Art. 192 c.p.p. Valutazione della prova.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Penale Sez. V Sentenza 25 ott 2017, n. 49016

La registrazione di conversazioni su whatsapp, operata da uno degli interlocutori, costituisce una forma di memorizzazione di un fatto storico, della quale si può certamente disporre legittimamente ai fini probatori, trattandosi di una prova documentale (234 c.p.p.), tuttavia, l'utilizzabilità della stessa è condizionata dall'acquisizione del supporto telematico, svolgendo la relativa trascrizione una funzione meramente riproduttiva del contenuto della principale prova documentale.

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 19 gen 2017, n. 18620

È affetta da vizio di motivazione, per mancato rispetto del canone di giudizio "al di là di ogni ragionevole dubbio", la sentenza di appello che, su impugnazione del pubblico ministero, affermi la responsabilità dell'imputato, in riforma di una sentenza assolutoria emessa all'esito di un giudizio abbreviato non condizionato, operando una diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive, senza che nel giudizio di appello si sia proceduto all'esame delle persone che abbiano reso tali dichiarazioni. (In motivazione, la S.C. ha affermato che la decisione liberatoria di primo grado travalica ogni pretesa esigenza di automatica "simmetria" tra primo e secondo grado di giudizio, imponendo in appello il ricorso al metodo di assunzione della prova caratterizzato da oralità e immediatezza, in quanto incontestabilmente più affidabile per l'apprezzamento degli apporti dichiarativi).

Corte Costituzionale Sentenza 26 gen 2017, n. 21

Illegittimità costituzionale, per contrasto con l'art. 3 Cost., del comma 6 (e di conseguenza comma 3) dell'art. 197-bis codice di procedura penale, nella parte in cui prevede l’assistenza di un difensore per le dichiarazioni rese dalle persone imputate o giudicate in un procedimento connesso o per reato collegato nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste divenuta irrevocabile.

Corte Costituzionale Sentenza 21 nov 2006, n. 381

Illegittimità costituzionale dell’art. 197-bis, commi 3 e 6, del codice di procedura penale, nella parte in cui prevedono, rispettivamente, l’assistenza di un difensore e l’applicazione della disposizione di cui all’art. 192, comma 3, del medesimo codice di rito anche per le dichiarazioni rese dalle persone, indicate al comma 1 del medesimo art. 197-bis cod. proc. pen., nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di assoluzione “per non aver commesso il fatto” divenuta irrevocabile.