Art. 806 c.p.c. Controversie arbitrabili.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 15 giu 2017, n. 14861

È valida la clausola compromissoria con cui siano deferite ad arbitri stranieri le controversie in materia di aggiornamento del canone di locazione di un immobile destinato ad uso diverso da quello abitativo, atteso, da un lato, che l'art. 54 della l. n. 392 del 1978, che poneva un divieto di compromettibilità in arbitri di tali controversie, deve ritenersi abrogato ad opera dell'art. 14, comma 4, della l. n. 431 del 1998 anche con riferimento alle locazioni non abitative; e considerato, dall'altro, che il carattere inderogabile della disciplina dettata in tema di aggiornamento del canone dagli artt. 32 e 79 della l. n. 392 del 1978, sebbene funzionale ad evitare un'elusione preventiva dei diritti del conduttore, non determina l'indisponibilità degli stessi una volta che siano sorti e possano essere fatti valere, sicché le relative controversie non soggiacciono al divieto di compromettibilità previsto dall'art. 806 c.p.c..

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 13 giu 2017, n. 14649

In presenza di una clausola compromissoria di arbitrato estero, l'eccezione di compromesso, attesa la natura giurisdizionale e sostitutiva della funzione del giudice ordinario da attribuirsi all'arbitrato rituale in conseguenza delle disciplina complessivamente ricavabile dalla l. n. 5 del 1994 e dal d.lgs. n. 40 del 2006, deve ricomprendersi, a pieno titolo, nel novero di quelle di rito, dando così luogo ad una questione di giurisdizione e rendendo ammissibile il regolamento preventivo di cui all'art. 41 c.p.c., precisandosi, peraltro, che il difetto di giurisdizione nascente dalla presenza di una clausola compromissoria siffatta può essere rilevato in qualsiasi stato e grado del processo, a condizione che il convenuto non abbia espressamente o tacitamente accettato la giurisdizione italiana, e dunque solo qualora questi, nel suo primo atto difensivo, ne abbia eccepito la carenza.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 07 dic 2016, n. 25040

La domanda volta ad ottenere la condanna al pagamento dei canoni, accertati e non riscossi, per il consumo di acqua potabile e per lo smaltimento e depurazione di acque reflue, proposta da un comune nei confronti della società affidataria del relativo servizio, è compromettibile in arbitri, atteso che l'azione di risarcimento dei danni erariali e la possibilità per le amministrazioni interessate di promuovere le ordinarie azioni civilistiche di responsabilità restano, anche quando investano i medesimi fatti materiali, reciprocamente indipendenti, integrando le eventuali interferenze tra i giudizi una questione di proponibilità dell'azione di responsabilità innanzi al giudice contabile e non, invece, di giurisdizione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 gen 2016, n. 1514

L'espressione "motivi attinenti alla giurisdizione" ex art. 360, n. 1, c.p.c., richiamata dall'art. 374 c.p.c. per delineare un ambito di competenza delle Sezioni Unite, comprende l'ipotesi in cui il problema del riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo sorga in funzione dell'accertamento della compromettibilità ad arbitri e, quindi, della validità del compromesso o della clausola compromissoria, nel qual caso è ammissibile la questione di giurisdizione sollevata col ricorso per cassazione avverso la sentenza della corte d'appello sull'impugnazione per nullità del lodo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 24 nov 2015, n. 23893

Il Governo ed i Ministeri della Repubblica dell'Iraq non possono invocare alcuna immunità per le domande giudiziali di risoluzione contrattuale e risarcimento danni, proposte nei loro confronti, riguardanti una compravendita di armi (nella specie, elicotteri) che, in quanto stipulata con un'impresa commerciale italiana operante nel mercato in regime di libera offerta ad una platea indifferenziata di utenti ed acquirenti, costituisce espressione di autonomia negoziale "iure privatorum".

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 set 2013, n. 21585

In materia di concessioni di costruzione e gestione di opere pubbliche e in riferimento alla compromettibilità in arbitri delle relative controversie, ove la concessione sia anteriore alla legge 21 luglio 2000, n. 205, è esclusa la possibilità di ricorrere all'arbitrato, con conseguente nullità della clausola compromissoria, sussistendo la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, atteso che l'equiparazione, ai fini della giurisdizione, delle concessioni di opere pubbliche agli appalti, operata dall'art. 31 bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109, non concerne le concessioni di costruzione e gestione, dalle quali deriva un rapporto non assimilabile all'appalto per la natura di attività autonoma della gestione, che presuppone la costruzione dell'opera, e trovando il concessionario compenso per la propria attività anche nella successiva gestione. Né, in senso contrario, assume rilievo il disposto dell'art. 6 della citata legge n. 205 del 2000, che non pone una norma sulla giurisdizione ma riguarda una questione di merito, relativa alla validità ed efficacia del compromesso e della clausola compromissoria (attribuendo la facoltà di ricorrere all'arbitrato anche per le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo quando la controversia riguardi diritti soggettivi), e non può avere, in mancanza di una espressa previsione di retroattività, effetti sananti della originaria invalidità della clausola stipulata, la cui valutazione resta ancorata alle norme vigenti al momento del perfezionamento dell'atto.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 21 ott 2009, n. 22236

