Storico delle modifiche apportate all'articolo 606 Codice di Procedura Penale aggiornato al 2019

Pubblichiamo il testo integrale del nuovo articolo 606 c.p.p. ( Casi di ricorso.).
Tramite la barra temporale è possibile mettere a confronto le modifiche apportate nel tempo.
Fonte: Normattiva.it (testo non ufficiale a carattere non autentico e gratuito)

  1. Art. 606 c.p.p. Casi di ricorso.

    Vigente dal: 06/03/2018 Vigente al:
    Testo precedente
    Casi di ricorso
    1. Il ricorso per cassazione può essere proposto per i seguenti motivi:
    a) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri;
    b) inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto nell'applicazione della legge penale;
    c) inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza;
    d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell'istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall'articolo 495, comma 2;
    e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame.
    2. Il ricorso, oltre che nei casi e con gli effetti determinati da particolari disposizioni, può essere proposto contro le sentenze pronunciate in grado di appello o inappellabili.
    3. Il ricorso è inammissibile se è proposto per motivi diversi da quelli consentiti dalla legge o manifestamente infondati ovvero, fuori dei casi previsti dagli articoli 569 e 609 comma 2, per violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello.
    Testo modificato
    Casi di ricorso
    1. Il ricorso per cassazione può essere proposto per i seguenti motivi:
    a) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri;
    b) inosservanza o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto nell'applicazione della legge penale;
    c) inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza;
    d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell'istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall'articolo 495, comma 2;
    e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame.
    2. Il ricorso, oltre che nei casi e con gli effetti determinati da particolari disposizioni, può essere proposto contro le sentenze pronunciate in grado di appello o inappellabili.
    2-bis. Contro le sentenze di appello pronunciate per reati di competenza del giudice di pace, il ricorso può essere proposto soltanto per i motivi di cui al comma 1, lettere a), b) e c).
    3. Il ricorso è inammissibile se è proposto per motivi diversi da quelli consentiti dalla legge o manifestamente infondati ovvero, fuori dei casi previsti dagli articoli 569 e 609 comma 2, per violazioni di legge non dedotte con i motivi di appello.

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 09 giu 2017, n. 14430

In materia di illecito disciplinare degli appartenenti all'ordine giudiziario, il ricorso per cassazione esperibile avverso la sentenza della sezione disciplinare del CSM deve essere proposto - giusta l'art. 24 del d.lgs. n. 109 del 2006 - nei termini e con le forme previste dal codice di procedura penale, con conseguente suo assoggettamento al principio di tipicità dei motivi di ricorso, il quale esige una duplice specificità del motivo proposto, onerando il ricorrente di argomentare la sussunzione della censura formulata nella specifica previsione normativa alla stregua della tipologia dei motivi di ricorso tassativamente stabiliti dalla legge.

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 25 lug 2016, n. 15288

In tema di impugnazioni delle decisioni della sezione disciplinare del C.S.M., è ammissibile la richiesta di revisione in funzione dell'applicazione dell'esimente di cui all'art. 3 bis del d.lgs. n. 109 del 2006, che esclude la configurabilità di tutte le ipotesi di illecito disciplinare (anche di quelle per le quali la gravità del comportamento è elemento costitutivo del fatto tipico) a prescindere dalla sussistenza della materialità del medesimo, ma la pronuncia di accoglimento postula che il giudice adito, nell'indicare la norma di legge violata ed il bene giuridico da essa protetto, spieghi in quale modo e perché, in relazione all'elemento di prova nuovo, il comportamento contestato al magistrato non debba ritenersi effettivamente lesivo.