Art. 2 R.D. 499/1929 Articolo 2

Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2018

Note

In deroga a quanto previsto nel codice civile italiano (art. 1376 c.c.) la norma in esame stabilisce uno dei principi cardine del sistema tavolare, quello dell'iscrizione: i diritti reali per atti inter vivos si acquistano con l'iscrizione del diritto nel libro fondiario e non con il semplice consenso delle parti.
Il valore costitutivo delle iscrizioni è limitato agli atti inter vivos, escludendo quindi gli acquisti mortis causa, gli acquisti a titolo originario (usucapione, accessione), alcuni provvedimenti giudiziari e amministrativi (trasferimenti conseguenti a esecuzione forzata, espropriazione per pubblica utilità). Inoltre tale principio non opera per le annotazioni, le quali non assumono mai valore costitutivo. La giurisprudenza dà una interpretazione restrittiva degli atti inter vivos facendovi rientrare le manifestazioni di volontà convenzionali od unilaterali (Cass. 20.10.1967 n. 2564).
La facoltà di proporre la domanda tavolare volta a ottenere l'iscrizione è imprescrittibile.

Giurisprudenza

Cassazione Civile Sez. II Ordinanza 31 ago 2017, n. 20608

In tema di regime tavolare l'acquisto di un bene immobile da parte dell'aggiudicatario in sede di esecuzione forzata, pur essendo indipendente dalla volontà del precedente proprietario, ricollegandosi ad un provvedimento del giudice dell'esecuzione, ha natura di acquisto a titolo derivativo e non originario traducendosi nella trasmissione dello stesso diritto del debitore esecutato; ne consegue che a tale acquisto si applicano le speciali regole di efficacia previste dalla normativa tavolare per gli atti "inter vivos".

Cassazione Civile Sez. II Sentenza 25 ott 2010, n. 21830

In regime tavolare, il decreto di trasferimento ha natura di atto tra vivi e pertanto è soggetto al principio dell'iscrizione.

Cassazione Civile Sez. I Sentenza 11 giu 2005, n. 12382

L'efficacia costitutiva dell'intavolazione presuppone un valido titolo. In mancanza di questo, il soggetto in favore del quale risulti trasferito o costituito il diritto reale rimane esposto al pericolo dell'evizione nonostante l'avvenuto compimento di detta forma di pubblicità, che non può da sola costituire un diritto inesistente. È, quindi, possibile l'accertamento di una situazione di fatto e di diritto contraria a quella risultante dall'iscrizione nei libri fondiari.

Cassazione Civile Sez. II Sentenza 22 giu 1999, n. 6322

Con riguardo ai beni soggetti al regime tavolare, l'iscrizione nel libro fondiario è elemento concorrente alla formazione della fattispecie acquisitiva dei diritti reali immobiliari solo per la costituzione o il trasferimento degli stessi mediante atti inter vivos; mentre, nei casi di acquisto di tali diritti a titolo di successione ereditaria o di legato, la funzione primaria della loro trascrizione nei libri fondiari, prevista dall'art. 3 R.D. 499/1929, è quella di rendere possibile la successiva iscrizione nei libri fondiari a carico dell'erede o del legatario, dei diritti trasferiti o costituiti a favore dei terzi, sul bene ricevuto in eredità o legato, come detta l'art. 2 della stessa legge. Ne consegue che il certificato di eredità serve solo ai suddetti limitati effetti della trascrizione, ai fini della circolazione dei beni ereditari, valendo a far presumere la qualità di erede come risulta dall'art. 21, ma non è costitutivo di siffatta qualità che, ai fini sostanziali e processuali, va invece identificata ed attestata secondo la normativa successoria (Cass. 9.7.1996 n. 6240).

Cassazione Civile Sez. II Sentenza 19 gen 1971, n. 106

Nelle province italiane ove vige il sistema tavolare è inopponibile all'acquirente di un fondo il diritto di servitù acquistato per usucapione nei confronti del venditore e non trascritto sul libro, sempreché l'acquirente non fosse a conoscenza, all'atto del trasferimento, dell'avvenuto acquisto del diritto.

Cassazione Civile Sez. II Sentenza 20 ott 1967, n. 2564

Il principio costitutivo della iscrizione, nella struttura e nel sistema della legge tavolare, deve ritenersi limitato agli atti tra vivi, intesi in senso restrittivo, cioè alle manifestazioni di volontà convenzionali od unilaterali, restando, quindi, sottratti all’applicazione del principio stesso sia i trasferimenti avvenuti per autorità di giudice, come le sentenze od altri provvedimenti di portata costitutiva, sia i trasferimenti in via di successione ereditaria, sia i modi di acquisti per usucapione, nonché gli acquisti a titolo originario.