Art. 414 c.p.c. Forma della domanda.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 mar 2009, n. 5454

In tema di demansionamento e relativo onere probatorio, il lavoratore può reagire al potere direttivo che assume esercitato illegittimamente prospettando circostanze di fatto volte a dare fondamento alla denuncia e, quindi, con un onere di allegazione di elementi di fatto significativi dell'illegittimo esercizio, mentre il datore di lavoro, convenuto in giudizio, è tenuto a prendere posizione, in maniera precisa e non limitata ad una generica contestazione, circa i fatti posti dal lavoratore a fondamento della domanda (art. 416 c.p.c.) e può allegarne altri, indicativi, per converso, del legittimo esercizio del potere direttivo. (Nella specie, le S.U. hanno confermato la decisione della corte territoriale che aveva ritenuto infondata la domanda del lavoratore per la "carenza di ogni allegazione quanto alla natura demansionante dei compiti lavorativi afferenti allo specifico incarico").

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 feb 2009, n. 4464

Il ricorso al giudice di pace, previsto dall'art. 4, comma quarto, della legge n. 77 del 1955 (come sostituito dall'art. 2 della legge n. 235 del 2000), avverso l'atto amministrativo di reiezione dell'istanza del debitore interessato (ovvero del suo rifiuto a provvedere su di essa) da parte del responsabile dirigente dell'ufficio potesti della competente Camera di commercio, intesa al riconoscimento del diritto alla cancellazione del proprio nominativo dal registro informatico dei protesti, introduce un ordinario giudizio di cognizione, pienamente autonomo rispetto alla pregressa fase amministrativa, nel quale il giudice di merito deve procedere al concreto accertamento del diritto fatto valere dall'interessato, applicando esclusivamente le norme di cui agli articoli da 414 a 438 cod. proc. civ., espressamente richiamate dal menzionato comma quarto dell'art. 4 della legge n. 77 del 1955 e, quindi, avvalendosi dei poteri istruttori concessi dagli artt. 420 e 421 dello stesso codice di rito. (Nella specie, la S.C., in base all'enunciato principio, ha cassato l'impugnata sentenza che aveva accolto la domanda di opposizione del debitore interessato senza, però, che fosse stata fornita la necessaria prova documentale secondo una delle modalità prescritte dal primo comma dell'art. 4 della legge n. 77 del 1955, insuscettibili di essere sostituite da forme equipollenti, così pervenendo al rigetto nel merito della domanda).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 lug 2008, n. 20604

Nel rito del lavoro l'appello, pur tempestivamente proposto nel termine previsto dalla legge, è improcedibile ove la notificazione del ricorso depositato e del decreto di fissazione dell'udienza non sia avvenuta, non essendo consentito - alla stregua di un'interpretazione costituzionalmente orientata imposta dal principio della cosiddetta ragionevole durata del processo "ex" art. 111, secondo comma, Cost. - al giudice di assegnare, "ex" art. 421 cod. proc. civ., all'appellante un termine perentorio per provvedere ad una nuova notifica a norma dell'art. 291 cod. proc. civ.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 ott 2007, n. 20845

Ai sensi dell'art. 82 del r.d. n. 37 del 1934 - non abrogato neanche per implicito dagli artt. 1 e 6 della legge n. 27 del 1997 ed applicabile anche al rito del lavoro - il procuratore che eserciti il suo ministero fuori della circoscrizione del tribunale cui è assegnato deve eleggere domicilio, all'atto di costituirsi in giudizio, nel luogo dove ha sede l'ufficio giudiziario presso il quale è in corso il processo, intendendosi, in difatto, che egli abbia eletto domicilio presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria. Ne consegue che tale domicilio assume rilievo ai fini della notifica della sentenza per il decorso del termine breve per l'impugnazione, nonché per la notifica dell'atto di impugnazione, rimanendo di contro irrilevante l'indicazione della residenza o anche l'elezione del domicilio fatta dalla parte stessa nella procura alle liti.