui all'art. 391, primo comma, cod. proc. civ. ha la medesima funzione (di pronuncia sulla fattispecie estintiva) e il medesimo effetto (di attestazione che il processo di cassazione deve chiudersi perché si è verificato un fenomeno estintivo) che l'ordinamento processuale riconosce alla sentenza o all'ordinanza, con la differenza che, mentre nei confronti dei suddetti provvedimenti è ammessa solo la revocazione ex art. 391 bis cod. proc. civ., avverso il decreto presidenziale l'art. 391, terzo comma, cod. proc. civ., individua, quale rimedio, il deposito di un'istanza di sollecitazione alla fissazione dell'udienza (collegiale) per la trattazione del ricorso. Tale istanza - che, non avendo carattere impugnatorio, non deve essere motivata - va depositata nel termine, da ritenersi perentorio

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 mag 2013, n. 11348

È inammissibile l'istanza di correzione degli errori materiali proposta avverso un'ordinanza pronunciata dalla Corte di cassazione la quale, dopo aver dichiarato in motivazione che il ricorrente, in ragione della sua totale soccombenza, era tenuto al rimborso delle spese in favore delle parti vittoriose, abbia nel dispositivo compensato per intero le stesse tra le parti, atteso che la composizione del contrasto logico esistente tra motivazione e dispositivo presuppone un'attività di interpretazione dell'effettivo "decisum" non consentita in sede di correzione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 11 apr 2012, n. 5709

Non è ammissibile il ricorso per revocazione della sentenza della Corte di cassazione, motivato con la pregressa abrogazione, non considerato nella sentenza, della norma applicata, atteso che stabilire se una disposizione normativa sia stata abrogata costituisce una tipica questione di diritto, in nessun modo riconducibile nel paradigma dell'errore di fatto, contemplatodall'art. 391-bis cod. proc. civ.mediante rinvioall'art. 395, n. 4, cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 apr 2011, n. 8925

In tema di ricorso per cassazione, la normadell'art. 334, secondo comma, cod. proc. civ.- secondo cui, ove l'impugnazione principale sia dichiarata inammissibile, l'impugnazione incidentale tardiva perde efficacia - non trova applicazione nell'ipotesi di rinuncia all'impugnazione principale; poiché, infatti, la parte destinataria della rinuncia non ha alcun potere di opporsi all'iniziativa dell'avversario, l'ipotetica assimilazione di tale ipotesi a quelle dell'inammissibilità e dell'improcedibilità dell'impugnazione principale finirebbe per rimettere l'esito dell'impugnazione incidentale tardiva all'esclusiva volontà dell'impugnante principale.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 06 set 2010, n. 19051

Il ricorso scrutinato ai sensi dell'art. 360 bis, n. 1 cod. proc. civ. deve essere rigettato per manifesta infondatezza e non dichiarato inammissibile, se la sentenza impugnata si presenta conforme alla giurisprudenza di legittimità e non vengono prospettati argomenti per modificarla, posto che anche in mancanza, nel ricorso, di argomenti idonei a superare la ragione di diritto cui si è attenuto il giudice del merito, il ricorso potrebbe trovare accoglimento ove, al momento della decisione della Corte, con riguardo alla quale deve essere verificata la corrispondenza tra la decisione impugnata e la giurisprudenza di legittimità, la prima risultasse non più conforme alla seconda nel frattempo mutata.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 feb 2010, n. 3876

A normadell'art. 390, ultimo comma, cod. proc. civ., l'atto di rinuncia al ricorso per cassazione deve essere notificato alle parti costituite o comunicato agli avvocati delle stesse, che vi appongono il visto; ne consegue che, in difetto di tali requisiti, l'atto di rinuncia non è idoneo a determinare l'estinzione del processo, ma, poiché è indicativo del venir meno dell'interesse al ricorso, ne determina comunque l'inammissibilità.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 lug 2008, n. 19514

In tema di giudizio di cassazione e di procedimento in camera di consiglio di cui all'art. 380 "bis" cod. proc. civ., ove la parte che ha proposto ricorso per cassazione vi rinunci, alla manifestazione di tale volontà abdicativa segue la declaratoria di estinzione, anche se sussista una causa di inammissibilità dell'impugnazione evidenziata dal relatore nominato ai sensidell'art. 377 cod. proc. civ.