Art. 42 c.p.c. Regolamento necessario di competenza.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 gen 2016, n. 29

Ogni giudice, anche qualora dubiti della sua competenza, deve sempre verificare innanzitutto, anche di ufficio, la sussistenza della propria giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 29 set 2014, n. 20449

Anche dopo l'innovazione introdotta dalla novella di cui alla legge 18 giugno 2009, n. 69, in relazione alla forma della decisione sulla competenza (da adottarsi, ora, con ordinanza anziché con sentenza), il provvedimento del giudice adito (nella specie monocratico), che, nel disattendere la corrispondente eccezione, affermi la propria competenza e disponga la prosecuzione del giudizio innanzi a sé, è insuscettibile di impugnazione con il regolamento exart. 42 cod. proc. civ., ove non preceduto dalla rimessione della causa in decisione e dal previo invito alle parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito, salvo che quel giudice, così procedendo e statuendo, lo abbia fatto conclamando, in termini di assoluta e oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità, l'idoneità della propria determinazione a risolvere definitivamente, davanti a sé, la suddetta questione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 29 lug 2013, n. 18189

La questione relativa all'attribuzione al giudice ordinario penale o civile della "potestas iudicandi" su di una determinata controversia non pone un problema di riparto di giurisdizione, cioè di delimitazione della giurisdizione ordinaria nei confronti di quella amministrativa o speciale, ma investe la suddivisione delle competenze tra diversi giudici ugualmente esercitanti la giurisdizione ordinaria. (Così statuendo, la S.C. ha dichiarato inammissibile, ove qualificato come regolamento di giurisdizione, il ricorso proposto avverso alcune ordinanze cautelari, con cui l'adito giudice civile aveva ritenuto inammissibili le domande, con le quali l'istante aveva invocato l'adozione di provvedimenti necessari a consentirgli di difendersi personalmente in un giudizio penale pendente a suo carico, dopo che analoga pretesa era stata disattesa dal giudice di quest'ultimo).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 07 gen 2013, n. 145

La domanda risarcitoria formulata dal concessionario di impianto idroelettrico per grande derivazione di acqua nei confronti della P.A., per asserito omesso esercizio, da parte di quest'ultima, di prerogative pubblicistiche, appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, non essendo nella specie configurabili interferenze con la giurisdizione e la competenza del giudice ordinario, nella sua articolazione specializzata costituita dal tribunale regionale delle acque pubbliche, posto che il potere decisionale di quest'ultimo è circoscritto alle questioni concernenti gli interessi pubblici connessi al regime delle acque strettamente inteso e si arresta nel momento in cui, completata la presa di derivazione, l'acqua si trasforma in energia motrice, conseguendone, altresì, sul piano risarcitorio, che detto potere investe esclusivamente le domande fondate su comportamenti che coinvolgano apprezzamenti circa la deliberazione, la progettazione e l'attuazione di opere idrauliche, o comunque sulle scelte dell'amministrazione per la tutela di interessi generali correlati al regime delle acque implicanti valutazioni od apprezzamenti tecnici, senza estendersi alle istanze risarcitorie che nelle vicende relative al governo delle acque trovino solo indiretto presupposto.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 nov 2012, n. 21348

In ipotesi di sospensione del processo disposta dal giudice civile, non già in considerazione della ravvisata sussistenza del rapporto di pregiudizialità di cuiall'art. 295 cod. proc. civ., ma per la necessità di attendere la decisione di una questione da lui ritenuta appartenente all'esclusiva giurisdizione amministrativa, l'impugnazione della relativa ordinanza col mezzo del regolamento di competenza, ai sensidell'art. 42 cod. proc. civ., e per il motivo della denunciata violazionedell'art. 295 cod. proc. civ., investe in realtà inevitabilmente il profilo della giurisdizione; ne consegue la possibilità che la proposta istanza per regolamento di competenza sia convertita, ricorrendone le condizioni fissatedall'art. 41 cod. proc. civ., in ricorso per regolamento di giurisdizione e rimessa per la decisione alle sezioni unite della Corte di cassazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 19 giu 2012, n. 10027