In presenza di un compromesso o di una clausola compromissoria per arbitrato estero, si pone una questione non di giurisdizione - posto che il "dictum" arbitrale é un atto di autonomia privata, non esercitando gli arbitri funzioni giurisdizionali - ma di merito, inerente all'accertamento, da effettuarsi dal giudice fornito di giurisdizione secondo i normali criteri di sua determinazione, della validità del patto prevedente l'arbitrato estero, il quale comporta la rinuncia ad ogni tipo di giurisdizione, sia essa italiana o straniera.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 16 apr 2009, n. 8987

I contratti di appalto stipulati dalla P.A. italiana, nel quadro della politica di cooperazione e sviluppo, in vista della realizzazione di opere all'estero, non sono qualificabili come contratti di opera pubblica e, pertanto, ai medesimi non possono essere applicate le relative disposizioni, neppure in ordine al riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo in tema di revisione prezzi dell'appalto; ne consegue che la pretesa dell'appaltatore in ordine alla revisione del prezzo - avendo un fondamento esclusivamente contrattuale - ha consistenza di diritto soggettivo, con conseguente devoluzione della giurisdizione al giudice ordinario.

Cassazione Civile SS.UU. Ordinanza 18 nov 2008, n. 27336

In materia di concessioni di pubblici servizi (nella specie, del servizio di distribuzione del gas metano) e in riferimento alla compromettibilità in arbitri delle relative controversie, concernenti concessioni anteriori alla legge n. 205 del 2000, è esclusa la possibilità di ricorrere all'arbitrato, con conseguente nullità della clausola compromissoria, sussistendo la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi art. 5 della legge n. 1034 del 1971. Né può avere rilievo il sopravvenuto art. 6, comma 2, della legge n. 205 del 2000 (che ha introdotto anche per le materie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la facoltà di avvalersi di un arbitrato rituale di diritto per la soluzione delle controversie concernenti diritti soggettivi), il quale non pone una norma sulla giurisdizione, ma risolve un problema di merito, giacché, estendendo la possibilità di deferire ad arbitri le controversie aventi ad oggetto diritti soggettivi devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, investe la validità ed efficacia del compromesso e della clausola compromissoria, i quali, in baseall'art. 806 cod. proc. civ., non potevano essere stipulati; né alla suddetta norma sopravvenuta, in mancanza della espressa previsione della sua efficacia retroattiva, può essere attribuita efficacia sanante della originaria invalidità del compromesso o della clausola compromissoria stipulati durante la vigenza della legge n. 1034 del 1971 ed anteriormente alla entrata in vigore della legge n. 205 del 2000.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 ott 2008, n. 25770

Con riferimento all'arbitrato irrituale, al pari di quello rituale, la deduzione della non deferibilità della controversia agli arbitri, per essere la stessa riservata alla cognizione del giudice amministrativo, costituisce questione di merito, risolvendosi nella deduzione della nullità della clausola arbitrale sotto il profilo del contrasto con le norme imperative di legge, con le relative conseguenze sull'efficacia del lodo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 lug 2008, n. 17930

La giurisdizione sull'impugnazione della liquidazione del Consiglio della Camera arbitrale del compenso dovuto agli arbitri per la definizione delle controversie sui lavori pubblici, demandate ad un collegio arbitrale ai sensi dell'art. 32 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'articolo 10 della legge 18 novembre 1998 n. 415, non appartiene al giudice amministrativo, nè in sede di legittimità sul rilievo che tuteli un interesse legittimo, nè esclusiva ai sensi dell'art. 245 d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 per riferirsi l'espressione "provvedimenti dell'Autorità" alla Camera arbitrale in quanto prevista dal precedente art. 242. Infatti, poiché il principio di cui all'articolo 806, primo comma, cod. proc. civ., per il quale "le parti possono far decidere da arbitri le controversie tra di loro insorte", ha carattere generale, costituzionalmente garantito (artt. 24, primo comma, in relazione all'art. 102, primo comma, Costituzione), tra le parti e gli arbitri del giudizio arbitrale sui lavori pubblici, non diversamente che nell'arbitrato disciplinato dal codice di procedura civile, si instaura un rapporto di prestazione d'opera intellettuale dal quale deriva il diritto soggettivo di credito al compenso in favore degli arbitri. Inoltre, l'espressione succitata si riferisce all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, prevista dall'art. 6 del medesimo d.lgs. n. 163 del 2006 , e non anche alla Camera arbitrale, che è organo distinto ed autonomo da quella. Pertanto, l'impugnazione in oggetto deve essere proposta dinanzi al Giudice ordinario, secondo le norme dell'art. 814, secondo e terzo comma, cod. proc. civ..

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 mag 2008, n. 10969

In tema di controversie in ordine alle cosiddette concessioni - contratto (nella specie convenzione stipulata fra un Comune ed un privato ed avente per oggetto l'utilizzazione di un bene del demanio comunale da adibire ad albergo bar e ristorante), la clausola compromissoria con cui, dopo la revoca della concessione, si demanda al collegio arbitrale la determinazione dei diritti e degli obblighi delle parti secondo il rapporto di concessione, è nulla per difetto di giurisdizione del giudice ordinario, essendo di interesse legittimo la posizione del privato; conseguentemente, è nullo anche il lodo che sia stato pronunciato.