Art. 617 c.p.c. Forma dell'opposizione.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 29 mar 2017, n. 8116

La controversia concernente l'opposizione avverso la cartella di pagamento per sanzioni amministrative comminate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, atteso che, con riferimento ai ricorsi avverso i provvedimenti amministrativi pronunciati dalla predetta Autorità, la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, di cui all'art. 33, comma 1, della l. n. 287 del 1990, è da ritenersi limitata - conformemente all'art. 103 Cost. ed alle indicazioni contenute in Corte cost. n. 204 del 2004 - ai soli casi in cui sia in discussione un atto che sia espressione della funzione pubblica e sia adottato nell'ambito di un rapporto giuridico caratterizzato non dalla posizione di parità dei soggetti (secondo lo schema diritti-doveri), ma da una relazione asimmetrica, sintetizzata nella formula potere-soggezione. Pertanto, qualora non sia contestato il provvedimento irrogativo delle sanzioni e, quindi, il preteso illegittimo esercizio di pubblici poteri, ma il semplice diritto a riscuotere le stesse a mezzo notifica della cartella esattoriale, preordinata all'espropriazione forzata, la tutela giudiziaria resta affidata ai rimedi dell'opposizione all'esecuzione ed agli atti esecutivi di cui agli artt. 615 e segg. c.p.c.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 giu 2017, n. 13913

In materia di esecuzione forzata tributaria, l'opposizione agli atti esecutivi avverso l'atto di pignoramento asseritamente viziato per omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o di altro atto prodromico al pignoramento), è ammissibile e va proposta - ai sensi degli artt. 2, comma 1, e 19 del d.lgs. n. 546 del 1992, dell'art. 57 del d.P.R. n. 602 del 1973 e dell'art. 617 c.p.c. - davanti al giudice tributario, risolvendosi nell'impugnazione del primo atto in cui si manifesta al contribuente la volontà di procedere alla riscossione di un ben individuato credito tributario.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 29 lug 2013, n. 18185

Gli atti del giudice istruttore o del professionista delegato, relativi alle operazioni di vendita di immobili non divisibili, espletate nel corso di procedimento di scioglimento di comunione, agli effetti dell'art. 788 cod. proc. civ., sono soggetti al rimedio dell'opposizione agli atti esecutivi, di cui agli artt. 617 e 618 cod. proc. civ., rimanendo, pertanto, inammissibile, giacché preclusa dall'applicabilità di tale rimedio, la denuncia di vizi formali del decreto di trasferimento del bene derivanti dal mancato accoglimento di richiesta di attribuzione dei beni avanzata nel corso del giudizio divisorio.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 17 apr 2012, n. 5994

L'opposizione ex art. 617 cod. proc. civ,. diretta a far valere vizi della cartella di pagamento emessa in esito ad iscrizione a ruolo del contributo unificato previsto dall'art. 9 del d.P.R. n. 115 del 2002, rientra nella giurisdizione del giudice tributario, atteso che il contributo unificato ha natura di entrata tributaria e che il controllo delle cartelle esattoriali, configurabili come atti di riscossione e non di esecuzione forzata, spetta a quel giudice quando le cartelle riguardino tributi.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 03 mag 2010, n. 10617

La sospensione feriale dei termini processuali, prevista dall'art. 1 della legge n. 742 del 1969, non si applica alle opposizioni relative alla distribuzione della somma ricavata in sede di esecuzione forzata, proposte ai sensidell'art. 512 cod. proc. civ., avuto riguardo alla sostanziale identità, strutturale e funzionale, dell'incidente cognitivo in sede distributiva con l'opposizione all'esecuzione di cuiall'art. 615 cod. proc. civ.- espressamente esclusa dal regime della sospensione feriale dall'art. 92 del r.d. n. 12 del 1941 - ed alla comune esigenza di non ritardare il soddisfacimento dei creditori, nonché all'inoperatività della sospensione in tema di reclamo avverso i decreti di riparto in materia fallimentare, ed alla coerenza dell'interpretazione indicata con il canone costituzionale della ragionevole durata del processo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 nov 2009, n. 23667

L'inammissibilità delle opposizioni all'esecuzione e agli atti esecutivi, sancita dall'art. 57 del d.P.R. n. 602 del 1973, riguarda, secondo quanto disposto dall'art. art. 29 della legge n. 46 del 1999, soltanto le entrate tributarie, per le quali la tutela giudiziaria è affidata, ai sensi dell'art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992, alle Commissioni tributarie. Sono, quindi, esperibili i rimedi previsti dagli artt. 615 e ss. cod. proc. civ. avverso una cartella esattoriale con cui si richiede il pagamento di sanzioni irrogate dal Garante per la concorrenza ed il mercato, in quanto si tratta di materia diversa da quelle per cui sussiste la giurisdizione del giudice tributario.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 12 mag 2009, n. 10849

Le somme dovute a titolo di sanzione amministrativa a seguito di infrazione delle norme sui limiti alla produzione di latte vaccino non integrano, per l'ente creditore, un'entrata di natura tributaria; ne consegue che - a norma dell'art. 29 del d.lgs. n. 46 del 1999, che espressamente deroga al disposto dell'art. 57, comma 1, del d.P.R. n. 602 del 1973 - l'opposizione agli atti esecutivi è ammissibile e proponibile davanti al giudice ordinario. (Nella specie, le S.U. hanno cassato la sentenza del tribunale che, ritenendo sussistente la giurisdizione delle commissioni tributarie, aveva dichiarato inammissibile l'opposizione agli atti esecutivi).

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 dic 2007, n. 26109

A seguito della formulazionedell'art. 367 cod. proc. civ., così come introdotta dall'art. 61 della legge n. 353 del 1990, il dispostodell'art. 41 cod. proc. civ.deve essere interpretato nel senso dell'inammissibilità del regolamento di giurisdizione proposto in pendenza di un processo di esecuzione, dovendo l'ambito di applicazione del detto rimedio processuale ritenersi circoscritto entro i confini del processo di cognizione, rispetto al quale soltanto è possibile riconoscere l'esistenza di un giudice istruttore e di un collegio, mentre nel processo esecutivo esiste solo un giudice dell'esecuzione. Conseguentemente, neppure nei giudizi di opposizione che si inseriscono nel corso dell'esecuzione risulta ammissibile il suddetto regolamento giacché la decisione che può essere chiesta con l'istanza atterrebbe, in astratto, solo alla giurisdizione a conoscere dell'opposizione, che, peraltro, non può che spettare al giudice ordinario una volta che il processo esecutivo sia iniziato dinanzi a lui.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 19 ott 2007, n. 21860

A differenza del provvedimento di sospensione del processo di cognizione, per il qualel'art. 42 cod. proc. civ.espressamente prevede l'impugnazione col regolamento di competenza, il provvedimento di sospensione del processo esecutivo ha natura cautelare e produce l'effetto indicatodall'art. 626 cod. proc. civ., con la conseguenza che avverso il medesimo sono esperibili - a seconda del regime applicabile "ratione temporis" - l'opposizione agli atti esecutivi o il reclamo al collegio di cuiall'art. 669-terdecies cod. proc. civ., rimanendo invece inammissibile il regolamento di competenza.