Art. 420-ter c.p.p. Impedimento a comparire dell'imputato o del difensore.

Ultimo aggiornamento: 06 gennaio 2018

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 27 nov 2013, n. 26549

Per un magistrato del P.M., la contestuale ricorrenza di un concomitante impegno d'ufficio non costituisce, per se stessa ed automaticamente, un legittimo impedimento a comparire nell'udienza del giudizio disciplinare celebrato a suo carico, attesa l'impersonalità che caratterizza il suo ufficio di appartenenza.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 20 lug 2012, n. 12608

In tema di procedimento disciplinare a carico degli avvocati, il provvedimento di sospensione cautelare può essere adottato quando il professionista sia stato invitato a comparire e non si sia presentato senza addurre un assoluto impedimento, poiché l'art. 43 del r.d.l. 27 novembre 1933, n. 1578 non richiede che il professionista sia stato effettivamente sentito, se non altro perché potrebbe volontariamente rifiutare l'audizione, ma che lo stesso sia stato posto in condizione di esserlo e non sia stato nell'impossibilità di presentarsi, né impone l'audizione a domicilio, essendo analogicamente applicabile l'art. 420 ter cod. proc. pen., secondo il quale la prova del legittimo impedimento deve essere fornita dall'imputato, mentre il giudice non ha alcun obbligo di disporre accertamenti al fine di completare l'insufficiente documentazione prodotta.