Art. 13 R.D. 499/1929 Articolo 13

Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2017

Note

Il procedimento per il rilascio del certificato di eredità è un procedimento di volontaria giurisdizione che si conclude con un provvedimento avente forma di decreto revocabile (art 20 R.D.), inidoneo ad assumere autorità di giudicato e pertanto sottratto al ricorso straordinario per cassazione (art. 111 Cost).
Legittimati a proporre ricorso sono gli eredi testamentari o legittimi, l'eventuale legittimario pretermesso che abbia esperito con successo l'azione di riduzione (che ha efficacia costitutiva), l'esecutore testamentario e i legatari. Il ricorso deve essere sottoscritto personalmente dalla parte e le firme devono essere autenticate secondo le regole ordinarie (notaio o avvocato munito di procura alle liti), con esclusione quindi delle autentiche minori effettuate da funzionari amministrativi. Il ricorso con relativa nota d'iscrizione a ruolo si presenta presso la Cancelleria delle Successioni del Tribunale competente per territorio (commi 1 e 2) ed implica l'accettazione dell'eredità.
L'ultimo comma dell'articolo 13 permette di richiedere il certificato d'eredità prima di aver presentato la dichiarazione di successione.
Gli allegati richiesti sono previsti dai successivi artt. 14 e 15 a seconda che si tratti di successione testamentaria o legittima.

Giurisprudenza

Cassazione Civile Sez. II Sentenza 22 giu 1999, n. 6322

Con riguardo ai beni soggetti al regime tavolare, l'iscrizione nel libro fondiario è elemento concorrente alla formazione della fattispecie acquisitiva dei diritti reali immobiliari solo per la costituzione o il trasferimento degli stessi mediante atti inter vivos; mentre, nei casi di acquisto di tali diritti a titolo di successione ereditaria o di legato, la funzione primaria della loro trascrizione nei libri fondiari, prevista dall'art. 3 R.D. 499/1929, è quella di rendere possibile la successiva iscrizione nei libri fondiari a carico dell'erede o del legatario, dei diritti trasferiti o costituiti a favore dei terzi, sul bene ricevuto in eredità o legato, come detta l'art. 2 della stessa legge. Ne consegue che il certificato di eredità serve solo ai suddetti limitati effetti della trascrizione, ai fini della circolazione dei beni ereditari, valendo a far presumere la qualità di erede come risulta dall'art. 21, ma non è costitutivo di siffatta qualità che, ai fini sostanziali e processuali, va invece identificata ed attestata secondo la normativa successoria (Cass. 9.7.1996 n. 6240).

Estratti