Art. 627 c.p.p. Giudizio di rinvio dopo annullamento.

Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2016

Giurisprudenza

Cassazione Civile SS.UU. Sentenza 15 apr 2010, n. 8987

In tema di responsabilità disciplinare del magistrato, qualora la contestazione si riferisca ad addebiti riconducibili ad attività provvedimentale ed, in particolare, riguardi la motivazione di un provvedimento collegiale, è corretta l'imputazione dell'illecito al solo estensore, in quanto se la decisione è espressione della volontà della maggioranza dei membri del collegio, la stesura della motivazione rientra nei compiti specifici del giudice designato a redigerla e, quando l'estensore sia anche il presidente del collegio, non è previsto nemmeno che la motivazione da lui predisposta sia sottoposta agli altri membri. Qualora poi risultasse, in concreto, provato che la motivazione sia stata sottoposta agli altri componenti del collegio che l'abbiano condivisa, ciò non esclude la responsabilità disciplinare dell'estensore, ma consente eventualmente l'estensione dell'incolpazione agli altri membri, che hanno dimostrato di condividere non solo la decisione ma anche la motivazione. (Principio enunciato con riferimento ad incolpazione disciplinare per grave violazione di legge, ai sensi dell'art. 2, lett. g), del d.lgs. n. 109 del 2006, elevata nei confronti del presidente del collegio del tribunale del riesame per avere, in contrasto conl'art. 627 cod. proc. pen., reiterato la stessa motivazione di una precedente ordinanza, di cui pure era stato estensore, annullata dalla Corte di Cassazione per vizio di motivazione).