Art. 544 c.p.p. Redazione della sentenza.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 14 nov 2012, n. 19830

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art.19 del d.lgs. 23 febbraio 2006 n.109, in riferimento agli artt.3, 24, 111 Cost., sollevata con riguardo al termine di 30 giorni per il deposito delle sentenze disciplinari dalla lettura del dispositivo, rispetto a quello di 15 disposto dalla legge per il deposito delle sentenze penali, in quanto non è prospettabile una lesione del principio di uguaglianza tra l'imputato del processo penale e l'incolpato nel processo disciplinare, essendo situazioni diverse e non esattamente sovrapponibili, nè vi è violazione del diritto di difesa connessa all'incertezza del termine per impugnare, attesa la giurisprudenza pacifica sulla decorrenza di questo e non potendo neppure individuarsi una violazione del giusto processo.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 18 mar 2009, n. 6588

In tema di impugnazione delle sentenze emesse dalla sezione disciplinare del Consiglio Sup. della magistratura nei procedimenti promossi dopo l'entrata in vigore del d.lgs. n. 109 del 2006, nel caso in cui la motivazione non sia stata redatta contestualmente, ma depositata nel termine ordinario stabilito dall'art. 19, comma 2, del citato d.lgs., è inammissibile il ricorso per cassazione proposto contestualmente alla lettura del dispositivo, ma i cui motivi siano stati depositati dopo la scadenza del termine di cui all'art. 585, primo comma, lettera b), cod. proc. pen., senza che assuma alcun rilievo la mancata notificazione dell'avviso di deposito della sentenza al difensore dell'incolpato, notifica dovutagli solo nel caso di deposito della sentenza oltre i trenta giorni ovvero nel caso di deposito oltre il diverso e più lungo termine indicato dal giudice quando la motivazione risulti complessa (artt. 544, primo e secondo comma, e 548, secondo e terzo comma, cod. proc. pen.).

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 30 lug 2008, n. 20601

Il ricorso per cassazione avverso le sentenze della sezione disciplinare del Consiglio Sup. della magistratura, secondo la disciplina introdotta dall'art. 24 del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, come modificato dall'art. 1, comma 3, della legge n. 269 del 2006, applicabile ai procedimenti promossi dopo l'entrata in vigore del citato decreto (19 giugno 2006) va proposto "nei termini e con le forme previsti dal codice di procedura penale". Conseguentemente, per il combinato disposto degli artt. 585, primo comma, lett. b) e secondo comma, lett. c) e 544, secondo comma, cod. proc. pen., con riferimento alle sentenze la cui motivazione non sia stata redatta contestualmente, ma sia stata depositata nel termine ordinario stabilito dall'art. 19, comma 2, del citato d.lgs., il termine previsto per l'impugnazione, a pena di decadenza, è di trenta giorni dalla scadenza di quello previsto dalla legge per il deposito della motivazione.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 11 lug 2008, n. 19279

Il ricorso per cassazione avverso le sentenze della Sezione disciplinare del Consiglio Sup. Magistratura, che, secondo la disciplina introdotta dall'art. 24 del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109, come modificato dall'art. 1, comma 3, della legge n. 269 del 2006, va proposto "nei termini e con le forme previsti dal codice di procedura penale", deve essere presentato o fatto pervenire presso la cancelleria della Sezione disciplinare, ai sensi degli artt. 582 e 583 cod. proc. pen., nel termine di trenta giorni, stabilito dall'art. 585, primo comma, lett. b) cod. proc. pen, decorrente dalla scadenza del termine per il deposito stabilito dall'art. 19, comma 2, del citato d.lgs., o dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o la comunicazione del relativo avviso, se il deposito è avvenuto successivamente, ovvero ancora, con le medesime decorrenze, nel termine di quarantacinque giorni, stabilito dall'art. 585, primo comma, lett. c) cod. proc. pen., qualora la Sezione disciplinare, essendo la stesura della motivazione di particolare complessità per il numero delle parti o per il numero o la gravità delle imputazioni, si sia avvalsa della facoltà, previstadall'art. 544, terzo comma, cod. proc. pen., di indicare nel dispositivo un termine più lungo per il deposito, non eccedente comunque il novantesimo giorno.