Storico delle modifiche apportate all'articolo 398 Codice di Procedura Civile aggiornato al 2020

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 398 c.p.c. ( Proposizione della domanda.).
Tramite la barra temporale è possibile mettere a confronto le modifiche apportate nel tempo.
Fonte: Normattiva.it (testo non ufficiale a carattere non autentico e gratuito)

  1. Art. 398 c.p.c. Proposizione della domanda.

    Vigente dal: 17/11/1977 Vigente al: 31/12/1992
    Testo precedente
    Proposizione della domanda
    1. La revocazione si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.
    2. La citazione deve indicare, a pena d'inammissibilità, il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsità, o del recupero dei documenti.
    3. La citazione deve essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale e deve essere preceduta dal deposito prescritto per il ricorso in cassazione nell'articolo 364. Se la sentenza della quale si chiede la revocazione è pronunciata dal conciliatore, il deposito è di lire cento.
    4. La proposizione della revocazione sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo, fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione.
    Testo modificato
    Proposizione della domanda
    1. La revocazione si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.
    2. La citazione deve indicare, a pena d'inammissibilità, il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsità, o del recupero dei documenti.
    3. La citazione deve essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale.
    4. La proposizione della revocazione sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo, fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione.
  2. Art. 398 c.p.c. Proposizione della domanda.

    Vigente dal: 01/01/1993 Vigente al:
    Testo precedente
    Proposizione della domanda
    1. La revocazione si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.
    2. La citazione deve indicare, a pena d'inammissibilità, il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsità, o del recupero dei documenti.
    3. La citazione deve essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale.
    4. La proposizione della revocazione sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo, fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione.
    Testo modificato
    Proposizione della domanda
    1. La revocazione si propone con citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.
    2. La citazione deve indicare, a pena d'inammissibilità, il motivo della revocazione e le prove relative alla dimostrazione dei fatti di cui ai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395, del giorno della scoperta o dell'accertamento del dolo o della falsità, o del recupero dei documenti.
    3. La citazione deve essere sottoscritta da un difensore munito di procura speciale.
    4. La proposizione della revocazione non sospende il termine per proporre il ricorso per cassazione o il procedimento relativo. Tuttavia il giudice davanti a cui è proposta la revocazione, su istanza di parte, può sospendere l'uno o l'altro fino alla comunicazione della sentenza che abbia pronunciato sulla revocazione, qualora ritenga non manifestamente infondata la revocazione proposta.
    La L. 26 novembre 1990, n. 353, come modificata dalla L. 4 dicembre 1992, n. 477, ha disposto (con l'art. 92, comma 1) che "Fatta eccezione per la disposizione di cui all'articolo 1, la presente legge entra in vigore il 1 gennaio 1993. Ai giudizi pendenti a tale data si applicano, fino al 2 gennaio 1994, le disposizioni anteriormente vigenti."

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 lug 2015, n. 13863

La domanda di revocazione della sentenza della Corte di cassazione per errore di fatto deve contenere, a pena di inammissibilità, l'indicazione del motivo della revocazione, prescritto dall'art. 398, secondo comma, cod. proc. civ., e la esposizione dei fatti di causa rilevanti, richiesta dall'art. 366, n. 3, cod. proc. civ..

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 mag 2014, n. 10416

In materia di revocazione ordinaria, nessuna disposizione del codice di procedura civile inibisce alla parte, che pure abbia ottenuto la sospensione del termine per la proposizione dell'impugnazione exart. 398 cod. proc. civ., di svolgere egualmente l'impugnazione, tenuto conto delle circostanze e di ragioni di opportunità difensiva.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 feb 2014, n. 3200

E inammissibile il ricorso per cassazione per motivi inerenti la giurisdizione ai sensidell'art. 111, ultimo comma, Cost., avverso la sentenza resa dal Consiglio di Stato in relazione alla richiesta di revocazione di una decisione dallo stesso pronunciata, in quanto il ricorso straordinario exart. 111, ottavo comma, Cost., e il ricorso per revocazione costituiscono rimedi concorrenti, esperibili solo contro la decisione di merito, traducendosi, una diversa soluzione, in una indebita protrazione dei termini per l'impugnazione straordinaria.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 mar 2012, n. 4193

Il ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione è inammissibile qualora il ricorrente alleghi che il giudice di merito, nel pronunciarsi al riguardo, abbia commesso un errore exart. 395, n. 4, cod. proc. civ., atteso che il potere di correggere il vizio revocatorio compete allo stesso giudice che vi è incorso; questa competenza funzionale non è derogata in ragione del potere delle Sezioni Unite della Corte di cassazione di apprezzare le risultanze istruttorie quale giudice del fatto nelle questioni di giurisdizione, poiché il vizio revocatorio suppone l'indiscutibile oggettività della circostanza erroneamente percepita, senza alcuna possibilità di apprezzamento istruttorio. (Nella specie, applicando il principio, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un ex dipendente pubblico avverso la decisione del giudice territoriale, cui egli rimproverava di aver negato la giurisdizione ordinaria per l'errata percezione della data di cessazione dal servizio, risultante dai documenti di causa).