Art. 303 c.p.p. Termini di durata massima della custodia cautelare.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 apr 2017, n. 8896

In relazione all'illecito disciplinare di cui agli artt. 1 e 2, comma 1, lett. g), del d.lgs. n. 109 del 2006, commesso dal magistrato che - con violazione dei doveri di diligenza e con grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile - ometta di effettuare il doveroso controllo sulla scadenza del termine di durata della misura cautelare personale della custodia in carcere, la circostanza che l'imputato risulti destinatario, a conclusione del giudizio, di una pena detentiva di durata superiore alla custodia cautelare illegittimamente presofferta, non può essere apprezzata ai fini del riconoscimento dell'esimente costituita dalla scarsa rilevanza del fatto, prevista dall'art. 3-bis del medesimo d.lgs. n. 109 del 2006, non venendo meno neppure in tale ipotesi il danno ingiusto subito dall'imputato e consistente nella lesione del diritto, costituzionalmente garantitogli, a non subire limitazioni della libertà personale, prima dell'accertamento della propria responsabilità, se non nei limiti stabiliti dalla legge.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 04 mag 2017, n. 10794

In caso di ritardata scarcerazione di imputati detenuti, per decorrenza dei termini di durata della misura della custodia cautelare, la responsabilità per gli illeciti disciplinari ex artt. 1 e 2, comma 1, lett. a) e g), del d.lgs. n. 109 del 2006 del presidente del collegio e del relatore - ovvero dei magistrati che hanno la concreta disponibilità del fascicolo relativo alle misure cautelari - non viene meno per il solo fatto dell'esistenza di un concorrente obbligo di vigilanza del P.M. o di carenti risorse organizzative dell'ufficio giudiziario di appartenenza.

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 29 mag 2014, n. 29556

In tema di durata della custodia cautelare nei procedimenti per uno dei delitti di cui all'art. 407, comma secondo, lett. a), cod. proc. pen., qualora il termine di fase sia stato sospeso per la particolare complessità del dibattimento o del giudizio abbreviato, ai sensi dell'art. 304, comma secondo, cod. proc. pen., il termine massimo di durata della custodia, fissato nel doppio dei termini di fase dal sesto comma del predetto art. 304, non può essere superato sommando ad esso l'ulteriore termine eventualmente utilizzato, nella fase del giudizio per uno dei delitti citati, ai sensi dell'art. 303, comma primo, lett. b), n. 3 bis, cod. proc. pen.

Cassazione Penale SS.UU. Sentenza 28 apr 2011, n. 30200

I termini di durata massima della custodia cautelare per la fase del giudizio abbreviato, anche nella ipotesi di rito non subordinato ad integrazione probatoria e disposto a seguito di richiesta di giudizio immediato, decorrono dall'ordinanza con cui si dispone il giudizio abbreviato e non dall'emissione del decreto di fissazione dell'udienza di cui all'art. 458, comma secondo, cod. proc. pen.