Art. 371-bis c.p.p. Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.

Ultimo aggiornamento: 09 marzo 2019

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 06 dic 2012, n. 21913

L'illecito disciplinare previsto dall'art. 2, comma primo, lett. n), del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 - il quale contempla la reiterata o grave inosservanza di norme o disposizioni di servizio - è addebitabile anche ai magistrati in servizio alla Procura Nazionale Antimafia, poiché a detto ufficio si applicano le regole di cui al d.lgs. 20 febbraio 2006, n. 106, non essendo ravvisabili previsioni di deroga a tale disciplina, ed essendo anzi la precisata procura caratterizzata, anche per effettodell'art. 371-bis cod. proc. pen., da un particolare spessore dei poteri di indirizzo e coordinamento facenti capo al Procuratore, con conseguente aggravamento dell'onere di comunicazione e informazione da parte dei sostituti circa le attività svolte e le iniziative intraprese. (Nella specie, la S.C., nel confermare il provvedimento impugnato, ha ritenuto configurabile la fattispecie tipica nella condotta del sostituto che aveva omesso di comunicare dati di possibile interesse investigativo e conoscitivo relativi alla criminalità organizzata al Procuratore Nazionale Antimafia ed aveva coltivato contatti con esponenti dei servizi di "intelligence" senza darne comunicazione allo stesso o alle Direzioni Distrettuali competenti per territorio e senza attivare i colloqui investigativi, con attività protratta anche dopo che le attività di coordinamento, relative alle indagini potenzialmente interessate, erano state assegnate ad altro magistrato della Procura Nazionale, attesa l'idoneità di tale comportamento a frustrare significativamente i poteri di indirizzo e coordinamento del dirigente dell'ufficio).