Storico delle modifiche apportate all'articolo 587 Codice di Procedura Civile aggiornato al 2018

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 587 c.p.c. ( Inadempienza dell'aggiudicatario.) da ultimo modificato con L. 30 giugno 2016, n. 119 (in G.U. 02/07/2016, n. 153)., aggiornato al 2018.
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  1. Art. 587 c.p.c. Inadempienza dell'aggiudicatario.

    Testo precedente
    Se il prezzo non è depositato nel termine stabilito [c.p.c. 585] , il giudice dell'esecuzione con decreto [c.p.c. 135] dichiara la decadenza dell'aggiudicatario, pronuncia la perdita della cauzione [c.p.c. 119, 580] a titolo di multa [c.p.c. 509] e quindi dispone un nuovo incanto.
    Per il nuovo incanto si procede a norma degli articoli 576 e seguenti. Se il prezzo che se ne ricava, unito alla cauzione confiscata, risulta inferiore a quello dell'incanto precedente, l'aggiudicatario inadempiente è tenuto al pagamento della differenza [disp. att. c.p.c. 177; c.n. 666].
    Testo modificato
    Se il prezzo non è depositato nel termine stabilito [c.p.c. 585] , il giudice dell'esecuzione con decreto [c.p.c. 135] dichiara la decadenza dell'aggiudicatario, pronuncia la perdita della cauzione [c.p.c. 119, 580] a titolo di multa [c.p.c. 509] e quindi dispone un nuovo incanto. La disposizione di cui al periodo precedente si applica altresì nei confronti dell'aggiudicatario che non ha versato anche una sola rata entro dieci giorni dalla scadenza del termine; il giudice dell'esecuzione dispone la perdita a titolo di multa anche delle rate già versate. Con il decreto adottato a norma del periodo precedente, il giudice ordina altresì all'aggiudicatario che sia stato immesso nel possesso di rilasciare l'immobile al custode; il decreto costituisce titolo esecutivo per il rilascio.
    Per il nuovo incanto si procede a norma degli articoli 576 e seguenti. Se il prezzo che se ne ricava, unito alla cauzione confiscata, risulta inferiore a quello dell'incanto precedente, l'aggiudicatario inadempiente è tenuto al pagamento della differenza [disp. att. c.p.c. 177; c.n. 666].
  2. Art. 587 c.p.c. Inadempienza dell'aggiudicatario.

    Atto di modifica: L. 30 giugno 2016, n. 119 (in G.U. 02/07/2016, n. 153). Entrata in vigore: 03/07/2016
    Testo precedente
    Se il prezzo non è depositato nel termine stabilito [c.p.c. 585] , il giudice dell'esecuzione con decreto [c.p.c. 135] dichiara la decadenza dell'aggiudicatario, pronuncia la perdita della cauzione [c.p.c. 119, 580] a titolo di multa [c.p.c. 509] e quindi dispone un nuovo incanto. La disposizione di cui al periodo precedente si applica altresì nei confronti dell'aggiudicatario che non ha versato anche una sola rata entro dieci giorni dalla scadenza del termine; il giudice dell'esecuzione dispone la perdita a titolo di multa anche delle rate già versate. Con il decreto adottato a norma del periodo precedente, il giudice ordina altresì all'aggiudicatario che sia stato immesso nel possesso di rilasciare l'immobile al custode; il decreto costituisce titolo esecutivo per il rilascio.
    Per il nuovo incanto si procede a norma degli articoli 576 e seguenti. Se il prezzo che se ne ricava, unito alla cauzione confiscata, risulta inferiore a quello dell'incanto precedente, l'aggiudicatario inadempiente è tenuto al pagamento della differenza [disp. att. c.p.c. 177; c.n. 666].
    Testo modificato
    Se il prezzo non è depositato nel termine stabilito [c.p.c. 585] , il giudice dell'esecuzione con decreto [c.p.c. 135] dichiara la decadenza dell'aggiudicatario, pronuncia la perdita della cauzione [c.p.c. 119, 580] a titolo di multa [c.p.c. 509] e quindi dispone un nuovo incanto. La disposizione di cui al periodo precedente si applica altresì nei confronti dell'aggiudicatario che non ha versato anche una sola rata entro dieci giorni dalla scadenza del termine; il giudice dell'esecuzione dispone la perdita a titolo di multa anche delle rate già versate. Con il decreto adottato a norma del periodo precedente, il giudice ordina altresì all'aggiudicatario che sia stato immesso nel possesso di rilasciare l'immobile al custode; il decreto è attuato dal custode a norma dell'articolo 560, quarto comma.
    Per il nuovo incanto si procede a norma degli articoli 576 e seguenti. Se il prezzo che se ne ricava, unito alla cauzione confiscata, risulta inferiore a quello dell'incanto precedente, l'aggiudicatario inadempiente è tenuto al pagamento della differenza [disp. att. c.p.c. 177; c.n. 666].