Art. 299 c.p.p. Revoca e sostituzione delle misure.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 lug 2015, n. 14688

La responsabilità disciplinare del magistrato del P.M. che ometta di chiedere la revoca della misura cautelare per scadenza dei termini sussiste anche se egli ha già presentato la richiesta di rinvio a giudizio, poiché questa, ai sensi dell'art. 299, terzo comma, cod. proc. pen., investe il giudice del potere-dovere di provvedere alla revoca "anche di ufficio", ma non esclude il concorrente potere-dovere di istanza del P.M.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 28 ott 2011, n. 22570

In tema di procedimento disciplinare a carico dei magistrati, l'irrogazione della misura del trasferimento cautelare d'ufficio da parte della Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura non determina la consumazione del potere cautelare, dovendosi ritenere che resti sempre possibile l'adozione di una nuova misura più incisiva (quale la sospensione dalle funzioni e dallo stipendio), anche in assenza di revoca della precedente, nel caso sopravvengano fatti che si qualifichino come aggravamento dell'originario illecito disciplinare contestato al magistrato incolpato, attesa la perdurante possibilità di adeguamento del provvedimento alle effettive esigenze cautelari, desumibile sia dalla graduazione prevista dall'art. 22, comma 1, del d.lgs. n. 109 del 2006 (che, in ragione della gravità del fatto, distingue tra trasferimento cautelare ad altro ufficio e sospensione dalle funzioni e dallo stipendio), sia dalla flessibilità della misura stessa (che resta sempre revocabile d'ufficio, ai sensi dell'art. 22, comma 3, del d.lgs. n. 109 del 2006, ove, nel prosieguo ne vengano meno i presupposti), senza che assuma rilievo l'inapplicabilità del disposto di cui all'art. 299, quarto comma, cod. proc. pen., che costituisce una disposizione peculiare del procedimento penale, non richiamata dal d.lgs. n. 109 del 2006, nè estensibile al procedimento disciplinare.