Art. 810 c.p.c. Nomina degli arbitri.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 05 mag 2011, n. 9839

In considerazione della natura privatistica dell'arbitrato - che rinviene il suo fondamento nel potere delle parti di disporre liberamente dei propri diritti e che, perciò, non è riconducibile alla giurisdizione - deve ritenersi che la disciplina della procura "ad litem" contenuta nel codice di rito civile non sia estensibile automaticamente al procedimento arbitrale, salvo diversa volontà delle parti espressamente manifestata nell'atto di conferimento del potere agli arbitri; ne consegue che, ove manchi tale esplicito richiamo, l'atto introduttivo del giudizio arbitrale può essere effettuato, in conformità a quanto previsto nell'apposita clausola compromissoria, anche tramite lettera raccomandata proveniente dall'avvocato di una delle parti sfornito di procura alle liti. (Principio enunciato in riferimento ad una fattispecie regolata, "ratione temporis", dalla legge 5 gennaio 1994, n. 25, di riforma dell'arbitrato, prima che sulla materia intervenisse la successiva riforma di cui agli artt. 20-25 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 01 lug 2008, n. 17930

La giurisdizione sull'impugnazione della liquidazione del Consiglio della Camera arbitrale del compenso dovuto agli arbitri per la definizione delle controversie sui lavori pubblici, demandate ad un collegio arbitrale ai sensi dell'art. 32 della legge 11 febbraio 1994 n. 109, come modificato dall'articolo 10 della legge 18 novembre 1998 n. 415, non appartiene al giudice amministrativo, nè in sede di legittimità sul rilievo che tuteli un interesse legittimo, nè esclusiva ai sensi dell'art. 245 d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 per riferirsi l'espressione "provvedimenti dell'Autorità" alla Camera arbitrale in quanto prevista dal precedente art. 242. Infatti, poiché il principio di cui all'articolo 806, primo comma, cod. proc. civ., per il quale "le parti possono far decidere da arbitri le controversie tra di loro insorte", ha carattere generale, costituzionalmente garantito (artt. 24, primo comma, in relazione all'art. 102, primo comma, Costituzione), tra le parti e gli arbitri del giudizio arbitrale sui lavori pubblici, non diversamente che nell'arbitrato disciplinato dal codice di procedura civile, si instaura un rapporto di prestazione d'opera intellettuale dal quale deriva il diritto soggettivo di credito al compenso in favore degli arbitri. Inoltre, l'espressione succitata si riferisce all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, prevista dall'art. 6 del medesimo d.lgs. n. 163 del 2006 , e non anche alla Camera arbitrale, che è organo distinto ed autonomo da quella. Pertanto, l'impugnazione in oggetto deve essere proposta dinanzi al Giudice ordinario, secondo le norme dell'art. 814, secondo e terzo comma, cod. proc. civ..