Art. 84 c.p.c. Poteri del difensore.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 13 feb 2017, n. 3702

La notifica dell'atto di impugnazione effettuata alla parte nel domicilio eletto presso il procuratore costituito equivale a quella eseguita nei confronti del procuratore costituito, nominativamente indicato, giacché entrambe assicurano la conoscenza della sentenza ad opera della parte per il tramite del proprio difensore tecnico, qualificato professionalmente a valutare l'opportunità di resistere all'avversa impugnazione e di proporne, se del caso, una incidentale.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 set 2010, n. 19510

Il difensore dell'appellato - secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata della normativa processuale, idonea a dare attuazione ai principi di economia processuale e di tutela del diritto di azione e di difesa della parte stabiliti dagli artt. 24 e 111 Cost. - può proporre appello incidentale anche nel caso in cui la procura sia stata apposta in calce alla copia notificata dell'atto di citazione in appello, ossia ad uno degli atti previsti dall'art. 83, terzo comma, cod. proc. civ., in quanto la facoltà di proporre tutte le domande ricollegabili all'interesse del suo assistito e riferibili all'originario oggetto della causa è attribuita al difensore direttamente dall'art. 84 dello stesso codice di rito e non dalla volontà della parte che conferisce la procura alle liti, rappresentando tale conferimento non un'attribuzione di poteri, ma semplicemente una scelta ed una designazione, con la conseguenza che la natura dell'atto con il quale od all'interno del quale viene conferita, o la sua collocazione formale, non costituiscono elementi idonei a limitare l'ambito dei poteri del difensore.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 feb 2008, n. 5080

L'art. 21 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nella parte in cui, a seguito della modifica ad opera della legge 21 luglio 2000, n. 205, prevede che tutti i provvedimenti adottati in pendenza del ricorso tra le stesse parti, connessi all'oggetto del ricorso stesso, sono impugnati mediante proposizione di motivi aggiunti, si applica anche ai ricorsi appartenenti alla cognizione diretta del Tribunale superiore delle acque pubbliche, ai sensi dell'art. 143 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775, stante il rinvio, da parte del successivo art. 208 e per tutto quanto non regolato dal T.U. sulle acque, alle disposizioni del codice di procedura civile ed a quelle relative al giudizio davanti al giudice amministrativo; in forza di tale rinvio, e quindi in base siaall'art. 84 cod. proc. civ., che agli artt. 19 e 22 della legge n. 1034 cit., i motivi aggiunti possono essere validamente proposti sulla base del mandato conferito al difensore per il ricorso originario, allorché con essi si impugnano atti che fanno parte di uno stesso procedimento.