Art. 507 c.p.p. Ammissione di nuove prove.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 22 set 2014, n. 19885

Nel giudizio disciplinare attribuito alla sua competenza, la Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura può esercitare il potere di disporre d'ufficio l'assunzione di nuovi mezzi di prova ex art. 507 cod. proc. pen., applicabile al giudizio disciplinare a carico di magistrati in virtù del rinvio operato dall'art. 18 del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, purché, oltre ad investire un "thema probandum" nuovo, ricorra il requisito della "assoluta necessità" (salvo che nell'ipotesi di cui all'art. 18, comma 3, del d.lgs. n. 109 cit., ove è sufficiente un giudizio di "utilità", in sé discrezionale e insindacabile), sicché il mancato esercizio di tale facoltà, specie in assenza di esplicita richiesta, non richiede un'espressa motivazione quando dall'effettuata valutazione delle risultanze probatorie possa implicitamente evincersi la superfluità di un'eventuale integrazione istruttoria.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 mar 2013, n. 7371

Nel giudizio disciplinare attribuito alla sua competenza, la Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura può esercitare il potere di disporre d'ufficio l'assunzione di nuovi mezzi di prova, previstodall'art. 507 cod. proc. pen., applicabile al giudizio disciplinare in virtù del rinvio di cui all'art. 18 del d.lgs. n. 109 del 2006, anche con riferimento a quelle prove che le parti avrebbero potuto richiedere e non hanno richiesto e, ove non si avvalga di tale potere, ha uno specifico obbligo di motivazione in ordine al mancato esercizio dello stesso, in difetto della quale la decisione adottata risulta affetta da nullità.