Salvi soltanto i casi in cui la sospensione del giudizio sulla causa pregiudicata sia imposta da una disposizione specifica ed in modo che debba attendersi che sulla causa pregiudicante sia pronunciata sentenza passata in giudicato, quando fra due giudizi esista rapporto di pregiudizialità, e quello pregiudicante sia stato definito con sentenza non passata in giudicato, è possibile la sospensione del giudizio pregiudicato soltanto ai sensidell'art. 337 cod. proc. civ., come si trae dall'interpretazione sistematica della disciplina del processo, in cui un ruolo decisivo rivestel'art. 282 cod. proc. civ.: il diritto pronunciato dal giudice di primo grado, invero, qualifica la posizione delle parti in modo diverso da quello dello stato originario di lite, giustificando sia l'esecuzione provvisoria, sia l'autorità della sentenza di primo grado. Pertanto, allorché penda, in grado di appello, sia il giudizio in cui è stata pronunciata una sentenza su causa di riconoscimento di paternità naturale e che l'abbia dichiarata, sia il giudizio che su tale base abbia accolto la domanda di petizione di eredità, ed entrambe le sentenze siano state impugnate, il secondo giudizio non deve di necessità essere sospeso, in attesa che nel primo si formi la cosa giudicata sulla dichiarazione di paternità naturale, ma può esserlo, ai sensidell'art. 337 cod. proc. civ., se il giudice del secondo giudizio non intenda riconoscere l'autorità dell'altra decisione. Non ostano, a tale conclusione, le disposizioni degli artt. 573 e 715 cod. civ., non essendo in questione il momento dal quale si producono gli effetti della dichiarazione di filiazione naturale, ma il potere del giudice, cui la seconda domanda sia proposta, di conoscerne sulla base della filiazione naturale già riconosciuta con sentenza, pur non ancora passata in giudicato.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 06 set 2010, n. 19047

In tema di arbitrato, la disciplina sull'impugnabilità con regolamento di competenza, necessario o facoltativo (artt. 42 e 43 cod. proc. civ.), della sentenza del giudice di merito affermativa o negatoria della propria competenza sulla convenzione di arbitrato, recata dal nuovo testo dell'art. 819-ter cod. proc. civ. (introdotto dall'art. 22 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), trova applicazione soltanto in relazione a sentenze pronunciate con riferimento a procedimenti arbitrali iniziati successivamente alla data del 2 marzo 2006, disponendo in tal senso, con formulazione letterale inequivoca, la norma transitoria dettata dall'art. 27, comma 4, dell'anzidetto d.lgs. n. 40, dovendosi, pertanto, escludere che l'operatività della nuova disciplina possa ancorarsi a momenti diversi, quale quello dell'inizio del giudizio dinanzi al giudice ordinario nel quale si pone la questione di deferibilità agli arbitri della controversia ovvero quello della data di pubblicazione della sentenza del medesimo giudice che risolve la questione di competenza. (Principio di diritto enunciato in sede di regolamento di competenza avente ad oggetto sentenza pronunciata in controversia attinente a domande di arbitrato proposte prima del 2 marzo 2006).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 21 dic 2009, n. 26833

Non può essere impugnato con istanza di regolamento di competenza, dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di cassazione, il provvedimento di sospensione del processo disposto dal tribunale amministrativo regionale, perchél'art. 42 cod. proc. civ.fa esclusivamente riferimento ai giudizi che si svolgono davanti al giudice ordinario e non è applicabile anche ai giudizi pendenti davanti ai giudici speciali; inoltre, l'esame della eccezione d'incompetenza svolta nei giudizi davanti al tribunale amministrativo è demandato esclusivamente al Consiglio di Stato in via preventiva (art. 31 della legge n. 1034 del 1971) ovvero in sede di impugnazione.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 09 lug 2009, n. 16091

In materia di procedimenti cautelari, è inammissibile la proposizione del regolamento di competenza, anche nell'ipotesi di duplice declaratoria d'incompetenza formulata in sede di giudizio di reclamo, sia in ragione della natura giuridica dei provvedimenti declinatori della competenza - che, in sede cautelare, non possono assurgere al "genus" della sentenza e sono, pertanto, inidonei ad instaurare la procedura di regolamento in quanto caratterizzati dalla provvisorietà e dalla riproponibilità illimitata - sia perché l'eventuale decisione, pronunciata in esito al procedimento disciplinatodall'art. 47 cod. proc. civ., sarebbe priva del requisito della definitività, in ragione del peculiare regime giuridico del procedimento cautelare nel quale andrebbe ad inserirsi. (Nella fattispecie, e a seguito di reclamo contro un'ordinanza emessa in sede cautelare, il Tribunale del lavoro in composizione collegiale aveva declinato la propria competenza a favore della Corte d'appello, che, a sua volta, si era dichiarata incompetente ed aveva richiesto, d'ufficio, il regolamento di competenza).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 mar 2009, n. 6597

Qualora il giudice ordinario abbia, in primo grado, dichiarato la propria "incompetenza" in favore del giudice straniero - ai sensi dell'art. 27, comma 2, del regolamento CE n. 44/01 del Consiglio, del 22 dicembre 2000 -, la relativa sentenza non è impugnabile con il regolamento di competenza ma con l'appello, trattandosi di una decisione sulla "competenza internazionale" che attiene, dunque, non alla ripartizione interna della competenza tra i giudici dell'ordinamento italiano, ma ad una questione di giurisdizione tra i giudici di diversi Stati.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 31 ott 2008, n. 26296

