Sentenza 03 agosto 2017, n. 38796 (28 giugno 2017)

Cassazione Penale Sez. V

L'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione proposta oltre il termine di dieci giorni dalla notifica dell'avviso della richiesta non ne determina l'inammissibilità, essendo tale termine ordinatorio e non perentorio, e non esonera, quindi, il giudice che nel frattempo non abbia già provveduto, dal valutarla.

Presidente: VESSICHELLI MARIA
Relatore: FIDANZIA ANDREA

RITENUTO IN FATTO
1. Con decreto pronunciato il 21 settembre 2016 il Giudice per le indagini Preliminari presso il Tribunale di Noia, su richiesta del P.M., ha disposto l'archiviazione nel procedimento instaurato a seguito di querela sporta per il reato di cui all'art. 595 c.p.c., comma 3, da L.R., il quale aveva richiesto espressamente di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione.
2. Ha proposto ricorso per cassazione il sig. L., con atto sottoscritto dal suo difensore, il quale ha dedotto la violazione degli artt. 127,408,409,410 c.p., per aver il G.I.P disposto l'archiviazione del procedimento senza esaminare e valutare le richieste contenute nell'atto di opposizione della persona offesa, il quale era stato depositato in data _____ presso la segretaria del P.M. e non era stato trasmesso tempestivamente all'attenzione del G.I.P..

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è infondato e va pertanto rigettato.
Va premesso che il Procuratore Generale presso questa Corte ha chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso sul rilievo del tardivo deposito dell'atto di opposizione da parte della persona offesa in data ______ (che aveva ricevuto l'avviso di cui all'art. 408 c.p.p., in data ______).
Tale impostazione giuridica non è condivisibile, atteso che è orientamento consolidato di questa Corte che l'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione proposta oltre il termine di dieci giorni dalla notifica dell'avviso della richiesta non ne determina l'inammissibilità, essendo tale termine ordinatorio e non perentorio, e non esonera, quindi, il giudice che nel frattempo non abbia già provveduto, dal valutarla. (Sez. 4, n. 18828 del 30/03/2016, Rv. 266844; sez. 2, n. 35169 del 3.7.2008, Rv. 241117, conf. sez. 5, n. 19073 del 31.3.2010, Rv. 247511; sez. 6, n. 39778 del 27.5.2014, Rv. 260459).
Peraltro, ove l'atto di opposizione all'archiviazione sia stato depositato presso la segreteria dell'organo inquirente (attività consentita da questa Corte, vedi Sez. 5 del 19.9.2016 n. 42791, Rv. 268459), sempre che il fascicolo processuale non sia già stato nel frattempo trasmesso al G.I.P., un'eventuale inerzia dell'ufficio del P.M. nel far pervenire al giudice l'atto di opposizione all'archiviazione non può riverberarsi negativamente sul diritto spettante alla persona offesa a che sia esaminata la propria istanza.
Nel caso di specie, il ricorrente non ha, tuttavia, fornito alcuna prova che, al momento della presentazione dell'opposizione all'archiviazione, il fascicolo del P.M. si trovasse ancora presso la segreteria dell'organo inquirente, e non fosse quindi stato già trasmesso alla cancelleria del G.I.P., anzi, avuto riguardo ai dati cronologici a disposizione, appare plausibile che tale trasmissione fosse già avvenuta. Infatti, a fronte del deposito dell'opposizione all'archiviazione da parte del ricorrente avvenuto in data ______, il G.I.P. ne ha disposto l'archiviazione il giorno immediatamente successivo (21).
Ne consegue che il mancato esame da parte del giudice dell'atto di opposizione all'archiviazione non è imputabile alla pubblica accusa bensì alio stesso ricorrente che, nel depositare l'impugnazione presso la segreteria del P.M. - quando il fascicolo processuale era già stato verosimilmente trasmesso al G.I.P. - non ha posto il giudice che doveva esaminarla nelle condizioni di venirne tempestivamente a conoscenza prima di provvedere.
Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma, il 28 giugno 2017.

RITENUTO IN FATTO
1. Con decreto pronunciato il 21 settembre 2016 il Giudice per le indagini Preliminari presso il Tribunale di Noia, su richiesta del P.M., ha disposto l'archiviazione nel procedimento instaurato a seguito di querela sporta per il reato di cui all'art. 595 c.p.c., comma 3, da L.R., il quale aveva richiesto espressamente di essere avvisato in caso di richiesta di archiviazione.
2. Ha proposto ricorso per cassazione il sig. L., con atto sottoscritto dal suo difensore, il quale ha dedotto la violazione degli artt. 127,408,409,410 c.p., per aver il G.I.P disposto l'archiviazione del procedimento senza esaminare e valutare le richieste contenute nell'atto di opposizione della persona offesa, il quale era stato depositato in data _____ presso la segretaria del P.M. e non era stato trasmesso tempestivamente all'attenzione del G.I.P..
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è infondato e va pertanto rigettato.
Va premesso che il Procuratore Generale presso questa Corte ha chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso sul rilievo del tardivo deposito dell'atto di opposizione da parte della persona offesa in data ______ (che aveva ricevuto l'avviso di cui all'art. 408 c.p.p., in data ______).
Tale impostazione giuridica non è condivisibile, atteso che è orientamento consolidato di questa Corte che l'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione proposta oltre il termine di dieci giorni dalla notifica dell'avviso della richiesta non ne determina l'inammissibilità, essendo tale termine ordinatorio e non perentorio, e non esonera, quindi, il giudice che nel frattempo non abbia già provveduto, dal valutarla. (Sez. 4, n. 18828 del 30/03/2016, Rv. 266844; sez. 2, n. 35169 del 3.7.2008, Rv. 241117, conf. sez. 5, n. 19073 del 31.3.2010, Rv. 247511; sez. 6, n. 39778 del 27.5.2014, Rv. 260459).
Peraltro, ove l'atto di opposizione all'archiviazione sia stato depositato presso la segreteria dell'organo inquirente (attività consentita da questa Corte, vedi Sez. 5 del 19.9.2016 n. 42791, Rv. 268459), sempre che il fascicolo processuale non sia già stato nel frattempo trasmesso al G.I.P., un'eventuale inerzia dell'ufficio del P.M. nel far pervenire al giudice l'atto di opposizione all'archiviazione non può riverberarsi negativamente sul diritto spettante alla persona offesa a che sia esaminata la propria istanza.
Nel caso di specie, il ricorrente non ha, tuttavia, fornito alcuna prova che, al momento della presentazione dell'opposizione all'archiviazione, il fascicolo del P.M. si trovasse ancora presso la segreteria dell'organo inquirente, e non fosse quindi stato già trasmesso alla cancelleria del G.I.P., anzi, avuto riguardo ai dati cronologici a disposizione, appare plausibile che tale trasmissione fosse già avvenuta. Infatti, a fronte del deposito dell'opposizione all'archiviazione da parte del ricorrente avvenuto in data ______, il G.I.P. ne ha disposto l'archiviazione il giorno immediatamente successivo (21).
Ne consegue che il mancato esame da parte del giudice dell'atto di opposizione all'archiviazione non è imputabile alla pubblica accusa bensì alio stesso ricorrente che, nel depositare l'impugnazione presso la segreteria del P.M. - quando il fascicolo processuale era già stato verosimilmente trasmesso al G.I.P. - non ha posto il giudice che doveva esaminarla nelle condizioni di venirne tempestivamente a conoscenza prima di provvedere.
Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in Roma, il 28 giugno 2017.

Discussioni