Il regolamento preventivo di giurisdizione, che costituisce uno strumento preventivo (e facoltativo) per l'immediata e definitiva soluzione delle questioni attinenti alla giurisdizione, è inammissibile dopo che il giudice di merito abbia emesso una sentenza, anche se solo limitata alla giurisdizione, poiché in tal caso la decisione sul punto va rimessa al giudice di grado superiore. (Nella specie, in cui il giudice civile aveva dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in favore del giudice dell'esecuzione penale, le S.U. hanno preliminarmente precisato che la questione relativa all'attribuzione della "potestas iudicandi" al giudice civile o a quello penale non pone un problema di giurisdizione, trattandosi di individuare la sfera di attribuzione di magistrati ordinari che esercitano l'identico potere giurisdizionale, ed hanno, altresì, escluso la convertibilità del regolamento in ricorso per cassazione "ex"art. 360,primo comma, n. 1, cod. proc. civ., essendo il ricorso proposto contro una sentenza di primo grado impugnabile con l'appello)

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 29 ago 2008, n. 21931

Il provvedimento di sospensione del processo adottato dal giudice di pace è impugnabile dalla parte con il regolamento necessario di competenza, non ostandovil'art. 46 cod. proc. civ.che - pur sancendo l'inapplicabilità nei giudizi davanti al giudice di pacedell'art. 42 cod. proc. civ.il quale, nel testo risultante dall'art. 6 della legge n. 353 del 1990, prevede la generale proponibilità del regolamento avverso i provvedimenti che dichiarano la sospensione del processo, dev'essere interpretato nel senso, costituzionalmente orientato, di limitare l'inammissibilità del regolamento ai soli provvedimenti del giudice di pace che decidono sulla competenza, consentendo invece alla parte di avvalersi dell'unico strumento di tutela che, attraverso un'immediata verifica della sussistenza dei presupposti giuridici del provvedimento di sospensione, assicuri la sollecita ripresa delle attività processuali, impedendo le lesione del diritto alla ragionevole durata del processo.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 16 lug 2008, n. 19512

Ove la sezione specializzata agraria rimetta la causa al Presidente del tribunale, affinché sia assegnata alla sezione ordinaria tabellarmente competente del medesimo tribunale sul presupposto che il giudizio non abbia ad oggetto una controversia agraria, il ricorso avverso tale provvedimento, nel quale si chiede la declaratoria di competenza della sezione specializzata graria di diverso tribunale - attinendo alla ripartizione del potere giurisdizionale all'interno dello stesso ordine - pone una questione di competenza e non di giurisdizione, ed è perciò qualificabile come regolamento di competenza; lo stesso è peraltro inammissibile, atteso che avendo il provvedimento impugnato carattere ordinatorio interno, a valenza meramente amministrativa, manca una pronuncia di natura decisoria sulla competenza.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 07 gen 2008, n. 35

Le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno il potere di pronunciarsi sulla giurisdizione anche in sede di regolamento di competenza proposto contro il provvedimento di sospensione del processo ai sensidell'art. 295 cod. proc. civ., essendo la questione di giurisdizione rilevabile d'ufficio fino a quando sul punto non intervenga il giudicato, anche implicito.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 28 nov 2007, n. 24663

Il regolamento di giurisdizione con cui si chieda dichiararsi la giurisdizione del Tribunale delle Acque Pubbliche relativamente alla domanda proposta dinanzi al giudice ordinario da un ente acquedottistico a tutela delle condotte, è inammissibile, perché la questione attiene alla competenza e non alla giurisdizione, non essendo i Tribunali regionali delle acque pubbliche giudici speciali, ma organi specializzati della giurisdizione ordinaria.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 ott 2007, n. 21860

A differenza del provvedimento di sospensione del processo di cognizione, per il qualel'art. 42 cod. proc. civ.espressamente prevede l'impugnazione col regolamento di competenza, il provvedimento di sospensione del processo esecutivo ha natura cautelare e produce l'effetto indicatodall'art. 626 cod. proc. civ., con la conseguenza che avverso il medesimo sono esperibili - a seconda del regime applicabile "ratione temporis" - l'opposizione agli atti esecutivi o il reclamo al collegio di cuiall'art. 669-terdecies cod. proc. civ., rimanendo invece inammissibile il regolamento di competenza.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 ott 2007, n. 21858

Il fatto che la pronuncia sulla competenza impugnata con il regolamento sia stata assunta con ordinanza, anziché con sentenza, non incide sull'esperibilità del regolamento di competenza, giacchénell'art. 42 cod. proc. civ.il termine sentenza è adoperato nel senso di provvedimento avente contenuto di pronuncia sulla competenza, indipendentemente dalla sua qualificazione formale.